La tragedia della seconda guerra mondiale

CAUSE,  ANDAMENTO E CONSEGUENZE DELLA GUERRA:

Quando il primo settembre dei 1939 la Germania nazista invase la Polonia, nessuno si sarebbe aspettato una guerra di così lunga durata e di cosi grande portata, che avrebbe causato più di 55 milioni di vittime.  Ma quali furono le cause generanti la tragedia più atroce della storia dell’umanità?  Sicuramente furono fondamentali i trattati di Versailles, che determinavano le condizioni di pace dopo la prima guerra mondiale; la Germania usciva dai trattati più che umiliata, e questo non fece altro che produrre un sentimento di vendetta nell’animo dei tedeschi, un sentimento che avrebbe trovato libero sfogo nei progetti Hitleriani.  Un altro fattore fu sicuramente il desiderio di quello spazio vitale di cui aveva parlato Hitler nel delirante progetto del Mein Kampf, e del desiderio di realizzazione della soluzione finale che prevedeva l’eliminazione di tutti gli ebrei.  Dopo aver attaccato la Polonia nel 39, Francia e Inghilterra dichiararono subito guerra alla Germania, mentre Mussolini, con il consenso dì Hitler, rimaneva per il momento neutrale; intanto I”URRS aveva proceduto con l’occupazione della Polonia orientale come stabilito dal patto Molotov-Ribbentrop, e instaurò un regime di protezione militare su Estonia, Lituania e Lettonia.  Sul fronte francese intanto non succedeva praticamente nulla; i francesi aspettavano loffensiva tedesca rintanati nella linea Maginot, un reticolato di fortini e bunker che andava dal confine con il Belgio alle alpi svizzere.  Nel maggio dei 1940 Hitler scatenò la sua offensiva: le truppe naziste dilagarono in Belgio, Olanda e Lussemburgo, riuscendo così ad aggirare la linea Maginot e a penetrare fino a Parigi il 14 giugno 1940, e dichiararono decaduto il governo francese. A questo punto Mussolini decise di entrare in guerra e di attaccare le truppe francesi ormai al tracollo, senza peraltro ottenere buoni risultati.  In seguito Mussolini decise anche di spiegare le sue forze in Grecia, Africa e Albania; anche qui senza l’aiuto delle armate tedesche l’esercito italiano non avrebbe potuto realizzare i suoi progetti di conquista.  L’Italia dunque si rivelò da subito del tutto impreparata a una guerra di così vasta portata e ben presto si trasformerà in una palla al piede per Hitler.  Nonostante le titubanze dell’esercito italiano, Hitler, era ormai padrone di una grande fetta del continente e nel 1940 firmò un patto tripartito con Giappone e Italia teso a creare un nuovo ordine in Asia e in Europa.  Nel maggio del 1941 Hitler diede avvio all’operazione “barbarossa”. con la quale, insieme a Romania, Ungheria e Finlandia, pretendeva di eliminare il nemico “bolscevico”; le truppe avanzarono pressoché senza opposizioni fino a Stalingrado, dove la popolazione civile diede vita a una strenua resistenza. La città venne messa sotto assedio per ventotto mesi senza tregua, ma senza alcun frutto: la guerra lampo era ormai fallita.  Il 14 agosto dei 1941, su una nave a largo dell’isola di Terranova, Churchill e Roosevelt, rispettivamente primo ministro inglese e presidente americano, firmarono la carta atlantica in cui venivano determinati i principi per la ricostruzione del mondo libero dalla minaccia nazista, ma nonostante questo l’America si dichiarava ancora neutrale al conflitto.  Il 7 dicembre 1941 sì verificò un evento fondamentale per gli esiti del conflitto, in quanto il Giappone, senza una dichiarazione di guerra ufficiale attaccò gli USA, nella base navale di Pearl Arbour.  