La storia di Anna Frank

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Diario di Anna Frank

Scheda del libro – di Silvia Sorrentino

AUTORE: ALESSANDRA JESI SOLIGONI

TITOLO: STORIA DI ANNA FRANK

CASA EDITRICE, CITTA’, ANNO DI PUBBLICAZIONE: LA SPIGA, MILANO, 1986

1) Genere letterario al quale il testo appartiene: Storico

2) Ambiente storico-geografico.
Anna Frank trascorre la sua breve vita fra Francoforte in Germania e Amsterdam in Olanda. Nasce il 12 giugno 1929 e la sua morte avviene nel febbraio/marzo 1945 nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.

3) Descrizione dei protagonisti e presentazione dei personaggi più significativi.
La protagonista in assoluto è Anna Frank, una ragazza ebrea che muore di tifo alla giovane età di quindici anni. È molto solare, attiva e piena di vita. È piuttosto alta e magra, e questa sua caratteristica aumenterà quando si dovrà nascondere nel famoso All’oggio Segreto per sfuggire alla Gestapo. È molto legata ai valori affettivi, negli ultimi anni attraversa un momento difficile e di confusione sentimentale, tipico di tutte le adolescenti, aggravato dal terribile incubo di essere arrestata.

4) Breve trama della vicenda.
Anna Frank nasce nel 1929 a Francoforte in Germania; all’età di quattro anni, però, si trasferisce insieme alla sua famiglia ad Amsterdam, in Olanda, per sfuggire alla persecuzioni ebraiche.
Il primo episodio raccontato è il suo nono compleanno, giorno in cui riceve la penna stilografica che scriverà sulle lunghe pagine del diario. È un regalo della nonna, rimasta a Francoforte dopo il loro trasferimento, ma che non si dimentica mai della sua nipotina. Anna quel giorno è ammalata e triste perché non può festeggiare il compleanno con i suoi amici e vorrebbe uscire all’aria aperta, ma non sa che solo pochi anni dopo sarà costretta a rimanere chiusa in un magazzino.
Nel 1940 anche l’Olanda viene invasa e due anni dopo la famiglia Frank è costretta a trasferirsi nuovamente, pochi giorni dopo il tredicesimo compleanno di Anna. In questa giornata riceve in dono il diario che le farà da conforto negli anni successivi. Inizia così a scrivere il suo diario due giorni dopo il suo compleanno. La famiglia Frank giorno dopo giorno prepara un retro magazzino per nascondersi e sfuggire alla Gestapo, che passa di casa in casa a cercare ebrei da arrestare e portare nei campi di concentramento. Il trasferimento è previsto per il 16 luglio, ma dieci giorni prima arriva una lettera di richiamo a Margot (la sorella più grande di tre anni) per partire, decidono così di anticipare la partenza per il nascondiglio ed entrano nell’All’oggio Segreto il 6 luglio 1942. Con loro portano libri, quaderni e il minimo indispensabile per non passare troppo inosservati. Ci viene raccontato il punto di vista di Anna che può definirsi quasi buffo: racconta, infatti, che indossa più paia di calze, più magliette e addirittura più cappotti. È così che inizia la sua vita nell’All’oggio Segreto. Nei giorni successivi un’altra famiglia va a vivere con loro: i signori Van Peels e il figlio Peter, chiamati da Anna i signori Van Daan. Ultimo arrivato è, invece, il signor Dussel. Con lui Anna dividerà la stanza anche se molto del suo tempo lo passa in soffitta, la camera di Peter Van Peels. Fra i due, infatti, dopo un primo tempo di indifferenza, nasce una forte amicizia che giorno dopo giorno si trasforma in amore. Peter ha l’età di Margot, ma con lei non riesce ad avere lo stesso rapporto che ha con Anna e d’altronde lei stessa impiega abbastanza tempo per legare con la sorella, con la quale ha continue discussioni. Anna, infatti, si sente trascurata dalla madre per colpa di Margot, essendo la figlia maggiore. Solo suo padre le sta vicino, prima della partenza e anche nell’All’oggio Segreto. Qui, però, la situazione è complicata e anche il suo adorato Pim (come lei lo chiama) diventa indifferente e Anna trova in Peter quella comprensione di cui ha bisogno. Alcuni amici fidati li aiutano portando loro i viveri, ma un fornitore li scopre e denuncia, così gli otto inquilini vengono arrestati e portati nei campi di concentramento. Anna e sua sorella moriranno di tifo pochi mesi prima della liberazione del campo.

5) Quale punto del testo ti ha particolarmente colpito? Perché?
Mi è rimasto particolarmente impresso il primo capitolo che racconta del nono compleanno di Anna Frank. La ragazza, a quell’età bambina, ha infatti appena ricevuto come regalo della nonna una penna stilografica e proprio quel giorno decide di voler diventare scrittrice e questo suo desiderio si avvererà, anche se non come immaginava.

6) Impressioni e giudizio sul romanzo sostenuti da opportuni esempi.
La storia di Anna Frank” è in qualche modo la spiegazione del Diario”. I due testi sono facilmente paragonabile: il primo, infatti, ci spiega la situazione di quegli anni nel modo in cui la conosciamo attualmente; mentre il secondo la descrive soggettivamente, con autore una ragazza che vive sulla propria pelle ciò che racconta. Nonostante la storia sia molto bella e maggiormente comprensibile, il diario secondo me è più coinvolgente perché non è una visione oggettiva ma soggettiva, con emozioni e sentimenti.

7) Ne consiglieresti la lettura ai compagni? Perché?
Si, in particolar modo a coloro che hanno letto il Diario”, perché spiega dettagliatamente la storia di Anna Frank, ma anche la storia della guerra in quegli anni, rendendo più comprensibile i brevi racconti giornalieri del diario di questa ragazza.

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