La storia della Chiesa raccontata da don Savino a Molinazzo di Cormano

Negli anni in cui don Savino ha guidato la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Molinazzo di Cormano, è stato realizzato un dipinto, da lui pensato e commissionato, che raffigura le tappe della storia della Chiesa dalle sue origini ad oggi. 
Guidati dalle sue parole ne possiamo cogliere il significato più profondo.

“Il Redentore dell’uomo, Gesù Cristo, è centro del cosmo e della storia”.

La prima cosa che mi ha colpito entrando per la prima volta nella Chiesa dove mi aveva mandato il Vescovo, nell’ottobre 1988, è stata la figura gigantesca del Sacro Cuore che mostrava, a tutti gli uomini che Lo guardavano, il Suo Cuore, segno di infinita Misericordia.
Incontrai pochi mesi dopo il carissimo Franco Giuliano, che mi fu mandato come un “Angelo di Dio” (ne ho incontrati tanti nella mia vita!) ad annunciarmi che avrei ricevuto un “segno” visibile della compiacenza che il “Sacro Cuore” mi manifestava: Franco Giuliano era cioè disponibile a dipingere le pareti del nostro Altare!
L’”ispirazione” venne dal fatto che arrivai a Molinazzo nel 1988, a dieci anni dalla prima Enciclica del Papa: “Redemptor hominis”. Quale coincidenza migliore per commentare la centralità del nostro Sacro Cuore e per descriverla in un dipinto?
E’ quello che abbiamo cercato di fare: descrivere in che modo Gesù Cristo è il centro del cosmo e della storia.
L’ impianto di tutto il disegno poggia su S. Giuseppe, che è il simbolo dell’uomo cristiano. S. Giuseppe raffigura esattamente ciò che è accaduto a me, ciò che è accaduto a ciascun cristiano.
Chi siamo noi? Siamo degli uomini assolutamente fragili, a cui però è stata consegnata una Cosa enorme. S. Giuseppe ha vissuto per primo questo dramma, quando gli è stato detto che lui doveva diventare il custode di Gesù: è il dramma di un uomo che porta in sé contemporaneamente la fragilità della propria umanità, e la grandezza di quello che gli è stato consegnato. S. Giuseppe, allora, è lì che medita, che pensa a quello che gli è accaduto, tutto proteso ad approfondire questo fatto più che non a misurare ciò di cui lui è capace. Per questo è nell’angolo inferiore sinistro, perché simbolicamente regge tutto l’impianto.
Ma come scatta la scoperta di questo compito, di questa vocazione, – per S. Giuseppe – e per ciascuno di noi ?
Scatta attraverso un incontro imprevedibile, assolutamente al di fuori di ogni nostro schema, un incontro che scombina la vita.
Tutto quindi incomincia con la conversione di S. Paolo.
La conversione di S. Paolo avviene con questo incontro assolutamente imprevisto che Egli ha, attraverso la famosa caduta da cavallo come ci raccontano gli Atti degli Apostoli, mentre sta andando ad uccidere i cristiani. Viene abbattuto da cavallo e una voce gli dice: “Perché mi perseguiti?”. Subito c’è questa identificazione tra Cristo e la Chiesa.
Tutto dunque incomincia da questo incontro, il cui primo sviluppo è immediatamente l’accoglienza, vale a dire: questo incontro ti sconvolge, ma è per accoglierti, per chiamarti ad una cosa grande. L’accoglienza è significata da Ananìa (quell’uomo vestito di blu, con la barba bianca), dietro al quale ci sono alcune persone, che sono i primi cristiani.
L’Incontro con Cristo è quindi qualcosa che sconvolge la vita, ma il suo inizio è dentro un abbraccio (vedete le braccia aperte di Ananìa). Da questo incontro e da questa accoglienza, che sono l’inizio della dinamica della fede, nasce il cambiamento dell’umano. L’uomo che incontra Cristo e che viene accolto dalla Comunità cristiana cosa produce? Produce un cambiamento dell’umano. Questa è un’idea fondamentale che abbiamo voluto rappresentare attraverso un po’ tutto l’impianto di questo affresco, caratterizzato da colori molto vivaci, per far capire che l’esperienza cristiana è una cosa bella, che illumina tutta la Chiesa.
Uno entrando in Chiesa, più che guardare queste figure è come se fosse guardato, illuminato da queste figure, come se una luce emanasse da loro per illuminare il volto scuro con cui spesso viviamo la vita.
