La poesia di Michelangelo Buonarroti

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       A
Vittoria Colonna (Rime, 235)

       Un
uomo in una donna, anzi uno dio

per la sua bocca parla,

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ond’io per ascoltarla

son fatto tal, che ma’ più sarò mio.

I’ credo ben, po’ ch’io                                                  5

a me da lei fu’ tolto,

fuor di me stesso aver di me pietate;

sì sopra ’l van desio

mi sprona il suo bel volto,

ch’i’ veggio morte in ogni altra beltate.                10

O donna che passate

per acqua e foco l’alme a’ lieti giorni,

deh, fate c’a me stesso più non torni.

       Rime,
151: anche questa a Vittoria?


        Non
ha l’ottimo artista alcun concetto

c’un marmo solo in sé non circonscriva

col suo superchio, e solo a quello arriva

la man che ubbidisce all’intelletto.

  Il mal ch’io fuggo, e ’l ben ch’io mi prometto,5

in te, donna leggiadra, altera e diva,

tal si nasconde; e perch’io più non viva,

contraria ho l’arte al disïato effetto.

  Amor dunque non ha, né tua beltate

o durezza o fortuna o gran disdegno,10

del mio mal colpa, o mio destino o sorte;

  se dentro del tuo cor morte e pietate

porti in un tempo, e che ’l mio basso ingegno

non sappia, ardendo, trarne altro che morte.

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