L’amministrazione centrale non ha superato l’esame di maturità  – di Enrico Maranzana

Il ministro Profumo ha parlato
dell’esame di Stato e, dopo averne tratteggiato gli aspetti positivi, ha affermato
che “il nostro paese deve avviare un percorso che dia maggior trasparenza ai processi, per dar una cultura in questa
direzione ai suoi cittadini[1]
“. 

Se tale indirizzo fosse applicato alla legge sull’esame di maturità  del 69 si
vedrebbero le negligenze che hanno contrastato e che continuano ad avversare
l’ammodernamento del servizio scolastico: il rifiuto della cultura sistemica[2];
l’indisponibilità  dei dirigenti a superare l’obsoleto modello organizzativo
gerarchico che li pone al vertice dell’istituzione; la fissità  dei docenti che non
accettano le mete formative che la legge indica[3]
e che restano abbarbicati ai libri di testo cui delegano le loro responsabilità 
professionali[4].  
Sono passati quarant’anni da
quando il legislatore ha abbandonato l’idea di scuola finalizzata alla
trasmissione della conoscenza. Ne ha concepito un’altra centrata sulle
potenzialità  dei giovani.; tutte le decisioni che nel tempo ha assunto muovono
in questa direzione, con continuità . Ha riclassificato la conoscenza, finalità 
della scuola degli inizi del secolo scorso, incasellandola come uno degli
strumenti a disposizione degli organismi scolastici. Essa è un’opportunità ,
un’occasione per promuovere e consolidare le qualità  degli studenti.  L’art. 2 della legge 53/2003 sintetizza tale
intendimento: “
Sono assicurate a tutti pari opportunità  di raggiungere elevati livelli
culturali e di sviluppare le capacità  e le competenze
, ATTRAVERSO conoscenze e abilità , generali e
specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate
all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo
alle dimensioni locali, nazionale ed europea”.
La nuova mission implica la ridefinizione sia della struttura
organizzativa2, sia  delle
collegate responsabilità  degli operatori scolastici. Questo è il nodo critico:
le norme, concepite in perfetta coerenza con il nuovo modello, sono state
stravolte, sterilizzate, applicate nominalmente. All’origine di tale colposo
comportamento è da collocare l’errata interpretazione della legge, figlia di
un’idea di scuola intangibile e frammentata4; L’unitarietà  della
gestione, il feed-back, le sinergie, la collaborazione e il coordinamento
appaiono come aspetti inessenziali, trascurabili. La lettura dei POF, in
particolare dei paragrafi “valutazione”, giustificano l’addebito. La
progettazione formativa, quella educativa e dell’istruzione, sostanza
dell’autonomia scolastica, sono modalità  gestionali che non qualificano il
servizio erogato.
L’esame di maturità  del 69 è stato abbandonato nel 97, sostituito dal
nuovo esame di Stato: nessuna indagine è stata condotta per identificare le
cause che l’hanno reso inefficace.
L’esperienza non è stata capitalizzata!
L’esame di maturità  del 69 rappresenta l’inizio del processo di
cambiamento del sistema scuola: la sua finalità  era la “valutazione globale della personalità  del candidato considerata con
riguardo anche ai suoi orientamenti culturali e professionali
“.
Il mandato affidato alle commissioni d’esame aveva natura qualitativa. Al
termine degli accertamenti, infatti, avrebbero dovuto “formulare un motivato giudizio” che “se positivo, si concludeva con la dichiarazione di maturità  ..
integrato da un voto
“.  Può essere
opportuno ricordare che gli studenti erano ammessi all’esame solamente se la
positività  del loro “grado di
preparazione
nelle singole materie di studio
” era stato certificato dal
consiglio di classe.
La scuola doveva accertare e valutare la preparazione .. la commissione
d’esame aveva il compito d’identificare le potenzialità  dell’uomo.
Le commissioni, invece, hanno
sovrapposto la loro attività  a quella del consiglio di classe, eludendo il
mandato ricevuto.
Si assuma  la prova d’Economia aziendale dell’a.s.
1999/2000 come punto d’osservazione e si considerino le decisioni prese da 22
commissioni operanti in sette provincie[5].  I criteri che sono stati utilizzati per
revisionare e valutare gli elaborati scritti esprimono il loro orientamento:
sono riportati nel seguito dello scritto. La significatività  del campione
deriva dall’uniformità  della tipologia delle “misure” fatte dai diversi gruppi
di lavoro: le conoscenze rappresentano per gli esaminatori il riferimento
primario. Il nesso che lega il tema ministeriale alle capacità  cui il
curriculum tende, è stato ignorato.
La
traccia d’esame analizzata in funzione delle capacità  caratterizzanti
il
profilo professionale del ragioniere
La
traccia ministeriale prevedeva
  […] la riduzione dei tassi […] illustri brevemente gli orientamenti
che si sono manifestati […]
per accertare la capacità  di “Affrontare i cambiamenti aggiornandosi e ristrutturando le proprie
conoscenze”.
La
traccia ministeriale prevedeva
la redazione di una relazione per accertare la capacitò di “Comunicare efficacemente utilizzando appropriati linguaggi tecnici“.
La
traccia ministeriale chiedeva
di”suggerire, con opportuni esempi
numerici, i possibili interventi per la soluzione dei problemi prospettati