E infatti questo è quello che è accaduto: c’è stato nella storia dell’umanità, in particolare in quei periodi in cui la barbarie cercava di distruggere tutto, un cambiamento dell’umano: in tutto l’Occidente il monachesimo con S. Benedetto (l’uomo vestito di bianco, in centro a sinistra) ha arginato la distruzione dell’Occidente stesso, avvenuta attraverso il crollo dell’Impero Romano e la successiva invasione barbarica, e l’ha trasformata in una nuova civiltà. Tutto questo è documentato nell’affresco con il monastero, la bonifica dei campi, il recupero di tutta la cultura (il monaco che scrive), la rinascita delle fede popolare con S.Francesco (Convento francescano). E’ una trasformazione di tutto l’umano, perché il Cristianesimo così ha salvato l’Occidente. Anche in Oriente è avvenuta la stessa cosa, attraverso Cirillo e Metodio (raffigurati nel centro dell’affresco a destra) e pure nella nostra Chiesa ambrosiana ad opera di S. Ambrogio (in alto a destra), con accanto lo schizzo della Basilica di S. Ambrogio a Milano e vicino Agostino (di carnagione scura). 

Questa trasformazione dell’umano è stata operata, nella nostra Diocesi di Milano, in particolare da questi giganti: Ambrogio, Agostino e, sotto, il grande “condottiero” S. Carlo, (in basso a destra) qui raffigurato che conduce simbolicamente dal buio alla luce perché sotto al suo mantello ci sono le fiaccole degli Appestati. Questa luce, che nel Battesimo ci è stata consegnata, qui è dipinta a forma di fiamma, simbolo della fiamma della fede con la quale diventa possibile portare anche il male (qui rappresentato dal buio), perché sotto la protezione di S. Carlo, e quindi della Chiesa, questi Appestati diventano uomini nuovi: alla destra del cavallo di S.Carlo ci sono infatti gli uomini guariti, che sono chiari, con grandi mani tese.
Sinteticamente: l’incontro con Cristo e l’accoglienza della comunità cristiana rende capace il cristiano di trasformare la vita, rendendola vivibile e bella. Tutto questo è avvenuto prima del Concilio Vaticano II.
Dopo il Concilio c’è stata una modalità un po’ diversa di effettuare questo tipo di cambiamento perché, come ha detto il Papa è lo Spirito Santo che decide come far sì che Cristo sia incontrato dagli uomini: c’è stato un periodo in cui ha usato i grandi santi e c’è questo periodo in cui lo Spirito Santo usa in modo particolare i carismi specifici: il carisma dei religiosi, quello dei movimenti, quello di alcuni santi. Per cui dal Concilio Vaticano II, rappresentato in questo affresco di destra (nella parte sinistra dello schizzo) con i Papi che fondamentalmente lo hanno realizzato: Papa Giovanni XXIII (in primo piano), Papa Paolo VI e Papa Giovanni Paolo I, è avvenuta la stessa cosa dell’epoca medioevale. La nuova barbarie dell’età moderna è raffigurata dallo schizzo di Picasso “Guernica” con questa fucilazione che si riferisce alla guerra civile in Spagna (a destra nell’affresco); dai Nazisti che stanno fucilando dei prigionieri (sopra lo schizzo), ad indicare la grande strage avvenuta con la Seconda Guerra Mondiale e con il Nazismo. Questa barbarie attuale è stata arginata non più da grandi personaggi, ma da uomini che hanno creato un popolo: movimenti, associazioni, ordini religiosi che esistevano anche precedentemente, ma lo Spirito Santo in questo secolo li ha usati come strumento privilegiato. Così (a destra di Papa Giovanni Paolo I) c’è il Beato Palazzolo con le Suore delle Poverelle in mezzo alla gente – infatti da loro è nato un movimento che ha raggiunto tante persone – arrivando anche alla nostra Parrocchia, dove le Suore sono state una presenza determinante fino al 1994. Sopra c’è Padre Massimiliano Kolbe, (con il vestito da prigioniero) conosciuto perché ha offerto la sua vita al posto di un padre di famiglia che doveva essere ucciso, ma anche perché, negli anni ‘20, è stato il primo che ha diffuso la devozione mariana e la devozione cattolica – suscitando il Movimento della Milizia dell’Immacolata -, sino al lontano Oriente anche con dei ciclostilati che faceva arrivare persino in Giappone.
Questi grandi uomini non sono quindi “grandi” perché hanno fatto dei gesti eroici, ma perché sono parte di un popolo che ha avuto la coscienza di essere il protagonista della salvezza dell’umano, dell’umanità: p. Kolbe ha fatto così. Aveva impiantato le prime stamperie, precedendo addirittura quelle laiche sorte dopo, per questa sola ragione: mandare in giro milioni di bollettini mariani per diffondere la devozione alla Madonna. Sotto P. Kolbe c’è una suora: Edith Stein. E’ una persona molto significativa perché, come dice la Bibbia, è l’anticipo di quello che sarà il destino del popolo ebraico: è un’Ebrea che si è convertita abbandonando l’ebraismo, ma rimanendo ebrea come origine e per questo è stata uccisa dai Nazisti. La sua figura è perciò profezia del destino del popolo ebraico, quando tutte le genti si riun’iranno sotto l’unica fede in Cristo.
