Le Georgiche

Le Georgiche sono un poema didascalico, perciò, in quanto tale, trattano di temi poco appetibili o comunque inusuali; oltre questo hanno la particolarità di essere molto curati per quanto riguarda la forma, ma non insegnano davvero qualcosa.

Virgilio si attiene a tutte queste caratteristiche del poema didascalico, narrando del lavoro dei contadini, tuttavia le Georgiche non sono un manuale per l’agricoltura.

Virgilio non scrive le Georgiche a caso, ma ritiene che Roma possa raggiungere nuovamente la serenità ritrovando i vecchi valori, tra i quali il lavoro. Infatti la sua finalità è di valorizzare il lavoro, dato che ha grande dignità in quanto è stato voluto da Giove. Altro scopo è quello di esaltare l’età Augustea; non per niente le Georgiche sono considerate il primo vero documento della letteratura latina nell’età del principato, poiché sono state scritte dopo la battaglia di Azio che permise ad Ottaviano di diventare princeps. Quando Virgilio compone quest’opera c’è in lui l’illusione che con i nuovi avvenimenti del 31 a.C. Roma possa ritornare all’età dell’oro, abbandonando quella attuale, l’età del ferro (= col ferro si fabbricavano le armi, quindi l’età delle battaglie e dei conflitti). Il dedicatario dell’opera è, quindi, Ottaviano e anche Mecenate, mentre il destinatario è il pubblico che conosce la vita della città e le sue crisi.

Le Georgiche sono composte da quattro libri, i quali presentano temi ben precisi: il lavoro dei campi, larboricoltura, l’allevamento e il pascolo. L’ordine  dei libri non è affatto casuale, dato che il contributo della fatica umana è sempre meno accentuato andando dal lavoro dei campi allapicoltura, divenendo sempre più importante l’apporto della natura. C’è anche da sottolineare che il primo e terzo libro sono lunghi, mentre il secondo e quarto sono brevi ed introduttivi.

E presente un discorso che fluisce naturale e molte volte vengono nascosti i passaggi logici, facendo ricorso alle associazioni per idee.

Non è da dimenticare che, come è stato detto prima, le Georgiche hanno una forma molto curata, per questo sono presenti digressioni, similitudini, minuziose descrizioni, ecc.

Una particolarità delle Georgiche è che molti storici ritengono che Virgilio, in una seconda edizione, abbia sostituito con la storia di Aristeo una parte del poema che inizialmente esaltava un suo conoscente, il quale però cadde in disgrazia presso l’imperatore.

di Sara Pedrazzi