Testi delle canzoni di Luigi Gaudio

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Acchiappalo

musica e parole di Luigi Gaudio

 

Prendilo, prendilo, lui è figlio della reazione

Acchiappalo, acchiappalo, può dare solo confusione

la gente deve lavorare e lui pensa solo a polemizzare

 

E’ lui che affigge quei manifesti molto strani

quelli di Diesse, quello dell’ Avsi con le mani,

ma possibile che non si riesce a ridimensionarlo un po’

 

Prendilo, prendilo, è alleato col capitale.

Ciapalo, ciapalo, lui può farci molto male

Con le sue mostre e i suoi fax fino a che punto arriverax

 

Volevo solo garantire la possibilità di educare i miei figli con vera libertà

in un paese in cui è vietato parlare male dello stato

 

Prendilo, prendilo, lui è figlio della reazione

Acchiappalo, acchiappalo, può dar solo confusione

la gente deve lavorare e lui pensa solo a polemizzare

 

Io volevo soltanto difendere dal conformismo

questi ragazzi di oggi vittima del perbenismo

cioè di una serie di chiacchiere solo per mantenere il proprio potere

 

ADDOMESTICANTO (musica e parole di Luigi Gaudio)

Io sono un tipo particolare / sono fedele ed originale

Se nelle cacce un amico vorrai / certo in me tu lo troverai

Io sono il primo il primo animale / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

Io son testarda e ho corna ricurve / i miei formaggi sono gustosi

E se mi allevi presto saprai / quanto il mio latte sia delizioso

Sono il secondo il secondo animale / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

Prima mi hai molto cacciata / io sono docile, ma anche pregiata

E se il mio vello saprai tosare / soffice lana potrai adoperare

Io sono il terzo, il terzo animale / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

Certo non sono uno elegante / ma non ho niente di sovrabbondante

Se sto nel fango con qualche avanzo / tu ti assicuri un ottimo pranzo

Io sono il quarto, il quarto animale / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

Io sono grande, cornuto e forte / sono costante fino alla morte

Anche all’aratro mi puoi legare / la carne e il latte tu puoi mangiare

Io sono il quinto, il quinto animale / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

Molti sostengono che sono ignorante / ma io di cose ne so fare tante

Giro il mulino, non sarò bello / ma io ti carico ogni fardello

Io sono il sesto il sesto animale / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

Io sono nobile ed ungulato / sono veloce e nerboruto

Se hai qualcosa da trasportare / a me non devi più rinunciare

Io sono il settimo fra gli animali / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

Vengo da ultimo ma non per valore / sez’acqua posso restare per ore

E se tu devi un deserto passare / di me a meno non puoi proprio fare

Io son l’ottavo, l’ottavo animale / da tutelare da allevare

e se tu vuoi meglio campare / uomo, mi devi addomesticare

 

AQUILE

canzone di Luigi Gaudio per Enza, quando era sua fidanzata, prima del matrimonio

 

E tu virgulto che stai nascendo

porti una gemma di desideri.

Ma non sai chi sono?

Ma non sai che tutti

ho cacciato via dalla mia follia.

Forse è meglio dirti che nessuno mai

è stato capace di portarmi pace.

E tu rimani, malgrado il mio errore

e tu mi ami, malgrado il mio non amore.

Ma non passa un giorno

che sembra arrivare

un oscuro odore che ricopre tutto.

E ritorna il buio nella mia contrada

la gente impazzita perde la sua vita.

E tu ritorni, a darmi uno sguardo

che non toglie il male, ma lo può salvare

Noi siamo aquile

non sole ma insieme al sole

e al vento che porta

sopra i tetti e le strade

sopra le fabbriche e i campi…

 

ARCHILOCO (musica e parole di Luigi Gaudio)

Sapete che a Sparta città di Laconia

Dove ogni bambino votato è alla guerra

Sin dai sette anni lascia la famiglia

Per essere un forte e solido oplita

Mi chiamo Archiloco / son nato a Paro

Isola ionica / non sono dorico

neanche eolico / e come impiego

faccio il soldato / di profession

Pensate che a Sparta per essere oplita

Bisogna nel bosco ammazzare un Ilota

E fino ai trenta anni occuparsi di guerra

Mangiare in caserma senza avere una donna

Io sono Archiloco / non sono ventriloco

ma son scrittore / poeta lirico

non sono epico / come l’Omero

ma sono ironico / e un po’ satirico

Sappiate che a Sparta chi nasce malato

Per sorte è costretto a morire ammazzato

Soltanto Spartiati possiedono terre

Per gli altri è già tanto salvare la pelle (pausa)

Mi chiamo Archiloco / E sono lirico

Non sono tragico / E neanche comico

Canto l’amore / ma non romantico

Io sono ironico e un po’ satirico

Un giorno lottando in una battaglia

mentre mi trovavo nella retroguardia

Invece di stare a sfidare la sorte

Gettai via lo scudo e sfuggii alla morte

Io sono Archiloco / non sono ventriloco

ma son scrittore / poeta lirico

non sono epico / come l’Omero

ma sono ironico / e un po’ satirico

Io sono Archiloco / e come incarico

Faccio l’armigero/ a pagamento

non sarò eroico né patriottico

ma un altro scudo / mi ricomprerò

 

Beata, bella e dolce donna amata

sonetto di Luigi Gaudio per Enza

DO                     ↓                    LAm       ↓ (basso in sol)

Beata, bella e dolce donna amata

FA                   LAm/MI              REm    LA

la cui beltà non è da comparare

REm            LA              REm       REm/DO

col viso di chi sa soltanto dare

SOL                     FA                         MIm      SOL

la mia ragione, o donna, hai rivoltata.

 

DO                     ↓                    LAm       ↓ (basso in sol)

La mente mia e il cuore hai trascinato

FA                   LAm/MI              REm    LA

in un pensiero dolce e malizioso

REm            LA              REm       REm/DO

in una febbre che non dà riposo

SOL                     FA                         MIm      SOL

ch’amor gentile e vero è nominato.

 

LAm                                SOL                   FA               FA/MI

Penso al tuo cuor. Che uomini ha travolto!

REm                   LA         REm        REm/DO

E quanti cuori ha fatto palpitare

SOL                     FA                         MIm      SOL     ↑  (basso il sol#)

nel nome di un piacer legato al corpo.

 

LAm                                SOL                   FA               FA/MI

Ma il cuore mio non sol da questo è colto,

REm                   LA         REm        REm/DO

ma da un amor che solo può cibare

SOL                     FA                         MIm      SOL

la mente, l’intelletto, l’alma e il corpo.

strum:

DO                     ↓                    LAm       ↓ (basso in sol)   FA                   LAm/MI              REm    LA

REm            LA              REm       REm/DO    SOL                     FA                         MIm

DO                     ↓                    LAm       ↓ (basso in sol)      FA        REm         DO

BIG FUN BLUES

canzone per aiutare i bambini a memorizzare alcune semplici parole e frasi inglesi

 

Big, big, big, bighellonano

fun, fun, fun, fanno una canzon

blues, blues, blues, sette gnomi blu

 

It, it, it, italiani al mar

is, is, is, issano i windsurf

ok, ok, ok, o che invasion

 

If, if, if,  i fardelli di

you, you, you, iuta e di coton

Can, can,  che noia trascinar

 

I, I, I, ai fortissimi

feel, feel, feel, fili della fun

fine, fine, fine, fai ‘no strappo ancor

 

He, he, he, i dieci prigionier

must, must, must, masticando amar

sing, sing, sing, singhiozzavano

 

She, she, she, sciavan con ardor

Likes, likes, likes, laici e chierici

me, me, me, sorpassavano

 

Bossa nova della speranza – di Luigi Gaudio – marzo 1983

Intro: SOLm   SOLm7  DOm  Dom7  RE7   SOLm

Ah        ih        ah        ih       ah       Ah        ih        ah        ih       ah

SOLm          DOm           RE7            SOLm           DOm             RE7            SOLm

Non ci sarà mai    un deserto coperto       soltanto di sabbia  di ghiaia e di vento

LAm          REm              MI7          LAm           REm                  MI7          LAm

Non ci sarà mai    una cima in montagna battuta soltanto da neve arcigna

SOLm          DOm           RE7            SOLm           DOm             RE7            SOLm

E nessuna valle    ai piedi di un vulcano rimarrà sempre           coperta di lava

LAm          REm              MI7          LAm

E nessun terreno per quanto secco

LAm          REm              MI7          LAm

Rimarrà per sempre privo di ogni frutto    Ah ih ah ih ah       Ah ih ah ih ah

SOLm          DOm           RE7            SOLm           DOm             RE7            SOLm