per accertare le capacità  di “Analizzare situazioni e
rappresentarle con modelli funzionali ai problemi da risolvere
” e di “Effettuare scelte e prendere decisioni
ricercando e assumendo le opportune informazioni
“.
La
traccia ministeriale chiedeva
di “Presentare lo Stato
patrimoniale […] che contengano i riflessi delle scelte […]
per
accertare la capacità 
di “Interpretare in modo sistemico strutture e
dinamiche del contesto in cui opera
“.
La
traccia ministeriale chiedeva
di sviluppare una delle tematiche affrontate per
accertare la capacità 
di “Utilizzare metodi, strumenti, tecniche
contabili ed extracontabili per una corretta rilevazione dei fenomeni
gestionali
Griglia
di revisione della prova di economia aziendale della maturità  2000
Sintesi
del lavoro di 22 commissioni
Elementi di valutazione
Conoscenza/capacità 
Conoscenza teorica dell’argomento richiesto e sua rielaborazione criticaMax punti 6
·        
Trattazione
teorica fortemente incompleta con gravi errori
·        
Trattazione
teorica incompleta, approssimativa, con errori non gravi
·        
Trattazione teorica
priva di errori sui punti essenziali
·        
Trattazione
teorica ampia, con alcuni approfondimenti significativi e
senza errori di rilievo
·        
Trattazione
teorica completa, approfondita e ben strutturata, priva
di errori
Competenza/capacità 
Uso della terminologia specifica –                                                                      Max punti 3
·        
Esposizione
confusa e utilizzo inadeguato della terminologia
·        
Esposizione
incerta e uso non sempre corretto della terminologia
·        
Esposizione
semplice e uso corretto della terminologia
·        
Esposizione
chiara e corretta, uso appropriato della terminologia
·        
Esposizione
chiara e corretta, padronanza della terminologia
Svolgimento dell’esemplificazione pratica –                                                     Max
punti  6
·        
Non sa applicare
le tecniche e i procedimenti, commette gravi errori
·        
Sa applicare
solo in parte le tecniche fondamentali e commette errori di rilievo
·        
Sa applicare in
modo sufficiente le tecniche e i procedimenti
·        
Dimostra buona
padronanza delle tecniche e dei procedimenti che risultano coerenti con le
premesse teoriche
·        
Dimostra sicura
padronanza delle tecniche e dei procedimenti che risultano coerenti con le premesse
teoriche.
“L’avvio di un percorso che dia
maggior trasparenza ai processi”
è un enunciato la cui attuazione impegna
l’amministrazione centrale a leggere la realtà  e a capitalizzare le esperienze.
A tal fine dovrebbe accettare il suggerimento contenuto nello scritto
“Brunetta/Gelmini: onorate il mandato ricevuto”, visibile in rete.
In relazione all’esame di
maturità  il ministro dovrebbe attivare un censimento  e incaricare gli ispettori di rilevare e
tabulare le strategie che le commissioni hanno adottato sia per determinare e
certificare i “
livelli culturali” raggiunti dagli studenti, sia per accertare “le capacità  e le competenze” che la scuola ha promosso ATTRAVERSO conoscenze e abilità “
L’assunzione delle responsabilità 
caratterizzanti il lavoro scolastico, da parte di tutti i soggetti, siano essi
centrali o periferici/individuali o collegiali, è la porta di ingresso alla
modernizzazione dell’istituzione scuola[6]
.


[1] CFR in rete “Voti, valutazione,
insufficienze; parole che offuscano il problema educativo”
[2] CFR in rete “Coraggio! Organizziamo le
scuole”
[3] CFR in rete “La scuola rivedrà  le
stelle?”
[4] CFR in rete “Libertà  di insegnamento,
ovvero, i bamboccioni”
[5] Cinque del Nord, due del Centro Italia (le griglie
sono state ottenute, brevi manu, da colleghi membri delle commissioni
esaminatrici).
[6] CFR in rete “Riformare la scuola
media: perché?”
                          “La professionalità  dei docenti: un
campo inesplorato”
                          “La funzione dirigenziale: chiave di
volta del servizio”