L’incerta professionalità dei dirigenti scolastici – di Enrico Maranzana

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I presidi, valutati dal
corrente anno scolastico, sono seduti al tavolo verde senza prestare la
necessaria attenzione alle regole del gioco.
Gli obiettivi di miglioramento della scuola individuati attraverso il Rapporto di Auto Valutazione .. è il
punto di partenza per la valutazione dei Dirigenti scolastici
”.
L’Autovalutazione delle
istituzioni scolastiche è oggetto del DPR 28/3/13 n.80: “analisi e verifica del proprio servizio sulla base .. delle rilevazioni
sugli apprendimenti e delle elaborazioni sul valore aggiunto restituite
dall’Invalsi ..
”.
La
realtà dice: gli alunni sono addestrati alle prove Invalsi.
Il
nesso obiettivi educativi – test è trascurato.
Una
scuola correttamente governata progetta i percorsi d’apprendimento in funzione
dei risultati attesi. Le regole si definiscono ipotizzando il percorso che
congiunge il “cosa” al “come”.
La direttiva ministeriale richiama il DLgs 165/2001: “Il dirigente scolastico assicura la gestione
unitaria dell’istituzione .. nel rispetto delle competenze degli organi
collegiali scolastici
”, norma che prescrive sia l’adozione di un’ottica
sistemica, sia la stesura di ordini del giorno che impegnino i diversi livelli
decisionali all’osservanza delle proprie responsabilità.
La realtà dice: i Piani
Triennali dell’Offerta Formativa
pongono l’insegnamento delle singole discipline a fondamento dell’attività
scolastica; non sono formulate strategie per unificare gli insegnamenti, carta
vincente per approssimare la finalità del sistema.

Gli
Ordini Del Giorno stilati dai
dirigenti non vincolano gli organismi collegiali alla loro ragion d’essere.
 
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