Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde

Titolo: Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde

Autore: R. L. Stevenson

Editore: Rizzoli (1974)

Anno di pubblicazione: 1886

Genere letterario: romanzo

Il romanzo è ambientato a Londra verso la fine del diciannovesimo secolo. L’avvocato Utterson è il personaggio attraverso la cui indagine il lettore vive il misterioso ‘giallo sull’identità  del signor Hyde, un uomo spregevole e ripugnante, al quale però il rispettabilissimo dottor Jekyll, amico di Utterson, aveva destinato tutta la sua ingente eredità . Solo alla fine si scopre che Hyde in realtà  non è altri che l’alter-ego perfido di Jekyll. Al fine di separare anche corporalmente l’uomo buono e quello cattivo che convivono in lotta in ogni essere umano lo scienziato aveva inventato una pozione che trasformava psiche e corpo in un essere effettivamente privo di conflitto tra bene e male, ma purtroppo perfidamente e puramente cattivo. Il vero protagonista è dunque Jekyll-Hyde. La soluzione del mistero avviene attraverso un plico scritto dallo stesso: all’inizio il dottore trovava nella sua invenzione un modo perfetto per dare sfogo al suo lato maligno costantemente represso; vivendo sempre di più nei panni di Hyde, il male aveva però preso il sopravvento e la fatale trasformazione cominciava ad avvenire involontariamente. Il dottor Jekyll si trovò cos’ a finire la sua vita imprigionato nell’orribile corpo di Hyde, il quale si suiciderà  per evitare il patibolo.

Definire il genere di questo romanzo è piuttosto complesso: la narrazione è rapida e incalzante, il clima è avvincente e misterioso, come in un giallo; la mostruosa trasformazione del protagonista è un elemento decisamente inquietante e spaventoso tipico degli horror; inoltre il drammatico sdoppiamento del personaggio principale, l’esito di un conflitto interiore in irreparabile contrapposizione, la morte sia del dottor Jekyll che del signor Hyde (li considero apposta due entità  diverse) a causa dei loro errori, suggeriscono tutta la sofferenza e l’intensità  della tragedia.

Gli argomenti trattati in questo romanzo sono molteplici. Quello più evidente riguarda il conflitto interiore tra bene e male: Stevenson teorizza che ogni essere umano è dilaniato e diviso dalla lotta continua tra questi due ideali, tanto da poter caratterizzare anche fisicamente due individui molto diversi. Questo pensiero suggerisce altri due temi trattati dall’autore: il primo consiste nella duplicità  (o talvolta molteplicità ) del carattere umano, che in questo caso coincide con divisione tra bene e male. Possiamo individuare il secondo nella relazione che intercorre tra corpo e anima: i movimenti della psiche lascerebbero delle tracce anche nell’apparenza fisica dell’individuo. È questa una convinzione non necessariamente vera (anche se effettivamente l’espressione dovuta a un sentimento a lungo andare segna il volto), ma sicuramente caratteristica della nostra cultura che la tramanda attraverso alcune favole o nel rimproverare i bambini con l’espressione brutto e cattivo”; è naturale dunque che questo sia un elemento ricorrente nella letteratura da me recentemente riscontrato anche nel libro “Il ritratto di Dorian Gray” di cui è il tema principale.

Mi ha divertito molto leggere questo romanzo, sia perché mi ha coinvolto in quanto giallo, sia perché ho riconosciuto nel libro personaggi e tematiche diventate ormai una sorta di leggenda, citate molto spesso in altri libri o film.

di Alice

Audio Lezioni sulla Letteratura italiana dell’ottocento del prof. Gaudio

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