Un’elefantessa in cristalleria – di Enrico Maranzana

I dirigenti scolastici saranno valutati
in base ai criteri elaborati dal Miur: un’articolazione della direttiva della
ministra Giannini. I parametri sono stati confezionati in spregio al sistema di
regole scolastiche e agli avanzamenti della scienza dell’amministrazione e
della scienza dell’educazione.
Competenze gestionali ed organizzative finalizzate al
raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia
dell’azione dirigenziale
Le competenze, comportamenti esibiti quanto si affronta un compito, sono
valutabili se, solamente se sono presenti gradi di libertà.
I dirigenti scolastici sono vincolati dalle norme: il modello organizzativo
scolastico è definito nel TU 297/94, rigorosa applicazione della scienza dell’organizzazione.
Il legislatore ha riconosciuto la complessità dell’attività scolastica e
l’ha progressivamente scomposta in sottoproblemi, nel rispetto della sua
unitarietà. Ha attribuito a diversi attori specifiche responsabilità e ne ha precisato
i compiti [CFR. in rete “
Coraggio! Organizziamo le scuole”  e “Quale formazione per il dirigente
scolastico?’
“].
Il criterio valutativo ministeriale è frutto di uno dei tanti errori presenti
nella legge 107/2015: l’inadeguata, obsoleta, inefficace struttura gerarchico –
lineare avrebbe dovuto essere introdotta. Introduzione fallita perché il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è soggetto all’approvazione
del Consiglio di Circolo/Istituto.
La semplificazione d’una situazione complessa conduce alla sua
banalizzazione.
Valorizzazione dell’impegno e dei meriti
professionali del personale dell’istituto, sotto il profilo individuale e negli
ambiti collegiali
La condizione necessaria per la
valutazione del merito di un lavoratore è l’esistenza di un mansionario, documento
che formalizza le comunicazioni che intercorrono tra i soggetti della struttura
organizzativa.
Nei modelli organizzativi
gerachico-lineari le prestazioni del lavoratore non sono oggettivamente
soppesate.
Apprezzamento dell’operato all’interno
della comunità professionale e sociale
La “customer satisfaction” non
appartiene al mondo della scuola perché il servizio scolastico fluisce
nell’alveo scientifico e tecnico.
Si tratta di un criterio che elude il
modello organizzativo previsto dal legislatore che, per coinvolgere i genitori
e gli studenti, ha attribuito loro una posizione privilegiata all’interno
dell’organismo strategico.
Contributo al miglioramento del successo
formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici,
nell’ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione
sociale
La comparazione degli obiettivi
programmati con i risultati ottenuti è il fondamento dei processi di
valutazione.
L’assenza di un adeguato modello
organizzativo, con i punti di controllo necessari al feed-back, toglie validità
al criterio.
Direzione unitaria della scuola,
promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse
componenti della comunità
La visione sistemica, la modell’azione
dell’organizzazione scolastica e del relativo sistema informativo, la
pubblicazione del contenuto delle comunicazioni intercorrenti tra i diversi
soggetti sono gli elementi che stimolano la partecipazione e la collaborazione;
partecipazione e collaborazione scoraggiate dall’adesione a organismi/attività sterili,
incapaci d’incidere sulla gestione scolastica.