Le sostanze dopanti

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da “Un viaggio nel mondo  del doping”

di Libera Maria De Padova

Gli stimolanti sono eccitanti centrali che generalmente mimano l’azione dei mediatori prodotti dal sistema neurovegetativo simpatico nel corso dell’esercizio fisico e in situazioni di stress. Migliorano il grado di attenzione e concentrazione e aumentano la resistenza alla fatica e la tolleranza allo sforzo.

I narcotici fanno parte della classe degli oppioidi e derivati (morfina, eroina, metadone). Svolgono un’azione analgesica centrale e calmante. Vengono utilizzati per spegnere la sensazione dolorifica come nel pugilato; per contrastarne in parte l’effetto di spegnimento dell’attenzione vengono assunti in combinazione con sostanze stimolanti. Danno tossicodipendenza.

Gli anabolizzanti: gli steroidi anabolizzanti sono sostanze con azione simile a quella dell’ormone testosterone. Le sostanze, legandosi a specifici recettori cellulari inducono modificazioni tipiche legate alla differenziazione sessuale, principalmente un aumento della massa muscolare e della forza.

Gli ormoni proteici, glicoproteici e analoghi: gli ormoni sono sostanze naturali che fungono da “messaggeri” all’interno dell’organismo. Questo gruppo di sostanze disomogeneo, in quanto comprende sostanze non strettamente correlate farmacologicamente fra di loro.

I DIURETICI: l’uso dei diuretici induce disidratazione; si tratta di una forma di doping specificamente adottata negli sport ove esistono categorie di peso come lotta, il sollevamento pesi e il pugilato: il vantaggio che ne deriva è quello di gareggiare in una categoria inferiore sfruttando la struttura fisica che competerebbe ad una categoria superiore. Tuttavia, la disidratazione è causa di ridotta funzione neuromuscolare e di difficoltà di termoregolazione in quanto il processo di sudorazione è meno efficiente.

L’Auto Emo Trasfusione (AET) consiste nel prelievo di sangue dell’atleta al momento desiderato e nell’immissione del sangue nello stesso individuo dopo che è stato conservato per un lungo periodo di tempo. Tutto questo è una manipolazione che viene tentata da alcuni anni negli atleti, con la finalità di aumentare il numero dei globuli rossi, per elevare la capacità del sangue per trasportare l’ossigeno. La trasfusione analoga tentata negli atleti in un primo momento, è stata abbandonata per i rischi a cui esponeva, come trasmissione di agenti patogeni. È noto che atleti che praticano sport di lunga durata (maratoneti, ciclisti) presentano una modesta anemia e in questi atleti potrebbe essere razionale l’AET. Negli atleti con segni di sofferenza cardiovascolare l’auto emo trasfusione non va eseguita. Inoltre non va eseguita quando si richiede un aumento della prestazione atletica, perché secondo il parere di molti induce a UN ACCUMULO di ferro nei tessuti, con possibilità di EMOCROMATOSI (morte dell’emoglobina) in maniera progressiva in vari organi…come il cuore, il fegato e i reni.

 

Procedure proibite

L’emotrasfusione rappresentava lo strumento adottato per aumentare la massa dei globuli rossi e quindi la capacità di trasporto dell’ossigeno nel sangue. Attualmente la pratica è in disuso essendo stata soppiantata dall’assunzione di EPO.

La manipolazione farmacologica, chimica e fisica: con questo termine si intendono procedure atte ad alterare i risultati dei test antidoping. Un esempio è rappresentato dall’assunzione del probenecid, un farmaco antigotta che inibisce la secrezione renale di ormoni steroidei e può quindi mascherare l’assunzione di anabolizzanti.

 

Sostanze con restrizione

I cannabinoidi: gli effetti variano con la dose: a basso dosaggio si ha euforia, a dosaggio medio si ha disinibizione, a dosi elevate aggressività. Tuttavia vi è anche un complesso corredo di sintomi non necessariamente positivi ai fini della performance e che manifestano segno di sofferenza del sistema nervoso centrale: diminuzione della forza muscolare, della memoria, dell’equilibrio.

I corticosteroidi: trattamenti prolungati con corticosteroidi sono possibili su precise indicazioni mediche (in particolare in caso di asma e rinite allergica).

I BETABLOCCANTI sono farmaci che, tra le loro azioni, riducono la frequenza cardiaca. In alcune discipline, come nei tiri (arco, carabina, pistola), l’agitazione fa aumentare la frequenza cardiaca e sicuramente disturba la fase di puntamento.

Gli anestetici sono farmaci che bloccano reversibilmente la trasmissione dello stimolo dolorifico verso il sistema nervoso centrale.

Iniezioni sistematiche sono considerate doping, mentre è invece permesso il trattamento locale. Gli effetti dannosi sono legati al passaggio in circolo dell’anestetico e coinvolgono principalmente il tessuto nervoso centrale e l’apparato cardiocircolatorio producendo tra l’altro alterazioni dello stato psichico (agitazione, depressione, insonnia), blocco atrioventricolare, collasso cardiocircolatorio, ipotensione.   

 

Effetti psicologici del doping sportivo

Dove prevaleva la soddisfazione per i risultati gradualmente costruiti nel tempo mediante un serio e ponderato allenamento, il doping fa subentrare la tensione ansiosa causata dalla crescente fissazione ossessiva di prevalere ad ogni costo.

Quest’ultima sembra avere a che fare  con la formazione di sostanze neurochimiche come le encefaline che prendono il posto delle precedenti, benefiche e piacevoli endorfine cerebrali generate dalla stessa attività fisica  quando essa era davvero libera, soddisfacente e divertente.

Dove prima era presente  un onesto impegno nel guadagnarsi i propri miglioramenti tecnici ed una distanziata umiltà che permetteva di dare un valore positivo anche alla sconfitta, traendone sia insegnamento morale ed appagamento esistenziale  che nuovi stimoli per migliorarsi tecnicamente, con il doping  si instaura invece una dipendenza mentale dal doping per poter esorcizzare lo “spettro” di un  ormai intollerabile insuccesso.

A seconda del tipo di sostanza dopante assunta l’atleta presenterà differenti tipologie di effetti psicologici, cosa che configurerà un’autentica alterazione della sua stessa personalità.

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