L8 dicembre Inghilterra e USA dichiararono guerra al Giappone; il conflitto aveva ormai assunto proporzioni mondiali. Fino a quel momento la guerra si mostrò dunque favorevole alle forze dellasse, ma nella primavera del ’42 si verificarono tre battaglie fondamentali per l’esito del conflitto, che rovesciarono le sorti della guerra a favore degli alleati: la battaglia di El Alamein, sul fronte africano, quella delle isole Midway, sul fronte del pacifico e quella già citata di Stalingrado.  Intanto gli alleati avevano rafforzato le loro posizioni firmando il patto delle nazioni unite, tra cui figuravano 26 paesi, e, per la prima volta con le potenze occidentali, anche I”URRS, contro il nemico comune del nazifascismo.  Da questo momento ci fu un lento declino per le forze dellasse. Fu in questo periodo che Hitler, che probabilmente aveva già intravisto il destino del suo regime, attuò il suo progetto di soluzione finale della questione ebraica; centinaia di campi di sterminio, tra cui ricordiamo quello di Treblinka, di Auschwitz e Belzec, vennero allestiti in tutta Europa.  Gli uomini e i ragazzi che non potevano lavorare venivano subito uccisi nelle camere a gas, assieme a donne, anziani e bambini, mentre chi riusciva a lavorare poteva resistere ai massimo due o tre mesi, dopodiché era difficile sopravvivere; si conobbe la vera portata dei fenomeno solo alla fine del conflitto, quando i morti solo nei campi di sterminio si seppero essere più di 8 milioni.  Intanto nel 1943 le forze alleate avevano aperto un nuovo fronte sbarcando in Sicilia e arrivando fino a Roma; Mussolinì scappò al nord dove Hitler aveva posizionato le sue truppe e fondò la repubblica di Salò, mentre il generale Badoglio si impossessò del potere e scappò a Brindisi con il re, protetto dagli alleati: fu in questo momento che iniziarono ad attuarsi i fenomeni di resistenza partigiana in tutte le nazioni occupate dai nazisti; in Italia la situazione rimarrà inalterata fino alla fine della guerra.  Sul fronte del pacifico gli americani avanzavano sempre più velocemente, mentre all’inizio del 1944 l’esercito nazista era stato cacciato anche da Stalingrado.  Le redini della guerra erano ormai in mano alle forze alleate, e fu in questo clima di ottimismo che avvenne il 6 giugno del “44 il d-day, ossia lo sbarco delle forze alleate in Normandia: il 26 agosto il generale francese De-Gaulle entrò a Parigi da trionfatore, la caduta del nazismo era ormai questione di tempo.  Tra il 4 e l’11 febbraio del 1945 ebbe luogo la conferenza di Yalta che vedeva parteciparvi anche Roosevelt, Churchili e Stalin: fu in questo momento che venne stabilito l’ordine postbellico mondiale, con la prima definizione dei mondo bipolare. Il 29 aprile le truppe nazifasciste chiesero la resa: Mussolini tentò la fuga ma venne riconosciuto, catturato e infine ucciso dai partigiani, che ne appesero il cadavere in piazzale Loreto, a Milano, mentre Hitler si suicidò e Berlino il 30 aprile con l’armata rossa ormai alle porte della città.  Il 6 e il 9 agosto del 1945 vennero sganciate le bombe atomiche      sulle città di Hiroshima e Nagasaki, che sancirono la resa del Giappone. La guerra era ormai finita, quando tra il 17 luglio e il primo agosto del ’45 le forze alleate si incontrarono a Potsdam: il mondo bipolare che caratterizzerà la seconda metà del secolo fu definitivamente sancito proprio in quel momento, assieme al nuovo assetto geopolitico dell’Europa.  La Germania fu divisa in quattro sfere di influenza: inglese, francese, americana e sovietica, mentre la maggior parte delle potenze europee vennero aiutate, mediante un meticoloso piano economico, detto piano Marshall, a risollevare la propria economia.

dalla tesina multidisciplinare esame di stato 2005 di Federico Sorrenti

La psicoanalisi in rapporto alla cultura del novecento