LINGUISTICA/GLOTTOLOGIA: le lingue del mondo, criteri di classificazione, tipologia linguistica

LE LINGUE DEL MONDO
È impossibile dire precisamente quante sono: si aggirano sulle settemila

Ci sono lingue che contano più di un miliardo di parlanti, altre che ne contano poche centinaia

Criteri per classificarle:

NB: tutte le lingue del mondo condividono caratteristiche comuni chiamate universali linguistici, ma alcune lingue sono più vicine tra loro che non a certe altre: come stabilire questa vicinanza?

  1. Criterio sociopolitico
  2. Criterio geografico: distinguerle a seconda del continente in cui sono parlate (criterio non linguistico perché non si basa su caratteristiche proprie della lingua)
  3. Classificazione genealogica

Due lingue fanno parte dello stesso raggruppamento genealogico se derivano da una stessa lingua originaria (lingua madre, invece madrelingua è l lingua che ognuno di noi ha acquisito dalla sua infanzia)

es: lingue romanze/neolatine a loro volta fanno parte di una famiglia linguistica: l’indoeuropeo

la famiglia linguistica è l’unità genealogica massima

le unità inferiori alla famiglia sono i gruppi /classi

le unità inferiori ai gruppi/classi sono i sottogruppi/rami

  1. Classificazione tipologica

Due lingue sono tipologicamente correlate se manifestano uno o più caratteristiche comuni

una lingua può essere tipologicamente correlata a più di una lingua per caratteristiche diverse

l’affinità tipologica non esclude la parentela genealogica, ma possono anche non essere parenti

  1. Classificazione areale

Coglie affinità tra lingue genealogicamente irrelate che hanno sviluppato caratteristiche comuni in quanto sono parlate nella stessa area geografica le suddette lingue formano così una lega linguistica

es: cinese e giapponese non sono genealogicamente parenti ma i contatti che hanno avuto nei secoli hanno

    fatto sì che le due lingue sviluppassero alcune caratteristiche comuni, anche se diverse tipologicamente

CLASSIFICAZIONE GENEALOGICA

Come si fa a stabilire che più lingue derivano da una stessa lingua?

Il problema si complica quando non c’è alcuna lingua attestata che possa essere ritenuta la lingua originaria di un gruppo

  • Famiglia indoeuropea
  • Famiglia afro-asiatica/camito-semitica: egiziano antico, arabo, ebraico

Africa settentrionale (Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco)

Medio Oriente (Libano, Siria, Iraq, Israele, Giordania, Arabia Saudita, altri della penisola arabica)

Africa orientale (Etiopia, Eritrea, Somalia)

  • Famiglia uralica: finlandese/finnico (Finlandia), estone (Estonia), ungherese (Ungheria)
  • Famiglia sino-tibetana: cinese mandarino (conta il maggior numero di parlanti al mondo), tibetano
  • Famiglia nigerkordofaniana: swahili (la più diffusa), … (nazioni africane poste al sud del Sahara)
  • Famiglia altaica: mongolo (la principale dell’Asia centrale), turco (Asia minore)
  • Famiglia dravidica: parte meridionale dell’India
  • Famiglia austro-asiatica: khmer, vietnamita
  • Famiglia austronesiana: malgascio
  • Famiglia delle lingue degli indiani d’America: lingue amerinde
  • Lingue isolate: di cui non è dimostrabile una parentela con altre basco (europea), giapponese, coreano

NB: secondo alcuni studiosi la famiglia afro-asiatica e quella sino-tibetana andrebbero unite nella famiglia sino-austrica

La famiglia linguistica indoeuropea

Una delle più importanti scoperte della storia avvenuta i primi decenni dell’Ottocento fu che sanscrito (antica lingua dell’India), greco e latino erano genealogicamente apparentate. Il termine “indoeuropeo” fu coniato nel 1830.

  • Gruppo indo-iranico

Sottogruppo indiano lingue antiche: sanscrito (I millennio a.C.), veidico (II millennio a.C.)

                                      lingue moderne: dialetti pracriti (lo hindi, lo urdu)

Sottogruppo iranico lingue iraniche occidentali antiche: persiano antico (VI-IV sec a.C.)

 avestico (Avesta: libro sacro di Zarathustra)

  moderne: persiano moderno (Iran), curdo

                                     lingue iraniche orientali moderne: pashto, afgano

  • Gruppo tocario: lingue estinte denominate come “Tocario A” e “Tocario B” (I millennio d.C.), regione cinese
  • Gruppo anatolico: lingue del II-I millennio a.C. nell’Anatolia/Asia minore (ora Turchia)

        ittita: lingua maggiormente attestata, del popolo degli ittiti, regno tra XVII-XVI e XII sec a.C.

