Analisi del testo L’infinito di Giacomo Leopardi

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Analisi del testo L’infinito di Giacomo Leopardi

Analisi del testo, del prof. Luca Manzoni

Giacomo Leopardi, L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani                   5
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce                          10
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare         15

1. Comprensione complessiva

Esegui la parafrasi del testo.

2. 1 Analisi del testo e interpretazione

  1. 1 Esegui l’analisi del testo ai seguenti livelli:
  • strutturale: suddividi il testo in “blocchi” di periodi. Riscontri corrispondenze di significato tra di essi?
  • lessicale: ricorrono nel testo termini “vaghi” e “indefiniti”? Quali sono le parole chiave? Come sono collocate? Gli aggettivi sono sempre premessi ai sostantivi a cui si riferiscono (per esempio “ermo colle”): quale effetto ne scaturisce? Quale valore assume in particolare l’uso insistito degli aggettivi e pronomi dimostrativi “questo” e “quello”?
  • sintattico: prevale la coordinazione o la subordinazione?  Come spieghi la insistita ripetizione della congiunzione “e”?
  • metrico: indica somiglianze e differenze rispetto al sonetto. Puoi ricostruire uno schema delle rime?
  • retorico: sono utilizzate metafore, allitterazioni, anafore, antitesi?
  1. 2 Esprimi la tua opinione sulla coerenza tra questa poesia e le riflessioni teoriche di Leopardi sul “poetico” come “indeterminato”, “indefinito” e sul rapporto tra “indefinito” e “finito”.
  2. Approfondimento

L’Infinito si conclude con l’esperienza  del “naufragar” nell’infinito e nell’eterno: si tratta di una fuga dal reale, come per molti poeti romantici europei, o in Leopardi assume un altro significato?

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