Non ci sarà mai    una madre incosciente da dimenticare il proprio lattante

LAm          REm              MI7          LAm

Non ci sarà mai    un uomo così solo

LAm          REm              MI7          LAm

Da non essere stato amato da nessuno

SOLm          DOm           RE7            SOLm

Ed in nessun posto   per quanto opprimente

SOLm          DOm           RE7            SOLm

Non si potrà esprimere ciò che si sente               Ah ih ah ih ah       Ah ih ah ih ah

LAm          REm              MI7          LAm

E in nessun rapporto     in nessuna unione

LAm          REm              MI7          LAm

Ci sarà soltanto indifferenza e incomprensione

SOLm          DOm           RE7            SOLm           DOm             RE7            SOLm

Forse può bastare  questa samba per darti coraggio e speranza

Perché continui il cammino              e non si         fermi                  più

Ah        ih        ah        ih       ah       Ah        ih        ah        ih       ah

 

Caccia al tesoro  (musica e parole di Luigi Gaudio)

 (Ritornello)

Ami, ami, ami  amicizia

Ami, ami, ami  tutti quanti

Ami, ami, ami  a Milano

Sempre, sempre, sempre ed ogni  giorno

Ami, ami, ami  amicizia

Ami, ami, ami  tutti quanti

Ami, ami, ami  a Milano

Sempre, sempre, sempre e in tutto il mondo

(Strofa 1)

Arrivati a questo punto

al tesoro ormai sei giunto:

non è oro né argento,

ma ciascuno e il suo talento                    rit.

(Strofa 2) pausa lunga

Vallo a dire  alle  maestre,

gridalo  e apri  le  finestre:

non sei solo nella via

con la nostra compagnia                         rit.

(Strofa 3)

Arrivati a questo punto

Al tesoro  ormai sei giunto:

dillo a mamma ed  a  papà

il tesoro è la comunità      rit

 

CALIGOLA (musica e parole di Luigi Gaudio)

Son figlio di Germanico, appoggiato da Macrone

Mio padre era un soldato orgoglio della nazione

Il popolo e il senato m’han fatto imperatore

Convinti che di Tiberio io fossi ben migliore

Io son l’imperatore

A me si deve onore

chi non mi mostra suggezione

farà ‘na brutta fine (pausa lunga)

Mi chiamano Caligola che vuole dir stivale

Usato dalla truppa è un nome militare

Che ho meritato andando a seguire mio padre

Nelle campagne fatte per ordine di Augusto

Io son l’imperatore

A me si deve onore

chi non mi mostra suggezione

va a finì nel calderone (pausa)

io dormo tutto il giorno, mentre la notte veglio

poi mangio e bevo come / se fossi un gran porcello

rubo le mogli agli uomini le sposo e me le prendo

e guai a chi dissente / meglio non esser nato

Io son l’imperatore

A me si deve onore

chi non mi mostra suggezione

va a finì in bocca al leone

Se voglio io ti nomino un cavallo senatore

Mi piace anche esibirmi come un gladiatore

Auriga e ballerino e amo camminare

Su un mucchio di monete come fa paperone

Io son l’imperatore

A me si deve onore

chi non mi mostra suggezione

farà ‘na brutta fine

 

Chissà se tu mi ami (Illiano-Gaudio)

 

Respira il cuore quando vedo te

più forte il battito va

è come fosse musica

che musica già.

Io canto nell’anima

ma vivo senza te

ma più ti penso

più ti sento mia.

Ragazza sei una bella compagnia

ti voglio di più sai

passione viva sei

per te giro pagina

però non so

se il tuo pensare libero

ti prende come me

dentro te in ogni angolo

Chissà se tu mi ami oppure no

chissà se tu mi ami

mi ami un po’

però fammi un cenno che

che tu sia per me;

è il mio mondo che

gira intorno a te.

Sorride il cuore quelle volte che

mi passi accanto di qua

è come fossi nuvola

che piovere fa

 

nel centro dell’anima

io chiamo solo te

in tutti i sensi miei

sei bellezza mia.

 

E tu sarai una dolce poesia

di sole e di caffè

nel mare in fondo a me.

Per te giro pagina

però non so

se il tuo pensare libero

ti prende come me

dentro te in ogni angolo

Chissà se tu mi ami oppure no

chissà se tu mi ami

mi ami un po’

però fammi un cenno che

che tu sia per me;

è il mio mondo che

gira intorno a te.

Chissà se tu mi ami oppure no

chissà se tu mi ami

mi ami un po’

però fammi un cenno che

che tu sia per me;

è il mio mondo che

gira intorno a te.

 

CIRRO RAP (musica e parole di Luigi Gaudio)

Cirro lo chiamano così perché è sempre annuvolato

Col muso lungo ed è sempre accigliato, ed è sempre imbronciato

Se lo inviti a una festa lui beve fino a farsi girare la testa

E poi dice che vuole guidare, ma siamo mica scemi

E poi dice che vuole guidare, e parla senza freni

Ma non vedi che straccio che sei soltanto perché bevi

CIRRO Sì, IO NO    CIRRO Sì, IO NO   CIRRO Sì, IO NO      

CIRRO Sì, IO NO    CIRRO Sì, IO NO   CIRRO Sì, IO NO      

Cirro lo chiamano così perché è sempre annebbiato

Non ricorda le carte scartate quando gioca, è svitato

Cirro non ha voglia di niente, è sempre annoiato

Non gli piace la gente, non gli piace, è sempre arrabbiato

Non gli piace lo sport, eppure è rosso e sempre sudato

“Ma non vedi che pena che fai soltanto perché bevi?”

CIRRO Sì, IO NO    CIRRO Sì, IO NO   CIRRO Sì, IO NO      

CIRRO Sì, IO NO    CIRRO Sì, IO NO   CIRRO Sì, IO NO      

Cirro, quando stringe la donna in abbraccio potente,

manda un puzzo il suo alito, che non è certo invitante

e per cuccare si deve truccare il nasino, perché è rossino

e per baciarla ha bisogno di dieci pasticche al mentolo

e per parlare si fa un aerosol d’eucaliptolo

Ma non vedi che straccio che sei soltanto perché bevi

CIRRO Sì, IO NO    CIRRO Sì, IO NO   CIRRO Sì, IO NO      

CIRRO Sì, IO NO    CIRRO Sì, IO NO   CIRRO Sì, IO NO      

Ancora? Non ti bastava la birra? Anche il whiskey?

No grazie, non ne voglio proprio più. Basta, grazie, basta.

 

Come un bimbo

musica e parole di Luigi Gaudio

 

Come un cervo assetato sulle rive di un fiume

beve avidamente l’acqua che lo ristora

non sapendo del tutto la sorgente dov’è.

 

Come un giorno incomincia con l’aurora al mattino

e alla sera finisce in un ciclo perenne

di cui non sa la fine, così accade a me.

 

Come fra innamorati ci si deve ridire

sempre il significato per cui si sta insieme

ogni giorno più forte, ogni giorno di più.

 

Come un bimbo curioso incomincia a capire

come sono le cose ed il loro rapporto

e conosce se stesso, così accade a me.

 

 

 

Dammi un sogno per volare

(musica di Luigi Gaudio e parole di Pasquale Illiano)

Dammi un sogno per volare

E fammi spazio in questo

Mondo per colorare

Le stagioni e le parole

Perché la volontà

Fa accendere il cuore.

Dammi il ritmo di seguire

E capire sempre il tempo

Per sentire sempre il vento

Questo vento che

Che mi passa qui dentro

E mi calma un po’

Questa tanta impazienza che ho

Gira la vita

In questa giostra che va

Sbanda la vita

in questa oscurità

Cerco la vita nella felicità

E sciolgo la vita

Così nella realtà

 

Dammi un senso per svoltare

Non dove il mondo corre forte

Senza frenare

A gustare l’emozione

Così la qualità non avrà la prigione

Dammi il fiuto di capire

E scoprire ancora il cielo

Da che parte resta il mare

Gira la vita

In questa giostra che va

Sbanda la vita

in questa oscurità

Cerco la vita nella felicità

E sciolgo la vita

Così nella realtà

Gira la vita

In questa giostra che va

Sbanda la vita

in questa oscurità

Cerco la vita nella felicità

E sciolgo la vita

Così nella realtà

 

 

 

Domande

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Questo mondo di sconfitte e di delusioni.

Questo mondo di scoperte e di invenzioni.

