Traccia Analisi testo “La casa in collina” di Cesare Pavese

Analisi: Cesare Pavese, La casa in collina

Obiettivi:

  • analizzare tutti  i passaggi dell’inizio del romanzo
  • commentare il contenuto, l’efficacia stilistica,
  • esprimere un giudizio personale

Valutazione:

  • analisi del contenuto e dello stile del brano p. 4
  • commento pertinente e coerente p. 4
  • giudizi personali motivati p. 4
  • correttezza e proprietà p. 3

Tempo: 4 ore

Spazio: max 4 colonne foglio protocollo diviso a metà

Traccia: Analizzare l’incipit del romanzo Di Cesare Pavese, La casa in collina,prendendo spunto dalle considerazioni sulle tecniche narrative dello stesso autore.Esprimere il proprio punto di vista

Una brevissima sintesi dell’argomento del romanzo, La casa in collina, da cui è tratto il brano da analizzare. Corrado, un professore di Torino, per sottrarsi ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, si rifugia in una casa in collina, fuori Torino, e poi con amici partigiani si spinge nelle Langhe, suo paese natale. Qui egli comprende l’inutilità di ogni ulteriore proposito di fuga davanti all’orrore della guerra.

Pavese in un articolo dal titolo Raccontare è come ballare comparso nel 1948, contemporaneo all’uscita del romanzo La casa in collina, esplicita le tecniche narrative adottate: ambientazione sommaria, disinvoltura di paesaggi, immersione del lettore in acque ritmiche e rapinose, natura esterna ridotta quasi a simbolo. In sintesi: procedimenti che evitano una descrizione realistica, precisa e dettagliata.

Ma l’aspetto più importante è la cadenza della prosa di Pavese. In un altro suo scritto, Raccontare è monotono, sostiene che “dire stile è dire cadenza, ritmo, ritorno ossessivo del gesto e della voce, della propria posizione entro la realtà”.

Questo andamento della prosa di Pavese si realizza attraverso il ritorno frequente di vocaboli e nomi, con l’uso insistito dell’imperfetto, che crea un’atmosfera magica e favolosa, alleggerisce il peso della realtà e prospetta una dimensione simbolica.

Questa cifra stilistica emerge nitida già nell’incipit del romanzo La casa in collina:

“Già in altri tempi si diceva la collina come avremmo detto il mare o la boscaglia. Ci tornavo la sera, dalla città che si oscurava, e per me non era un luogo tra gli altri, ma un aspetto delle cose, un modo di vivere. Per esempio, non vedevo differenza tra quelle colline e queste antiche, dove giocai bambino e adesso vivo: sempre un terreno accidentato e serpeggiante, coltivato e selvatico, sempre strade, cascine e burroni. Ci salivo la sera come se anch’io fuggissi il soprassalto notturno degli allarmi, e le strade formicolavano di gente, povera gente che sfollava a dormire magari nei prati, portandosi il materasso sulla bicicletta o sulle spalle, vociando e discutendo, indocile, credula e divertita.

“Si prendeva la salita, e ciascuno parlava della città condannata, della notte e dei terrori imminenti. Io che vivevo da tempo lassù, li vedevo a poco a poco svoltare e diradarsi, e veniva il momento che salivo ormai solo, tra le siepi e il muretto. Allora camminavo tendendo l’orecchio, levando gli occhi agli alberi familiari, fiutando le cose e la terra. Non avevo tristezze, sapevo che nella notte la città poteva andare tutta in fiamme e la gente morire. I burroni, le ville e i sentieri si sarebbero svegliati al mattino calmi e uguali. Dalla finestra sul frutteto avrei ancora veduto il mattino. Avrei dormito dentro un letto, questo sì. Gli sfollati dei prati e dei boschi sarebbero ridiscesi in città come me, solamente più sfiancati e intirizziti di me. Era estate, e ricordavo altre sere quando vivevo e abitavo in città, sere che anch’io ero disceso a notte alta cantando o ridendo, e mille luci punteggiavano la collina e la città in fondo alla strada. La città era come un lago di luce. Allora la notte si passava in città: Non si sapeva ch’era un tempo così breve. Si prodigavano amicizia e giornate negli incontri più futili. Si viveva, o così si credeva, con gli altri e per gli altri.”

Rispondi alle seguenti richieste:

  1. “si diceva la collina come avremmo detto mare o la boscaglia”: quale verbo è ripetuto; c’è un settenario: individualo; che valore assume la parola collina, mare, boscaglia, cosa evoca?
  2. “sempre un terreno accidentato e serpeggiante, coltivato e selvatico, sempre strade, cascine e burroni”: ripetizioni; richiami fonetici (ato/ato/ati); individua il decasillabo .
  3. “portandosi il materasso sulla bicicletta o sulle spalle, vociando e discutendo, indocile credula e divertita”: consonanze di gerundi; nella chiusa due settari:individuali.
  4. “ciascuna parlava della città condannata, della notte e dei terrori imminenti”: individua la serie dei sostantivi e i due endecasillabi.
  5. “Io che vivevo da tempo lassù, li vedevo a poco a poco svoltare e diradarsi, e veniva il momento che salivo ormai solo, tra le siepi e il muretto”: individua le allitterazioni, le consonanze del tempo dei verbi, la scansione di segmenti ritmici (un endecasillabo, un ottonario e quattro settenari).
  6. “Allora camminavo tendendo l’orecchio, levando gli occhi agli alberi famigliari, fiutando le cose e la terra”: allitterazioni e novenario.
  7. “I burroni le ville e i sentieri”: ritmo ………
  8. “si sarebbero svegliati …avrei ancora veduto ….Avrei dormito…..sarebbero ridiscesi”: ritmo :……….
  9. Estendere questa metodologia di analisi fino alla fine del brano.
  10. Argomenta la propensione alla prosa poetica di Pavese con le cadenze ritmiche individuate
  11. Soffermati sull’attacco iniziale che costituisce un esempio chiaro della natura esterna ridotta a simbolo.
  12. Assumi come traccia su cui argomentare l’analisi elaborata le parole di Pavese premesse alla citazione.

Consegne:

  • tempo: 4 ore
  • spazio: max 4 colonne di foglio protocollo diviso a metà

Valutazione:

  • pertinenza ed esaustività dell’analisi (p. 3)
  • elaborazione  e argomentazione del materiale fornito (p. 3)
  • correttezza e proprietà lessicale (p.2)
  • riferimenti personali ad altri passi del romanzo (se letto), altre opere di Pavese che rientrano nell’ipotesi di analisi delineata , autonomia nel terminare l’analisi senza guida (p.2)

Maria Luisa Torti

fonte: http://www.mlt.it/collegamenti/quinta/italian5/anal5/pavese.htm

Presentazione del romanzo qui sotto:

 

o qui sotto

Oppure leggere i contributi del professore qui sotto:

La casa in collina

Audio Lezioni su Cesare Pavese del prof. Gaudio

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