Nella parte superiore dell’affresco sono rappresentati altri movimenti ancora presenti oggi: a destra, Madre Teresa di Calcutta con il movimento che è nato da lei, che è una cosa enorme: suore, laici, preti. Ciò che ha generato lo Spirito Santo attraverso il carisma di questa piccola donna, è impressionante: non si tratta tanto della santità di un singolo, ma del riflusso di questa esperienza che passa attraverso tutto un popolo, generando con le sue suore sparse in tutto il mondo migliaia di case di accoglienza. A sinistra, sotto il nostro Cardinal Martini, ci sono questi tre personaggi: Giorgio La Pira (in giacca e cravatta), che è un laico di cui si è aperta la causa di beatificazione, che ha fatto politica: mostrando che la fede c’entra con tutto e che se uno è cristiano è capace di fare meglio politica, servendo gratuitamente il bene del popolo: era Sindaco di Firenze e ancora oggi la gente lo ricorda.
Ancora, lo Spirito Santo ha suscitato in questi anni tantissimi movimenti: ne ho scelti solo alcuni. Don Luigi Giussani fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione, raffigurato in mezzo al popolo che da Lui è nato come movimento di giovani, famiglie, adulti e consacrati con l’entusiasmo dell’ annuncio di Cristo e della Sua Chiesa (che ha generato anche in me da quando l’ho incontrato in Seminario nel 1968). 
Sotto c’è Chiara Lubich, fondatrice dei Focolarini.
Ora, questo rinnovamento dell’umanità lo Spirito Santo ha deciso che avvenga attraverso questi movimenti e queste persone, purché al centro ci sia sempre il collegamento con Pietro – il Papa attuale Giovanni Paolo II, su cui poggia la Chiesa e in particolare questa mia chiesa: la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù di Molinazzo di Cormano (disegnata piccolina sopra il Papa), la quale però deriva dalla Chiesa Diocesana che è quella di Milano; ecco perciò il nostro Cardinale Carlo Maria Martini con il Duomo di Milano, raffigurati in alto a sinistra.
Questo è stato possibile grazie al fatto della presenza tra di noi di Cristo,
centro del cosmo e della storia”, il quale è nato (torniamo all’affresco di sinistra, dove nell’angolo inferiore è rappresentata la Natività), dalla Madonna, qui raffigurata con le spalle rivolte al Bambino come a significare il distacco che deve vivere una madre rispetto alla vocazione del figlio. Cristo è dentro la culla, che in realtà è una bara, perché la nascita è già preludio della sua passione (nell’angolino sinistro, in alto).
La croce, (di stile bizantino), è però preludio della resurrezione – non come il Cristo rinascimentale sofferente. Cristo è già quasi risorto: guardiamo i piedi che stanno per muoversi. Difatti la crocifissione è preludio della Resurrezione, della gloria.
Nell’affresco di destra (in alto a destra) si vede Cristo glorioso, raffigurato insieme alla Madonna, perché Maria è la protagonista costante della storia della salvezza e senza di Lei non sarebbe potuto accadere nulla.
Infine la Pentecoste: la nascita della Chiesa, con la Madonna al centro e attorno gli Apostoli.
Un altro particolare importante sono i colori, molto marcati, per sottolineare la bellezza che nasce dalla esperienza cristiana. Anche le aureole d’oro sono fatte così da emanare quella luce che illumina chi entra in chiesa.
Le mani, molto grandi, sono sproporzionate, per sottolineare di più la Misericordia, l’abbraccio senza misura – come se il Signore volesse dire: “Vorrei avere delle mani che arrivano fin dove non c’è nulla, per poterti abbracciare e poterti prendere in modo tale che tu non possa scappare”.
Lo scopo di questo affresco segue l’antica idea medioevale, secondo cui i dipinti non erano un abbellimento pittorico, ma uno strumento di catechesi: guardando i dipinti si impara. Così, di proposito, noi non abbiamo messo i nomi delle persone raffigurate, per far nascere spontanea, in chi vede, la domanda: ma chi è questo qui? Cosa vuol dire quello? Perché quando c’è una domanda, si apre un’attesa e si mette in moto una ricerca.
Sinteticamente, dunque, l’idea-guida è: “Cristo, centro del cosmo e della storia”; l’incontro con Cristo trasforma l’umano e fa diventare bella la vita. Il compito del cristiano che ha avuto questa Grazia è infatti “fare di Cristo il cuore del mondo”, come dice la scritta posta in alto, all’uscita della Chiesa. Ma questo “Cristo cuore del mondo” è sempre un Cristo risorto che passa attraverso la croce e questo è reso possibile solamente con Maria che con il suo “Sì , avvenga di me secondo la Tua Parola” ha permesso che nascesse Gesù – Dio fatto Uomo, che ci raggiunge e ci ama qui ed ora nella Sua Chiesa.
don Savino Gaudio