Come finirà, come finirà, come finirà

 

La filosofia di quelli che han cercato tanto.

E l’ideologia di quelli che han negato tutto.

Come finirà, come finirà, come finirà?

 

Questo briciolo d’amore che sappiamo dare.

Questa effimera giustizia che vogliamo attuare.

Come finirà, come finirà, come finirà?

 

L’illusione di successo e di affermazione.

L’ideale di conquista e liberazione.

Come finirà, come finirà, come finirà?

 

Dono

canzone di Luigi Gaudio per i suoi figli Miriam e Samuele

Quante volte ho sentito il tuo respiro

immaginando fosse il riso di un bambino!

Quante volte ho creduto che non era

saggio fare un bimbo in questa società!

Ma poi ho capito che non era mia

né la vita mia, né qualsiasi altra che verrà.

RIT. Ma chi avrebbe mai immaginato che,

ma chi avrebbe mai pensato che era dentro di te.

In questo mese come in tutto questo anno

piccolissimi problemi uguale affanno.

Quante volte in questo mese una sciocchezza

è bastata per dimenticare ogni certezza

Ma gli amici per fortuna ci son per questo

per farti capire quanto sia fasullo il tuo pretesto.

RIT. Ma chi avrebbe mai immaginato che,

ma chi avrebbe mai pensato che

in questo mese era già dentro di te.

Ho temuto di non avere la fortuna

di generare una nuova creatura.

“Tutta colpa – dicevo – della nevrosi da lavoro”,

ti credi in mezzo agli altri ed invece sei solo.

Ma poi ho capito che non era affare mio

né la forza, né la possibilità.

RIT. Ma ora che ci sei, anche se dentro lei,

non dimenticarti questo mai:

“La vita non è tua ed ora lo sai”.

 

E GIRA GIRA GIRA

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Un giorno un primitivo / prese una pelle d’orso

E con un sasso aguzzo / il primo foro fece

E gira gira gira / il trapano scoprì

Dal buco dentro il legno / il fuoco scaturì

Un giorno, poi, un vasaio / con un legno rotondo

faceva in sei minuti / il lavoro di un giorno

E gira gira gira / la ruota del vasaio

e fabbrica una giara / per conservar farina

E dopo un po’ di tempo / un secondo vasaio

Mise la ruota sotto / una slitta da trasporto

E gira gira gira / la ruota del carro

e porta merci e roba / al prossimo villaggio

Ci fu poi un contadino / di un posto nei paraggi

Che mise otto vasi / in cima ad otto raggi

E gira gira la / ruota idraulica

Per trasportare l’acqua / ed irrigare i campi

Un altro contadino / usò anche la ruota

Per sostituire / il lavoro di una mula

E gira gira gira / la ruota del mulino

per frantumare i semi / senza nessuno sforzo

Usata poi nei secoli per numerosi fini

La ruota del mulino ispirò altre invenzioni

E gira gira gira / la macchina a vapore

e porta della industria / alla rivoluzione

Dagli elettrodomestici all’auto di papà

La ruota segna il passo della modernità

E gira gira gira / gira la rotativa

e porta il quotidiano / nelle case di città

E gira gira gira / e gira anche la terra

E con un po’ di senno / ancora girerà

 

ETERNI FORESTIERI

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Siamo marinai e quindi eterni forestieri,

non siamo oggi dove siamo stati ieri,

attraversando città e cittadini,

lasciandoci alle spalle le loro libertà.

RIT- Leviamo le ancore, alziamo le vele

e prendiamo il largo e seguiamo il maestrale

e non ci trattengano quelli che rimangono

a credere di essere più liberi di noi.

E non rimaniamo chiusi dentro alle bettole

ad aggiungere i sogni alle favole,

ad ubriacarci di vino e di donne,

a dimenticare la meta che si ha.

RIT- Leviamo le ancore, alziamo le vele

e prendiamo il largo e seguiamo il maestrale

e non ci trattengano quelli che rimangono

a credere di essere più liberi di noi.

Lasciando i luoghi quando incominciamo a starci bene,

lasciando i fumi, le musiche e i sapori

ed i liquori che ci addormentano

per un viaggio che non torna dove è stato già.

RIT- Leviamo le ancore, alziamo le vele

e prendiamo il largo e seguiamo il maestrale

e non ci trattengano quelli che rimangono

a credere di essere più liberi di noi.

Viaggiamo senza soste, senza interruzioni,

senza difese, senza protezioni

e senza armi, eccetto una speranza

per cui vivere, per cui poter lottar.

RIT- Leviamo le ancore, alziamo le vele

e prendiamo il largo e seguiamo il maestrale

e non ci trattengano quelli che rimangono

a credere di essere più liberi di noi.

 

 

Fermento

Testo di Luigi Gaudio su una musica di Dario Lanzi e Pierluca Polelli, Canzone composta insieme in occasione della dura repressione di Solidarnosc in Polonia

Oggi la città è in fermento

e tutti vuole svegliare

La gente nelle strade e nelle piazze

inneggia a pace e libertà

E intanto c’è chi fa la fila per mangiare

con i carri armati dietro alle spalle

e gli è vietato anche scioperare

per il pane e per poter parlare

Oggi si sono incontrati

intorno a un tavolo di riunione

tutti i ministri e i sindacati

per risolvere la situazione

E intanto c’è chi lascia il posto di lavoro

per far capire che non si può

permettere che un uomo uccida un altro uomo

o creare condizioni di ciò

Oggi La città è in fermento

ma, ditemi, a cosa servirà

gridare nelle strade e nelle piazze

se non c’è vera solidarietà

E intanto c’è chi dà la vita per pagare

Il prezzo della libertà

E segue fino in fondo in fondo un ideale

Ma di questo non si può parlar

Fino a quando …

Testo di Luigi Gaudio su una musica di Dario Lanzi e Pierluca Polelli

Fino a quando l’erba spunta fra l’asfalto

e dietro la nebbia si intravede il sole

posso continuare a vivere.

Fino a quando l’acqua sgorga in mezzo ai sassi

e sotto le zolle si nasconde il seme

posso continuare a vivere.

 

Fino a quando il cielo sta sopra la terra

e dopo la notte incomincia il giorno

posso continuare a vivere.

Fino a quando il mare bagna la riviera

mentre la montagna svetta dall’altura

posso continuare a vivere.

 

GIA’ IN NOI

canzone di Luigi Gaudio per Enza, quando era sua fidanzata, prima del matrimonio

Cosa cerco in te, quando penso che

vorrei aver udito soltanto la tua voce.

Cosa cerco in te, quando penso che

vorrei donarti tutto quello che ti piace.

RIT. Non sono solamente i tuoi occhi o i tuoi capelli

ma qualche cosa che è già in noi.

Cosa cerco in te, quando penso che

vorrei conoscerti mille volte meglio,

vorrei aver pazienza per i tuoi difetti

vorrei valorizzare le tue qualità.

RIT. Non sono solamente i tuoi occhi o i tuoi capelli

ma qualche cosa che è già in noi.

Cosa cerco in te, quando penso che

vorrei stupirmi del mio amore per te,

per stupirmi degli amici, che mi sono vicini

per stupirmi del mondo, che mi circonda.

RIT. Non sono solamente i tuoi occhi o i tuoi capelli

ma qualche cosa che è già in noi.

 

 

Giochi nel cielo – di Luigi Gaudio – febbraio 1993

DO           Sib         FA      SOL    LAm       fa    RE   SOL

C’erano una volta tre amici    che stavan giocando a nascondino

DO           Sib         FA      SOL    LAm       fa    RE   SOL

Una era tutta colorata             un po’ presuntuosa e sovrappopolata

DO           Sib         FA      SOL    LAm       fa    RE   SOL

Dai, dara, ucci, ucci uè             Dai, dara, ucci, ucci uè

DO           Sib         FA      SOL    LAm       fa    RE   SOL

L’altra era bianca e pallidina   un poco nottambula e timidina

DO           Sib         FA      SOL    LAm       fa    RE   SOL

L’ultimo era grande e intraprendente e di fronte a lui le altre eran niente

DO           Sib         FA      SOL    LAm       fa    RE   SOL

Dai, dara, ucci, ucci uè             Dai, dara, ucci, ucci uè

Disse poi la luna all’amico sole: “Cerca di giocare con lealtà,

e non è possibile che tutte le volte che ti sto per prendere a dormire vai!”

Dai, dara, ucci, ucci uè

Anche la terra aveva da lamentarsi:

“Ti nascondi sempre dietro alle nuvole!