  • Gruppo armeno: una sola lingua, l’armeno (dal V sec d.C.), traduzione Bibbia, testi filosofici e grammatici greci
  • Gruppo albanese: una sola lingua, l’albanese (dal XV sec d.C.), parlata ancora oggi nella Repubblica dell’Albania
  • Gruppo slavo: prime attestazioni nell’antico slavo ecclesiastico/antico baltico

Sottogruppo slavo orientale: russo, bielorusso, ucraino

Sottogruppo slavo occidentale: polacco, cieco, slovacco

Sottogruppo slavo meridionale: bulgaro, macedone, serbocroato, sloveno

  • Gruppo baltico: lituano, lettone, prussiano antico (oggi estinte)
  • Gruppo ellenico: una sola lingua, il greco (prime attestazioni nel miceneo, II millennio a.C., ora greco moderno)
  • Gruppo italico

Sottogruppo italico orientale: osco, umbro, sannita (lingue dell’Italia antica)

Sottogruppo italico occidentale: latino (da 600 a.C.) si sono originate le lingue romanze

Lingue romanze: portoghese, spagnolo, francese, italiano, romeno, gallego (Galizia, Spagna), catalano (Catalogna, regione Spagna con capitale Barcellona), ladino (grigionense parlato nel Cantone dei Grigioni in Svizzera, ladino centrale/dolomitico parlato nella valle delle Dolomiti, friuliano), provenzale (sud-est Francia)

  • Gruppo germanico

Sottogruppo germanico orientale: gotico (estinto)

Sottogruppo germanico settentrionale: svedese, danese, norvegese, islandese, feroico (lingue nordiche)

Sottogruppo germanico occidentale: ramo anglo-frisone (frisone parlato in Frisia in Olanda, inglese), ramo neerlando-tedesco (olandese/nederlandese, tedesco, afrikaans dialetto dei coloni olandesi, yiddish dialetto degli ebrei tedeschi)

  • Gruppo celtico: lingue parlate un tempo in buona parte dell’Europa occidentale

Sottogruppo gaelico: irlandese, gaelico di Scozia

Sottogruppo britannico: cimrico/gallese (Galles), cornico (Cornovaglia, oggi estinto), bretone (Bretagna, Francia)

CLASSIFICAZIONE TIPOLOGICA

In quali aspetti del linguaggio vanno ricercate queste caratteristiche comuni?

Nella storia delle ricerche linguistiche sono state ricercate prima nella struttura delle parole, poi in quella di gruppi di parole e in frasi. Si parla quindi di una:

  • Tipologia morfologica
    1. Tipo isolante (es: cinese) sono monomorfemiche

Caratterizzato da una mancanza quasi totale di morfologia.

I nomi non si distinguono né per caso né per numero; i verbi non si distinguono né per persona né per numero, né per tempo né per modo ma la forma verbale è sempre unica.

Per indicare la relazione tra parole una lingua isolante fa uso in modo cruciale dell’ordine delle parole

di alcune particelle

  1. Tipo agglutinante (es: turco) sono polimorfemiche

Ogni parola contiene tanti affissi quante sono le relazioni grammaticali che devono essere indicate

  1. Tipo flessivo sottotipo analitico: può realizzare le relazioni grammaticali anche attraverso più parole

  sottotipo sintetico: concentra tale espressione in una parola sola

Spesso un solo suffisso esprime più relazioni grammaticali

Lingue flessive: italiano, latino, greco, sanscrito (la maggior parte delle lingue indoeuropee)

Variando la vocale radicale della parole si indicano diverse funzioni grammaticali (flessione interna) es: ago, egi

Riferendosi a lingue come l’arabo e altre lingue semitiche si dice che sono di tipo introflessivo perché utilizzano la flessione interna in modo sistematico, mentre non posso definire tali il latino o l’italiano perché è un fenomeno riservato solo ad alcuni verbi

  1. Tipo polisintetico/incorporante (es: eschimese)

Una sola parola può esprimere tutte le relazioni che in italiano sono espresse da una frase intera

NB: non troveremo nessuna lingua che sia solo isolante o solo agglutinante o solo flessiva o solo incorporante, cioè non esistono tipi “puri”. Invece si può dire che una lingua come l’italiano è prevalentemente flessiva, ma ci sono fenomeni isolanti (nomi che non variano per genere come insegnante), fenomeni agglutinanti (nomi con suffissi come possi-bil-ità), fenomeni introflessivi (faccio-feci) fenomeni incorporanti (composti come spazzaneve)

  • Tipologia sintattica (anni ’60 del ‘900, linguista americano Joseph Greenberg)

Si basa sull’osservazione che esistono correlazioni sistematiche in tutte le lingue tra l’ordine delle parole nella frase e in altre combinazioni sintattiche (per questo chiamata anche tipologia dell’ordine delle parole)

Combinazioni sintattiche che vengono analizzate:

  1. Presenza di preposizioni (Pr) oppure postposizioni (Po) come il giapponese
  2. La postposizione del verbo (V) rispetto al soggetto (S) e all’oggetto (O) SVO

       SOV

       VSO

  1. L’ordine dell’aggettivo (A) rispetto al nome (N) AN (inglese)

        NA (italiano)

  1. L’ordine del complemento di specificazione genitivo (G) rispetto al nome (N) GN

        NG

Universali implicazionali VSO/Pr/NG/NA

SVO/ Pr/ NG/ NA

SOV/ Po/ GN/AN

SOV/Po/GN/NA

Ideogramma = ad ogni simbolo corrisponde un concetto (geroglifici) concreto o astratto