Le rivoluzioni inglesi del seicento

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La situazione politica nei primi decenni del ‘600 era quella di una monarchia coadiuvata dall’aiuto di un parlamento diviso in:

  1. Camera dei Lord: formato da personaggi dell’aristocrazia e dai vescovi,

non era elettiva me era il re che nominava.

Vi erano anche altri due organi:

  • La Camera Stellata, in cui i nobili avevano funzioni politico-giudiziarie con lo scopo di punire i colpevoli di alto tradimento verso la corona

  • La Camera della Corona, dove i nobili di spada erano nominati dal re come consiglieri- protettori

  1. Camera dei Comuni: aveva esponenti della borghesia e dei proprietari terrieri ma non nobili,

era elettiva ma solo per suffragio censitario

­       Poteva eleggere solo chi aveva un certo reddito

­       Poteva essere eletto solo chi aveva un reddito maggiore.

La classe media(GENTRY) presente era molto variegata: comprendeva i piccoli e grandi commercianti,soprattutto l’apparato della compagnia delle Indie, i piccoli e i grandi proprietari terrieri, ma ne erano totalmente esclusi gli operai ed i contadini.

Aveva un potere molto forte.

Dopo la morte di Elisabetta I sale al trono Giacomo I Stuard, già re di Scozia, unisce i due regni, trovando non poche difficoltà poiché uno era anglicano, l’altro presbiteriano con delle minoranze consistenti come quella dei puritani, calvinisti intransigenti che furono costretti a scappare dall’Inghilterra su l Mayfower e fondarono le colonie nord-americane. Si devono così unire due strutture ecclesiastiche totalmente differenti: una piramidale governata dal vescovo di Canterbury, l’altra orizzontale, governata da assemblee di anziani chiamati presbiteri. Il suo governo è di tipo assolutistico e tenta di tagliare fuori il parlamento, affermando che il suo potere deriva direttamente da Dio;

al contrario questi gli chiedeva più libertà:

  • chiedevano di abolire le camere della Corona e Stellata

  • chiedevano di poter approvare le tasse imposte e di aver il diritto di veto sulle leggi

  • chiedevano di eliminare dalla camera dei lord i vescovi

Nel 1628 muore Giacomo I senza però averglielo concesso; sale al potere il figlio Carlo I che ne accentua la politica ferrea, ma il parlamento lo stesso anno gli fa firmare la Petition of Right dove:

1.      il re limitava il suo potere;

2.      diritto di veto al parlamento su tasse e leggi

3.      habeas corpus con cui si riduceva in periodo di carcere che subivano i condannati ad un massimo di 3 giorni dopo cui il magistrato prendeva il prigioniero in sua custodia e aveva luogo il processo.

Caelo I, dopo aver firmato il documento, scioglie il parlamento ad oltranza fino a quando gli scozzesi di ribellano quando il vescovo di Canterbury, William Loud, gli impose un libro di preghiere anglicane. Nel 1637-1638 inizia il conflitto con gli scozzesi che però ha un esito negativo per la mancanza di fondi cosi il re convoca di nuovo il parlamento nel 1640 che però glieli rifiuta così lo scioglie ma lo riconvoca per lo stesso motivo poco tempo dopo: il parlamento allora gli chiede di abolire la shipmoney che aveva imposto come tassa portuale a tutte le città inglesi, oltre che a quelle sulla costa. Il re attacca Westminster nel 1642 ed i parlamentari si riuniscono sotto la guida di Oliver Cromwell, puritano con orientamenti repubblicani che aveva militato nel new model army, ora a capo delle teste rotonde. Nel 1645 avvenne la sconfitta del re a Naseby, che venne privato del potere. Ora si doveva decidere del futuro del paese e questo fu oggetto di discussione degli intellettuali nelle truppe di Cromwell che non erano state sciolte ma si erano accampate a Putni: vi erano due schieramenti contrapposti: la tesi repubblicana ma non a suffragio universale, solo di coloro che avevano la residenza inglese e un reddito stabile quindi un lavoro fisso, di Cromwell era sostenuta da Ireton nei dibattiti contro Rainboroug che sosteneva le tesi dei levelers, che optavano per un parlamento a suffragio universale, non i nullatenenti, e una maggiore libertà di religione. A queste due proposte di aggiungevano quelle più radicali dei diggers, che volevano un suffragio universale in una società dove non esisteva la proprietà privata; e i filomonarchici. Oltre che contro questi ultimi tre, Cromwell aveva contro anche scozzesi e irlandesi. Nel 1648 Carlo I tenta un colpo di stato ma viene sconfitto e Cromwell comprende che è un pericolo troppo grande e convoca il Parlamento moncone, cioè con solo i suoi favorevoli, che lo accusa di tradimento e lo condanna a morte. Viene così istituito il Commonwealth con il condottiero come lord protettore e governa in modo autoritario, chiedendo al parlamento di sciogliersi per formare un nuovo parlamento senza la camera dei lord. nel 1651 emanò lAtto di navigazione in cui afferma che i mercantili olandesi non possono commerciare con la Gran Bretagna, in quanto importatore concorrente dall’oriente, e nel 1653 fa un colpo di mano e forma il parlamento dei Canti, composto solo da coloro che avevano il suo stesso ideale e religione. Egli morì nel 1658 e il figlio Richard venne sconfitto dall’esercito, poiché fedele agli ideali repubblicani. Nel 1660 ci fu il ritorno di Carlo II Stuart che ottenne unamnistia con il parlamento e la chiesa. Dopo la sua morte nel 1685 salì al trono il fratello Giacomo II Stuart nonostante la proibizione impostagli dal parlamento perché cattolico. Infatti sciolse la camera e governò sotto la minaccia di un ritorno al cattolicesimo. Quando nacque il figlio maschio decise di allevarlo come cattolico e per poco non si ritornò alla guerra civile, ma il parlamento chiamò al potere suo genero, Guglielmo DOrange, stathouder delle province olandesi, che aveva sposato la figlia Maria, e iniziò il suo regno nel 1689: Giacomo II fu costretto a fuggire pres-so Luigi XIV.

La Gloriosa Rivoluzione del 1688 portò due sostanziali cambiamenti:

1.      si affermava il fondamento contrattuale della legittimità del sovrano

2.      l’approvazione di una Dichiarazione dei Diritti che i sovrani dovevano  giurare e osservare.

Nasceva cosi una nuova forma di governo: la monarchia costituzionale.

di Rossella Natalini

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