Per non parlar di quando dietro alla luna

mi hai lasciato tutta al buio qua!”      Dai, dara, ucci, ucci uè

Disse infine il sole rivolto alla luna: “Anche tu una volta ti sei nascosta

dietro alla terra! E allora io non ti ho potuto neanche illuminar

Dai, dara, ucci, ucci uè

 

 

Grazie

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Grazie per lo stato sociale

grazie per l’educazione stradale

grazie per questi valori per cui spendere la vita

Grazie per gli scambi culturali

grazie per la multimedialità

grazie per l’informazione che mi avete impartita     strum.

Grazie per l’Europa e la moneta unica

grazie per le tasse e la tensione etica

grazie per questi ideali che realizzano la vita

Grazie per questi progetti capofila

per l’esperto di psicopedagogia

certo non avrò più problemi col sesso e la scuola     strum.

Grazie per l’ecologia e il rispetto dell’ambiente

grazie per la raccolta differenziata

grazie per questi valori che riempiono la vita

Grazie per il cinema d’avanguardia

grazie per la RAI e per gli intellettuali

grazie per questa cultura molto approfondita     strum.

Grazie per il PTOF e la carta dei servizi

e di questa nella scuola ce n’è sempre bisogno

grazie per il grande ruolo che mi avete assegnato

Grazie per l’educazione alla salute

per il distributore di anticoncezionali

grazie per questi ideali che ricoprono la vita     strum.

 

 

IL BLUES DEL BARISTA

(musica e parole di Luigi Gaudio)

 

 

Hey, barista dammi una birra, la mia felicità virtuale

Hey, barista passami una birra, la mia droga legale

Hey, barista lanciami una birra che devo dimenticare

 

Dammi, barista, la mia tendina che copre la realtà

Lanciami, barista, la mia dose di quotidiana irrazionalità

Dammi un po’ di atarassia e d’aponia, per scordare la verità

(strum.)

 

Perché, barista, la tua medicina non guarisce la mia solitudine?

Perché, barista, la tua anestesia non toglie per sempre il dolore?

Perché non dimentico quelle domande che sembrano senza risposte?

 

Perché, barista, dopo un breve momento di esaltazione,

perché, barista, ancora più grande ritorna la disperazione?

Dimmi perché non funziona questo meccanismo di rimozione.

 

iL CAMPIONE (musica e parole di Luigi Gaudio)

 

E ogni quattro anni nel bel Peloponneso

Nella città di Olimpia a Zeus intitolata

Si svolgono le gare più famose della terra

Giochi in cui si raduna tutta la Grecia in festa

io sono il campione

io sono ateniese

la bella corona

d’olivo io avrò

nella mia città

e nel pritaneo

sarò ospitato

servito e lodato

Pensate che noi greci non abbiam calendario

E in base all’olimpiade si calcola ogni anno

E se una guerra è in corso bisogna rimandare

Perché con l’olimpiade niente può gareggiare

io sono il campione

io sono ateniese

la bella corona

d’olivo io avrò

nella mia città

presso l’agorà

sarò ospitato

servito e lodato

Pensate che ad Atene dopo la tirannia

È arrivato il momento della democrazia

Cui può partecipare ogni ateniese

Tranne, però, le donne, gli schiavi ed altri greci

io sono il campione…

Pancrazio, pugilato, le corse e il pentathlon

E poi lancio del disco, lotta col corpo oliato

Corsa delle quadrighe e con cavallo sellato

Sono le discipline della competizion

io sono il campione…

io sono il campione…

 

Il canto dell’amore (Gaudio – Illiano)

Questo pane quotidiano

che ti passa per la mano

è un bicchiere di bontà

da spalmare sul cuore

è la sapienza del cielo

è la potenza del mare

è la voce dell’umanità

questo sole del mondo

che nell’anima brillerà

questo sale della terra

che scioglie l’amaro

della guerra

questo è il canto

dell’amore

che ha le note

dentro al cuore

l’amore non fa mai a botte

con il giorno e con la notte

l’amore non invecchia mai

l’amore riconosce i suoi amanti

l’amore è un assassino

l’amore ha il suo tempo

l’amore ha la sua memoria

l’amore ha la sua poesia

l’amore ha le sue stagioni

l’amore, l’amore cos’è

è il frutto della vita

che cresce dentro te

questa passione di tutti

sono i peccati che si spogliano

i desideri che si parlano

i sentimenti che si incontrano

l’amore è la gelosia di ciascuno

è la battaglia di ognuno

l’amore non muore mai

l’amore sa vincere sempre

l’amore non conosce ostacoli

e fa molto più dei miracoli

l’amore ha la faccia del perdono

l’amore è un grande dono

l’amore taglia l’affetto

e cadono le briciole sul letto

l’amore è la porta di ogni successo

è lo specchio di te stesso

l’amore è la semplicità della cose

è un uomo con le rose

un uomo con le rose

l’amore non fa mai a botte

con il giorno e con la notte

l’amore non invecchia mai

l’amore riconosce i suoi amanti

l’amore ha le sue stagioni

l’amore, l’amore cos’è

è il frutto della vita

che cresce dentro te

 

 

IL CORO

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Oggi vedrete che qua tutti quanti sono accolti

basta che non abbian niente di grande da dire

basta che non dican che possiedon la verità

per non mortificare l’altrui libertà

Ed ora intoniamo un canto

perché noi siamo il vanto

dei nostri governanti sempre più importanti

Venite pure giullari, venite romanticoni

venite dunque sessuomani venite guardoni

esperti in pedagogia ed in filantropia

purché non pretendiate: “la verità è dalla mia”

Ed ora eleviamo un canto

perché contiamo tanto

per i nostri governanti sempre benpensanti

Potete parlare male anche di vostra madre

anche del vostro passato, di quello che è stato

potete anche bestemmiare e mandare all’inferno

basta non parlare male del nostro governo

Facciamo parte del coro

facciamo tutti tesoro

dei nostri governanti

che vanno sempre avanti

Il figlio di Dio è morto per noi

parole e musica di Luigi Gaudio – maggio 1978

SOL             RE   MIm        LA                                    SOL             RE   DO             SIm

Il figlio di Dio è morto per noi                             il vero Messia è morto per noi

SOL                   RE   MIm        LA                SOL             RE            DO  ↓   LAm      SIm

L’amore incarnato è morto per noi                   Gesù il nazareno è morto, è morto per noi

SOL                                   RE   MIm                LA         SOL                RE          DO          SIm

L’hanno ucciso i nostri dubbi, le nostre infedeltà, i nostri problemi, le nostre assurdità

SOL             RE        MIm          LA   SOL                                     RE          DO          SIm

I nostri discorsi, le nostre falsità, abbiamo perso un’occasione che più non verrà

SOL                      RE                   MIm        LA                         SOL       RE          DO             SIm

È solo contro tutti, ma ha nel cuore la certezza          di liberarci dalla nostra grettezza

SOL          RE          MIm              LA                                        SOL         RE      DO          SIm

E di inculcarci nel cuore la fermezza                              e di rivelarci la vera salvezza

SOL                   RE   MIm     LA                   SOL                RE          DO          SIm

Ma dopo tre giorni risusciterà.             Il tempio distrutto al cielo s’alzerà.

SOL                       RE        MIm          LA     SOL            RE          DO       SIm

È la vittoria sul peccato e sull’empietà            è la redenzione dell’umanità

SOL             RE   MIm        LA                                    SOL             RE   DO             SIm

Il figlio di Dio è risorto per noi                            il vero Messia è risorto per noi

SOL                    RE      MIm        LA                          SOL             RE            DO  ↓   LAm      SIm

L’amore incarnato è risorto per noi                  Gesù il nazareno è risorto, è risorto per noi

 

 

Il mio sport

musica e parole di Luigi Gaudio

A molti piace il kendo, il karatè o lo judo

perché sono attirati dagli usi dell’oriente

non me ne adonto affatto però

Il mio sport è il biliardino. Le rullate di nascosto,

quelle finte e quei passaggi, mai scontati mai gli stessi.

E conosco un altro amico, e mi sento assai più ricco,

e non ho più seccature se ho in mano quel gettone.

A molti piace il rafting, free climbing, bungee jumping,

per tentare l’estremo, il limite dell’umano.

Non me ne intendo affatto però

Il mio sport è il biliardino. Le risate per la palla

che era entrata nella porta, ma poi uscita troppo forte.

E dimentico ogni affanno, ogni impegno ed ogni inganno

E non ho più fregature se ho segnato quel rigore.

