La scuola, questa sconosciuta – di Enrico Maranzana

“Liceo
classico: no, il problema non è il latino” è il titolo dello scritto di Luca
Ricolfi, apparso il 16 ottobre su il sole24ore.
Un’esplicita
denuncia dell’inadeguatezza (formazione) e dell’inefficacia (educazione) della
scuola secondaria superiore: pochi sono gli studenti che accedono agli studi
universitari in grado di organizzarsi mentalmente, di astrarre, di concentrarsi,
di discernere, di sintetizzare
e di dominare le
problematiche linguistiche. Una carenza ascritta “alla scuola di oggi che, con
la sua corsa ad abbassare l’asticella, fornisce queste capacità  sempre più
raramente”.
Nello scritto si
osserva la scuola come si osserva una scatola nera. Si considerano gli ingressi
e le uscite: le dinamiche interne non sono scandagliate. Tutto è rimasto
nell’indeterminatezza, non è stata identificata l’origine dello stallo in cui
versa l’istituzione.
Uno scenario sconcertante
sarebbe apparso se la storia degli ultimi quarant’anni fosse stata ripercorsa.
Nel 1974 la
scuola è stata rimodellata in conformità  alla dottrina scientifica: la
complessità  del suo mandato è stata abbattuta seguendo un percorso “per
successive approssimazioni”.
Nel rapporto
scuola società , nell’identificazione delle competenze generali necessarie
all’interazione con la società  contemporanea prende avvio la definizione del
problema formativo; segue il riconoscimento delle capacità  sottese alle
competenze generali, cui mireranno tutti gli insegnamenti. Uno specifico
organismo collegiale è stato preposto a ogni responsabilità .
Una
ristrutturazione, una strategia che non ha prodotto effetti: stupefacente il
fatto che la classe politica degli ultimi dieci anni, con sbalorditiva
leggerezza, abbia attribuito l’insuccesso alla sua genesi legislativa. Se
avesse fatto tesoro del postulato “
un gruppo è
produttivo e coeso se i membri ne condividono i traguardi” avrebbe individuato
i colpevoli del malfunzionamento: i presidi non hanno mai convocato gli
organismi collegiali per vincolarli alle loro responsabilità . L’origine e il
senso del loro lavoro sono stati occultati e la partecipazione è stata
scoraggiata.
A conferma
della divergenza tra norma e prassi si trascrive, dalla legge delega n.53 del
2003, la finalità  del sistema educativo: “
È
promosso l’apprendimento in tutto l’arco della vita e sono assicurate a tutti
pari opportunità  di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le
capacità  e le competenze, attraverso conoscenze e abilità , generali e
specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate
all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo
alle dimensioni locali, nazionale ed europea
“. Il problema
dell’insegnamento del greco e del latino, in tale ambito, ha una nuova
definizione: quali strumenti (“attraverso conoscenze e abilità “) sono da
privilegiare per lo sviluppo di capacità  e di competenze?

L’assenza di
un’adeguata cultura sistemica è la causa del disservizio.