LINGUISTICA E GLOTTOLOGIA: lingua e dialetti, pregiudizi linguistici

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LINGUA E DIALETTI

Italiano standard = lingua ufficiale che si parla in Italia

In Italia si parla:

  • italiano standard
  • una quantità innumerevole di dialetti
  • lingue estranee (greco in Puglia, tedesco in Alto Adige, franco-provenzale in Piemonte)

Un parlante si porta dietro una certa cadenza che ne denuncia la provenienza italiani regionali = varietà di italiano parlata in un’area corrispondente è una forma intermedia tra italiano standard e dialetto locale

  • Italiano regionale del nord
  • Italiano regionale del centro
  • Italiano regionale del sud

Attraverso l’italiano regionale passano all’italiano standard molte forme dialettali, spesso rendendo la forma più “italianizzata”

Ogni lingua è stratificata sia socialmente che geograficamente

  • Italiano scritto forma più austera della lingua
  • Italiano parlato formale   forma controllata, ricerca delle parole più “alte” e di costruzioni frasali più elaborate, velocità

                                                 moderata con articolazioni nette di suoni

  • Italiano parlato informale forma non controllata, parlato spontaneamente, rapido, trascurato, regionalismi, regole di cancellazione
  • Italiano regionale
  • Italiano di koinè identifica una regione dialettale (es: veneto rispetto a lombardo), dialetto del capoluogo di provincia (es: dialetto che si parla a Venezia) fino alla forma più stretta di dialetto che si trova nei quartieri di una città (es: quartiere di Castello a Venezia)
  • Dialetto del capoluogo di provincia
  • Dialetto locale

In uno stesso luogo possono coesistere diversi registri linguistici code switching: capacità del parlante di passare dall’uno all’altro registro

Caratteristica specifica delle lingue: non essere un blocco monolitico

Un dialetto e un sistema linguistico a tutti gli effetti, non è un codice secondario, ridotto, imperfetto. La differenza tra dialetto e lingua standard non è una differenza linguistica, ma socioculturale. Si può dire che la lingua è un dialetto con una letteratura importante.

PREGIUDIZI LINGUISTICI

  1. Idea che vi siano o vi siano state lingue “primitive”, poco sviluppate, e che da queste poi si siano evolute lingue più “complesse” come le conosciamo oggi e come quelle parlate da noi oggi non ha motivazioni scientifiche
  2. Vi sono lingue per eccellenza “logiche” (caratteristica spesso attribuita al latino e al greco) non esistono lingue logiche e lingue illogiche, ma tutte le lingue hanno la loro logica interna
  3. La lingua sarebbe un sistema più evoluto dei dialetti ma i dialetti non si differenziano qualitativamente da una lingua; possono avere alcune lacune lessicali, ma ogni dialetto ha sistemi fonologici e sintattici complessi tanto quanto quelli di una lingua, e d’altronte le lingue naizonali sono spesso originariamente dei dialetti
  4. Giudizi estetici secondo cui certe lingue sono “belle” e altre “brutte” sono giudizi soggettivi
  5. Idea che esistano lingue “facili” e “difficili” dipende dal punto di vista: gli italiani dicono che lo spagnolo è più facile del tedesco perché la prima è una lingua romanza come la loro lingua madre, mentre la seconda, il tedesco, è una lingua germanica, quindi di ceppo diverso rispetto all’italiano e quindi basata su una logica diversa. Per un cinese il tedesco è tanto difficile quanto lo spagnolo e l’italiano.

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