A molti piace il rugby, giocare a tutto campo,

placcare l’avversario, e poi buttarlo per terra.

Non ci capisco niente però

Il mio sport è il biliardino, le giocate in cui la palla

schizza fuori dieci metri, non si sa neanche dove.

E conosco un altro amico, e mi sento assai più ricco,

e non ho più seccature se ho parato quel cannone.

Io preferisco il calcio, che è un gioco di astuzia,

cervello e fantasia, non quello dei miliardi,

dei gesti di violenza perciò

Il mio sport è il biliardino. Quel tiraccio straordinario

che poi in modo involontario ti diventa un autogoal.

E dimentico ogni affanno, ogni impegno ed ogni inganno.

E non ho più fregature se ho infilato il difensore

Il mio sport è il biliardino. Le rullate di nascosto,

quelle finte e quei passaggi, mai scontati mai gli stessi.

E conosco un altro amico, e mi sento assai più ricco,

e non ho più seccature se ho in mano quel gettone.

In certi momenti – di Luigi Gaudio – ottobre 1980

 

SOL                              FA                            DO

In certi momenti capisci che “fede” è molto più grande

DOm                              SOL

di quell’ astrazione che pensi tu

SOL                              FA                            DO

E allora capisci che “testimonianza” è troppo più forte

DOm                            SOL

di quel balbettio che fai tu

 

SOL                              FA                            DO

In certi momenti capisci che “amore” è troppo più bello

DOm                              SOL

di quel sentimento che provi tu

SOL                              FA                            DO

Ed in quei momenti capisci che “Dio” è troppo più grande

DOm                              SOL

di quell’ idea che ti sei fatto tu

 

 

Incontri – parole e musica di Luigi Gaudio – ottobre 1979

RE                               SOL               MI            LA    RE                      SOL     MI      LA

Su una panchina dei giardini pubblici ho incontrato      Un attivista di partito politicizzato

SOL          LA    FA#m      SIm    SOL   SOLm    RE             MIm      LA         RE

E mi ha parlato dei suoi ideali        con la lotta di classe cambieremo questa società

RE                      SOL                  MI            LA

Poi una ragazza mi ha fermato chiedendomi le ore

RE                                   SOL                    MI                      LA

Tra una scusa e l’altra mi ha parlato della libertà dei sessi dell’amore

SOL          LA    FA#m    Sim  SOL   SOLm    RE             MIm      LA         RE

Dell’abbandono della morale io dentro me mi sono chiesto se fosse questa la libertà

Kazoo

RE           SOL               MI            LA              RE            SOL            MI        LA

E incontrai anche un giovane operaio             che mi parlava del suo misero salario

SOL          LA    FA#m      SIm              SOL   SOLm    RE          MIm   LA    RE

Le macchine usate, le donne tradite,       le occasioni perdute e che non ritorneran

RE               SOL           MI            LA              RE                      SOL     MI      LA

Rividi un compagno di classe qualunquista         un po’ cattolico un po’ marxista

SOL          LA    FA#m    Sim                SOL SOLm RE MIm LA   RE

“Libertà è pensare come l’altra gente,     libertà è fare quello che mi par”

Kazoo

RE            SOL               MI            LA             RE                      SOL     MI      LA

Ma quella sera avevo fatto anche un incontro    che la mia vita avrebbe capovolto

SOL          LA    FA#m      SIm    SOL   SOLm    RE             MIm      LA         RE

con quella persona che mi ha capito                    e mi ha donato la vera libertà

Kazoo

 

Io amo il blues

musica e parole di Luigi Gaudio

 

Ho scelto il blues perché, perché è un po’ come me

perché ogni volta cambio sempre, non sono come te.

Ho scelto il blues perché, perché assomiglia a me

perché ogni volta ci ricasco non sono coerente.

Son venuto fuori per caso, ma alla fine di una lunga storia

 

Io canto il blues perché, perché non è fatto per analizzare,

per sezionare, per microscopizzare.

Io canto il blues perché non c’entra niente

con i giornali, con i canali, con quegli intellettuali

che oggi dettan legge in ogni campo del sapere

 

Mi piace il blues per la grande semplicità

per la sua immediatezza, la sua carnalità.

Mi piace il blues per la sua spiritualità,

per la sua sfacciataggine, per la sua umanità,

perché non ha paura di dire quel che deve dire

 

Io amo il blues per la struggente nostalgia

per la saudade, la sofferenza, e p’ ‘a malincunia.

Io amo il blues per la passione, che è la mia,

di tirar fuori nella musica una grande magia,

perché ogni canto vero nasconde sempre un gran mistero

L’UOMO CAMMINA

(musica e parole di Luigi Gaudio)

(parte prima)

E l’uomo nasce / su questa terra

Nasce stupito / ma un po’ impaurito

Nasce tentando di parlare

Nasce in un gruppo di persone

Nasce legato alla sua madre

E dopo molti anni maturerà

 

(parte seconda)

L’uomo cammina / e l’uomo teme

Teme la furia / di un temporale

Teme l’attacco di un leone

Teme l’assalto di un nemico

Teme la forza del destino

E forse per sempre la temerà

 

La favola del serpente rosso

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Un bel giorno nel nostro villaggio

di settantatre metri di raggio

nacque un bimbo molto bello e intelligente

ma curioso e un po’ disobbediente.

 

La sua mamma gli voleva tanto bene

anche se poi lui le dava tante pene

ma il vederlo così bello e intelligente

le faceva superar l’inconveniente.

ma un bel giorno il bambino

le scappò quatto quatto

senza che lei nemmeno si accorgesse

ed andò in un giardino

accompagnato da un gatto

nella tana del serpente rosso

Non andare mai più lì da solo

c’è un serpente minaccioso come un toro

ha già fatto arrossire mille mamme e papà

è il serpente che divora la libertà.

 

Un bel giorno nel nostro villaggio

di settantatre metri di raggio

nacque un bimbo molto bello e intelligente

ma curioso e un po’ disobbediente.

radunati duecento e cinquanta bambini

con le mazze, i bastoni e il coraggio

fecer fuori il serpente con i suoi serpentini

i bambini del nostro villaggio

 

La fiaba dei semi e del mulino

Questa canzone è stata scritta da Luigi Gaudio in occasione del trasferimento di suo fratello don Savino da Baranzate a Cesano Boscone nel 1978, ed è un’evidente allegoria della Chiesa (l’albero), dei suoi giovani (i semi) del mulino bianco (don Savino), del trauma del trasferimento (il vento e la pioggia) che non impedisce ai semi di diventare piante (adulti)

Un grande albero dai rami vecchi e nodosi

lascia i suoi semi tra i campi nudi e spinosi.

Un mulino bianco è messo là vicino

i semi sono nutriti dall’acqua del mulino.

Non tradire il passato,

tutto quello che è stato

io vi ho tramandato

quello che hanno narrato a me per voi,

narrato a me per voi.

Viene padre vento, il vento del destino

i semi son trascinati lontano da quel mulino

Viene madre pioggia, la pioggia del destino

e bagna, rompe e consuma ogni piccolo semino.

Non tradire il passato,

tutto quello che è stato

io vi ho tramandato

quello che hanno narrato a me per voi.

Non tradire il passato,

tutto quello che è stato

io vi ho tramandato

quello che hanno narrato a me per voi,

narrato a me per voi.

Ma tutti quei semi sono diventate  piante

con l’acqua della vita insieme cresceranno.

Ma tutti quei semi sono diventate piante

con l’ acqua della vita insieme cresceranno.

La fine della confusione – parole e musica di Luigi Gaudio – dicembre 1977

RE                SOL             RE            LA                              RE           SOL      RE        LA

È finito il momento delle vuote parole                  come un amico ti voglio parlare

RE                SOL             RE            LA                              RE           SOL      RE        LA

Ti parlerò chiaro senza allegorie                            senza formalismi, senza demagogie

RE                SOL             RE            LA

Ed allora abbatteremo il muro di separazione

RE                      SOL             RE            LA

che divide chi di tutto ha una diversa concezione

RE                        SOL             RE            LA

Chi crede ancora in Dio e chi invece è affascinato

RE                                         SOL             RE            LA

dalla teoria di chi vuol dare al popolo un potere illimitato

RE                        SOL        RE            LA                RE           SOL            RE           LA

Tu mi dici: “credi davvero in quest’ideale”. Però trascorri la giornata in maniera occasionale

RE                       SOL                RE               LA

Se la tua logica è dettata dall’illusione di un momento

RE                      SOL                     RE            LA

io ti voglio far partecipe di un altro vero sentimento

MIm             LA         RE                             SIm

Non bastano mai le parole per quanto belle siano

MIm             LA         RE                             Sim

Non bastano mai i desideri di un momento

MIm             LA                  RE                             SIm

Non bastano mai per la mia vita i discorsi di un’ideologia

MIm             LA                         RE

Non bastano mai per rendermi vero            (armonica in re)

RE                       SOL             RE        LA        RE                   SOL        RE            LA

Ma cosa credi che adesso si potrà realizzare       quella società utopica di senti parlare

RE                         SOL             RE           LA

No, non credere a quello che ti voglion far capire

RE                         SOL             RE           LA

Pensa un attimo a te stesso e a quello che potresti fare

RE                SOL             RE            LA                                            RE              SOL                RE          LA

Anch’io prima la pensavo quasi come te,             ma poi c’è stato qualcuno che ha fatto di me

RE                        SOL             RE            LA                               RE                 SOL                 RE            LA

un uomo nuovo, rinnovato, in un’altra presenza, senza badare al passato, ed in barba alla scienza,

RE                               SOL           RE            LA                            RE        SOL        RE           LA

che vorrebbe fare di me un altro del gregge da pascolare a scuola e nella società

RE                       SOL                RE               LA

Ma un’altra logica, diversa, ha sconvolto la mia vita

RE                      SOL                     RE            LA

Certo il peccato è rimasto, ma la confusione è finita

MIm             LA         RE                             SIm

Liberati dai tuoi schemi e dai progetti su di te

MIm             LA         RE                             Sim

Apri il cuore ad una comunità di persone

MIm             LA                  RE                             SIm

Vieni e vedi e prova questa vita nuova, con un significato

MIm             LA                         RE

Prova a vivere nel suo nome per sempre            (armonica in re)

 

 

La libertà

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Quando i miei amici mi dicon che

basta una donna, basta una partita

io non so bene perché, ma non è questa tutta la vita

Quando i miei amici mi dicon che

bisogna vivere con un po’ d’estro

io invece rispondo che vorrei imparare da quel maestro

La libertà è il desiderio d’infinito

anche se io non l’avevo mai sentito

la libertà è la ricerca di un significato

anche se io non ci avevo mai pensato

A volte sembra che la fortuna non debba finire mai

invece allora più grossi si affollano i tuoi guai.

E spesso incontro qualcuno

che mi accende una televisione,

ma proprio quando capisco

che non è questa una liberazione

La libertà è il desiderio d’infinito

anche se io non l’avevo mai sentito

la libertà è la ricerca di un significato

anche se io non ci avevo mai pensato

Mi è capitato una volta che

un altro uomo m’abbia incontrato

e che senza pretese / la sua lealtà m’abbia affascinato

Allora solo ho capito che la vera libertà

non è una scelta casuale ma seguire uno che ce l’ha

La libertà è il rapporto con il mistero

nell’amicizia con chi ricerca il vero

la libertà soltanto allora s’è realizzata

anche se poi ce ne siamo dimenticati

La libertà è il desiderio d’infinito

anche se io non l’avevo mai sentito

la libertà è la ricerca di un significato

anche se io non ci avevo mai pensato

 

La rotta – di Luigi Gaudio – aprile 1979

DO   FA7+  DO    FA7+

DO                       FA7+          DO                        FA7+                        DO

Sulla nave che ora prenderò,            i progetti miei, no, non porterò

REm        SOL       REm           SOL                            DO

e lenta partirà,     il mare solcherà             verso lui.

Dopo aver seguito il mio amore       fatto di possesso ho capito che

Il più grande amore       è lasciarsi amare            da lui

MIm           DO            RE                        SOL

Ma ti chiedo, Signore,             dammi il coraggio

di voler continuare                  il viaggio che porta           da lui

DO                       FA7+          DO                        FA7+                        DO

Il mio antico legno mi saprà portare          la forza del male non lo vincerà

ed il vecchio che            c’è dentro di me            andrà via

Ma già la prua punta verso lui                    e quando vorrà lo raggiungerò

allora canterò                 con quanta voce avrò              la mia gioia

LAm                 SOL                      DO             FA

Ma ti chiedo, Signore,             dammi la sapienza

di voler seguire                         la rotta che porta           da lui

DO                       FA7+          DO                        FA7+                        DO

E senza la via dell’obbedienza                    non saremo mai a conoscenza

che la vita è un dono               e il peccato è tolto         dal perdono

Presi dalla fretta e dal nostro umore         non sappiamo più trattenere il valore.

Perché affannarsi tanto           quando è così semplice obbedire

LAm            SOL    DO                FA  LAm               SOL    DO                 FA

Ma già la prua      punta verso lui     e quando vorrà    lo raggiungerò

LAm               SOL       DO                               FA                              DO    FA7+

allora canterò                 con quanta voce avrò              la mia gioia (3 volte)

 

 

La salvezza – di Luigi Gaudio – agosto 1979

SOL       RE        LA      FA#                             SOL              LA4      LA

L’unica vittoria che ho riportato                è quella sull’innocenza

SOL       RE        LA      FA#                             SOL              LA4      LA

L’unico lavoro che seguo con profitto       è quello di perder tempo

SOL       RE        LA      FA#                   SOL     LA       RE

Ma tu mi salvi e mi raccogli              tu mi salvi, Signor

SOL             RE             LA             FA#               SOL         LA4      LA

L’unica maniera con cui tratto gli altri       è quella di tradirli

SOL       RE        LA      FA#                             SOL              LA4      LA

L’unico modo con cui uso i soldi                è quello di sprecarli

SOL       RE        LA      FA#                   SOL     LA       RE

Ma tu mi salvi e mi raccogli              tu mi salvi, Signor

SOL       RE        LA      FA#                             SOL              LA4      LA

L’unico amore che posso ricordare            è quello di un altro

SOL       RE        LA      FA#                             SOL              LA4      LA

L’unico progetto che ho realizzato           è stato di un altro

SOL       RE        LA      FA#                   SOL     LA       RE

Ma tu mi salvi e mi raccogli              tu mi salvi, Signor

SOL       RE        LA      FA#                   SOL     LA       RE

Ma tu mi salvi e mi raccogli              tu mi salvi, Signor

 

 

Limiti cha cha cha

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Mi piace tanto fare un po’ di movimento

un’ora di ginnastica o di rilassamento,

ma un po’ per abitudine, pigrizia o poco tempo

io non riesco a fare neanche un piegamento

Che cosa sono i limiti non quelli matematici

ostacoli pesanti e demoralizzanti.

Di fronte a questi limiti che cosa posso fare?

O incomincio a ridere oppure a disperare

Mi piace tanto leggere a letto o sul balcone

racconti appassionanti, testi di erudizione,

ma quando guardo questa mia bella libreria

penso a quanta cultura non riuscirò a far mia

Che cosa sono i limiti ce ne accorgiamo tutti

è legge inesorabile per i belli e per i brutti.

Di fronte a tutto questo cosa possiamo fare?

O ci mettiamo a piangere o ad autoironizzare

Mi piacerebbe tanto esprimerti il mio amore

con tanto tanto affetto, con tanta convinzione,

ma quando tu mi dici che sono un egoista

non posso fare a meno di dire che hai ragione

E se per caso il limite non è maledizione,

bensì il modo più semplice per non fare il pavone?

Se il limite è un dolore acuto, ma importante,

con cui io imparo a chiedere aiuto a chi ho davanti?

 

 

MA CHI C’HA FATTO FA’

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Un giorno andammo insieme per cacciare

Ma dei Mammut nessuna manifestazione

E questa maledetta glaciazione

Ci ha tolto il nutrimento da mangiare

Ma chi c’ha fatto fa’ de anda’ via dall’Africa

almeno qualche antilope bolliva in pentola

almeno qualche frutto riempiva ‘a tavola

invece adesso solo lattuga e radica

Un giorno ritornando da una caccia

per cinque bocche solo ‘na gallinaccia

Arriva mogliema e botte sul groppone

Dicendo “non se sta a fare il bighellone”

Ma chi c’ha fatto fa’ de anda’ via dall’Africa

almeno qualche antilope bolliva in pentola

almeno qualche frutto riempiva ‘a tavola

invece adesso solo lattuga e radica

Un giorno ritornando all’abitazione

Senza portare niente niente da magnare

Mia moglie mi propone “assaggia ‘n poco

Questa farina che io t’ho cotta ar foco”

Ma chi c’ha fatto fa’ de inizia’ ‘l neolitico

dove sono le donne che han preso il manico?

Prima magnavo carne tutt’a settimana

invece adesso solo polenta e grana

Potevo lavorare un giorno su nove

Spingevo un bel Mammut sotto quel burrone

E invece adesso devo pianta’ nocciole

Arare, seminare, e tutto sotto il sole

Ma chi c’ha fatto fa’ de inizia’ ‘l neolitico

dove sono le donne che han preso il manico?

Prima magnavo carne pe’ ‘na settimana

invece adesso solo polenta e grana

 

Matrimonio 1 maggio 1989

canzone di Luigi Gaudio composta in occasione del suo matrimonio con Enza Barattieri l’1 maggio 1989

I bambini giocano coi sassi

mentre il vecchio carico di corse

alle corse rapide di quelli

piange di ricordi.

Una madre allarga le sue braccia

stringe l petto il frutto del suo amore

mentre il padre tocca la sua pancia

gravida di vita

E noi certi oggi siamo, certi domani

della nostra amicizia

della nostra compagnia al mistero

L’aria tersa e limpida di sole

allontana il pianto della pioggia

mentre non si trovano parole

parla il tuo sorriso.

Non è più soltanto la bellezza

quella che sorprende il nostro cuore.

Ora è la promessa e la certezza

di un eterno amore

E noi certi oggi siamo, certi domani

della nostra amicizia

della nostra compagnia al mistero

Certi oggi siamo, certi domani

della vostra amicizia

della vostra compagnia al mistero

 

 

Media invasion

musica e parole di Luigi Gaudio

 

Non servirà chiudere le orecchie

Non basterà bendare gli occhi, no

Dalla tivù le onde ci verranno

Da un belzebù nascosto saremo

trascinati …

Nelle città deserto e silenzio

Tutto sarà dentro quello schermo

Si parlerà senza stringer mani

Si guarderà colori innaturali.

Trascinati …

Ma fino a che esisterà un uomo

che amerà il proprio vicino

e rimarrà pieno di passioni

nelle città saremo più veri,

Liberàti …

 

Metropoli

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Le gabbie si svuotano, la metropolitana parte

gli sguardi si incrociano, ma a nessuno interessa l’altro.

La grande metropoli inghiotte oramai i suoi figli

che passano le giornáte correndo chissà per dove.

Rit:                      E non esiste più, più nemmeno,

la possibilità di incontrarsi.

E scorrono i giorni, tra lavoro e televisione,

passa anche la domenica, come un lampo in un temporale.:

E suona la sveglia troncando i tuoi sogni sempre,

vorresti dormire ancora, ma non puoi fare a meno di vivere

E non esiste più, più nemmeno,

La possibilità di pensare a sé.

Eppure quello che fai non può essere tutto inutile,

e anche chi hai vicino sono uomini e non numeri,

e forse qualcuno ancora ha qualcosa da far capire a te

ha qualcosa da dire proprio a te.

 

MUZIO (musica e parole di Luigi Gaudio)

Io sono un valoroso legionario

Da poco a Roma è nata la repubblica

E per salvarla dalla forza etrusca

Contro Porsenna le armi abbiamo preso

e io ci metto una mano sul fuoco

che Roma sarà grande e fortunata

che il mondo presto parlerà latino

sotto la nostra forza e autorità

Per questo ho scelto di fare un’azione

Di penetrare dentro il campo etrusco

E di ammazzar l’odiato re Porsenna

Per porre fine a questa dura guerra

e io ci metto una mano sul fuoco

che Roma sarà forte e rispettata

che il mondo presto sarà unito in pace

sotto la nostra forza e autorità

Soltanto che per caso sfortunato

Un medico come il re era vestito

Pertanto il mio coltello acuminato

Nel petto di quel medico ho ficcato

e io ci metto una mano sul fuoco

che Roma sarà nota e fortunata

che il mondo presto parlerà latino

sotto la nostra forza e autorità

Davanti al re Porsenna consegnato

Una mano sul fuoco io ho bruciato

E il re che era gentile e costernato

Mi fece andare via, mi ha liberato

e io ci metto una mano sul fuoco

certo mi son scottato mica poco

però l’antico onore ho preservato

e a Roma quasi intero son tornato     da ra da …….

 

Nascondino

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Un giorno tre amici in un bel giardino

Si misero a giocare a nascondino

Un nascondino un po’ particolare

Perché a giocar no, non eran più persone

 

Con un vestito giallo il primo era un omone

Le altre due senz’altro più piccoline

La terza poi girava intorno alla maggiore

Girava senza sosta girava a tutte le ore

 

Per primo si nascose il ragazzone

Dietro alla più piccola, talmente bene

Che la seconda non riusciva più a vederlo

Come se notte fosse e non più giorno

 

Infine si nascose la piccolina

Proprio mentre la terra illuminava

Era già notte e dopo questa gara

Il buio era più fitto, più fitto di una tana

na na na na na na na ….

Nel sacrificio

parole e musica di Luigi Gaudio – ottobre 1984

DO            SOL                                                FA          DO

Nel cupo tuono,                                            nel lampeggiare,

LAm                SOL                                                          FA

c’è già la fine                                                 di un temporale

DO            SOL                                      FA          DO

Nelle urla cieche                                 e nel dolore

LAm                SOL                                               FA

sta già battendo                                  un nuovo amore.        Eh eh eh eh eh

DO            SOL                                                FA          DO

E nel ricordo                                                  del mio passato

LAm                SOL                                                          FA

c’è già il futuro                                              da me sperato

DO            SOL                                      FA          DO

Nel sacrificio                                        e nel timore

LAm                SOL                                               FA

c’è la ricchezza                                    di un vero amore.        Eh eh eh eh eh

DO            SOL                                                FA          DO

Nella ferita,                                          nel suo dolore,

LAm                SOL                                                          FA

c’è già la cura                                                di questo cuore

DO            SOL                                      FA          DO

E nella lotta,                                        in questa guerra,

LAm                SOL                                               FA

C’è già la pace                                     di questa terra.        Eh eh eh eh eh

Nova Terra

canzone di Luigi Gaudio composta per la scuola Nova Terra di Buccinasco quando era frequentata dal figlio Samuele

Dai dai dai dai vieni con noi

Dai dai dai dai studia con noi

Dai dai dai dai gioca con noi

Dai dai dai dai impara con noi

Il primo giorno che sono venuto

Ero un pochino spaurito e confuso

Ma poi un amico mi ha preso per mano

E mi ha cantato questa canzon

Dai dai dai…

Maestre compagni e la direttrice

Mi chiaman per nome mi ispirano pace

Non sono più solo a iniziare un lavoro

La vita è più bella se non sei da solo

Dai dai dai…

Stendi il braccio e dammi la mano

Non vogliamo andare lontano

Ma fondare una nova terra

Di amicizia, rispetto e bellezza

Dai dai dai…

 

Oltre la nebbia

musica di Luigi Gaudio, parole di Luigi Gaudio e Andrea Bisceglie

 

Cosa importa se la nebbia sembra avvolger tutto

non si scorge alcuna faccia ti attanaglia il freddo.

Cosa importa se l’estate

se n’è andata via

e non vuole ritornare

sembra non esista più.

C’è il sole oltre la nebbia

anche se tu non lo sai

anche se tutto vorrebbe

fartelo dimenticar

e c’è una realtà più grande

più di quanto tu lo vuoi

oltre la nebbia dei pensieri tuoi.

Cosa importa se il tuo sogno sembra ormai svanire

e ti trovi ad un tratto senza più speranze.

Cosa importa se il tuo amore sembra non riuscire

a giocarsi un’altra volta

come tanti anni fa.

C’è il sole oltre la nebbia

anche se tu non lo sai

anche se tutto vorrebbe

fartelo dimenticar

e c’è una realtà più grande

più di quanto tu lo vuoi

oltre la nebbia dei pensieri tuoi.

oltre la nebbia dei pensieri tuoi.

C’è il sole oltre la nebbia

anche se tu non lo sai

anche se tutto vorrebbe

fartelo dimenticar

e c’è una realtà più grande

più di quanto tu lo vuoi

oltre la nebbia dei pensieri tuoi.

oltre la nebbia dei pensieri tuoi.

 

Per le strade – di Luigi Gaudio – gennaio 1981

Intro con armonica: MI  FA#m   SOL#m   FA#m   MI  (due volte)

DO#m                                SI                          MI                             LA

Per le strade della storia                              ho incontrato una risposta

MI                                FA#m                         SOL#m                     FA#m

E ho capito l’illusione                                   di una vita senza nome

MI               FA#m                    SOL#m                        FA#m

Fa’ cantare la mia mano                    tu che vieni da lontano

Stringi forte il mio cuore                   tu che vieni con amore

DO#m                                SI                          MI                             LA

Sulla testa delle case                                    sta volando un aquilone

MI                                FA#m                         SOL#m                     FA#m

E mi sento più sincero                                 quando è libero il mio cuore

MI               FA#m                    SOL#m                        FA#m

Fa’ sognare il mio pensiero               tu che vieni in braccio al cielo

Stringi forte la mia persona               tu che vieni senza paura      armonica

DO#m                                SI                          MI                             LA

Sopra i tetti della gente                     si è librata una colomba

MI                                FA#m                         SOL#m                     FA#m

Stan cercando di ammazzarla                     ma non possono afferrarla

MI               FA#m                    SOL#m                        FA#m

Fa’ cantare la mia mano                    tu che vieni da lontano

Stringi forte il mio cuore                   tu che vieni con amore

Fa’ sognare il mio pensiero               tu che vieni in braccio al cielo

Stringi forte la mia persona               tu che vieni senza paura     armonica

 

PIÙ IN LÀ

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Canzone liberamente ispirata dalla poesia “L’agave sullo scoglio”  di Eugenio Montale

Sotto l’azzurro fitto del cielo

qualche uccello di mare se ne va

Né sosta mai perché tutte le immagini

portano scritto più in là

Più in là, più in là, più in là

Più in là, più in là, più in là

Perché anche l’amore non ti dà una continua felicità?

Perché quella montagna è grande

ma dopo una cima un’altra è là?

Più in là, più in là, più in là

Più in là, più in là, più in là

Perché questa canzone è bella

ma la sua bellezza una fine ha?

Perché questa musica da sola si fa?

Perché non so guidarla? Chi lo sa?

Più in là, più in là, più in là

Più in là, più in là, più in là

 

 

Popolo

(musica e parole di Luigi Gaudio)

 

Tutto intorno a noi sembra dire che

Non esiste più un’umanità

Questo sembra ma

 

Siamo un popolo che cammina già

Che combatte già per l’ umanità

 

Tutto intorno a noi sembra dire che

Non esiste più vera libertà

Questo sembra ma

 

Siamo un popolo che cammina già

Che combatte già per la libertà

 

Tutto intorno a noi sembra dire che

Non esiste più una verità

Questo sembra ma

 

Siamo un popolo che cammina già

Che combatte già per la verità

 

Siamo un popolo che cammina già

Che combatte già per l’ umanità

 

Preghiera di sera

parole e musica di Luigi Gaudio – maggio 1979

(arm.)DO            MIm    FA                      SOL4 SOL            DO            MIm                FA                        SOL4 SOL

Sto ancora su,                non ho voglia di dormire         aspetto un po’,               troppe cose devo dire

REm                SOL                         LAm                            FA

Sono un po’ giù,                          è un momento che non gira

REm      SOL                     LAm                       FA                                 DO

Mi servi tu                      per capire la mia vita, per capire la mia vita

DO                             MIm FA                           SOL4 SOL

Ma che strano tempo fa, strano come i  miei pensieri

DO                                  MIm        FA                           SOL4 SOL

È da un po’ di giorni in qua     che sono sempre neri

REm       SOL                    LAm                            FA

Ho letto sai,                    ma neppure son capace

REm                SOL                          LAm                             FA                                       DO

Quanti chiodi hai?                      Com’è dura questa croce! Com’è dura questa croce! (armon.)

DO                   MIm         FA                           SOL4 SOL

Sto pensando che        il tuo amore mi ha salvato,

DO                   MIm         FA                           SOL4 SOL

anche se sembrava che anche Dio ti avesse lasciato

REm                SOL                         LAm                            FA

Che gusto c’è?                             Continuare questa vita

REm                        SOL                 LAm                            FA                                 DO

troppo spesso senza te                           troppo spesso smarrita, troppo spesso smarrita?

DO                            MIm              FA                           SOL4 SOL

Ma il tuo volto ferito                 fa svanire il mio dolore

DO                                  MIm        FA                           SOL4 SOL

e il tuo corpo colpito                 mi rinvigorisce il cuore

REm   SOL LAm                            FA REm     SOL LAm                        FA                               DO (arm.)

Aiutami     a scacciare questa noia. Proteggimi dalla facile non-voglia, dalla facile non voglia.

DO           MIm FA                      SOL4 SOL     DO      MIm   FA                   SOL4 SOL

Mi butto giù, ora ho un sonno da morire. Mi guardi tu come se volessi dire:

REm   SOL    LAm                           FA    REm   SOL    LAm                           FA                                 DO(arm.)

“Riposati e abbandona la tua ansia. Rilassati, apri il cuore alla speranza, apri il cuore alla speranza

Prima che…

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Prima che il vento diventi pioggia

Prima che la pioggia diventi grandine

Tendi la mano a chi te la offre

Tendi la mano a chi ti riparerà

Prima che la sera diventi notte

E che la notte non torni giorno

Mettiti insieme a chi non è mai solo

Mettiti insieme a chi ti illuminerà

Prima che la brina diventi neve

Prima che la neve diventi ghiaccio

Cerca qualcuno che ti sta cercando

Cerca qualcuno che ti scalderà

 

 

Santo – di Luigi Gaudio

RE                                         SOL     RE                LA   RE

Santo, santo santo è il Signore, Dio dell’universo

RE                                         SOL     RE                LA   RE

Santo, santo santo è il Signore, Dio dell’universo (a due voci)

MIm           DO               RE                        SOL

I cieli e la terra      sono pieni della tua gloria

RE                                                 SOL   RE                LA   RE

Osanna, Osanna, Osanna nell’alto, nell’alto dei cieli

RE                                                 SOL   RE                LA   RE

Osanna, Osanna, Osanna nell’alto, nell’alto dei cieli (a due voci)

MIm           DO                RE                        SOL

Benedetto colui      che viene nel nome del Signore

RE                                         SOL     RE                LA   RE

Santo, santo santo è il Signore, Dio dell’universo

RE                                         SOL     RE                LA   RE

Santo, santo santo è il Signore, Dio dell’universo (a due voci)

RE                                                 SOL   RE                LA   RE

Osanna, Osanna, Osanna nell’alto, nell’alto dei cieli

RE                                                 SOL   RE                LA   RE

Osanna, Osanna, Osanna nell’alto, nell’alto dei cieli (a due voci)

 

Scoperte

parole e musica di Luigi Gaudio – aprile 1978

LA/MI      SOL/MI           LA/MI    SOL/MI   LA/MI      SOL/MI    LA/MI    SOL/MI

Questa è l’acqua,           che l’uomo beve   che lava l’uomo     da ogni male

FA/MI     SOL/MI            FA/MI   SOL/MI   LA

Questa è l’acqua            dono di    Dio

LA/MI      SOL/MI           LA/MI    SOL/MI   LA/MI    SOL/MI   LA/MI  SOL/MI

Questo è il pane             che nutre l’uomo  che ciba l’uomo         del suo sapore

FA/MI     SOL/MI            FA/MI   SOL/MI   LA

Questo è il pane             corpo di    Cristo

LA/MI      SOL/MI           LA/MI    SOL/MI   LA/MI      SOL/MI    LA/MI    SOL/MI

Questo è il vino,             che l’uomo beve  e si dimentica          dei suoi dolori

FA/MI     SOL/MI            FA/MI   SOL/MI   LA

Questo è il vino              sangue di Cristo

LA/MI      SOL/MI   LA/MI    SOL/MI   LA/MI    SOL/MI

Questo è l’agnello immacolato che l’uomo uccide

LA/MI                SOL/MI                      FA/MI     SOL/MI            FA/MI   SOL/MI   LA

se ne sazia la sua brama.         Questo è l’agnello          morte di    Cristo

 

LA/MI      SOL/MI           LA/MI    SOL/MI   LA/MI      SOL/MI    LA/MI    SOL/MI

Questo è l’uomo,           coi suoi peccati,   coi suoi difetti,       con i suoi amori

FA/MI     SOL/MI            FA/MI   SOL/MI   LA

Questo è l’uomo            fratello di    Cristo

LA/MI      SOL/MI           LA/MI    SOL/MI   LA/MI                 SOL/MI

Questo è il Signore,       il redentore,         che è morto ed è risorto

LA/MI                SOL/MI                      FA/MI     SOL/MI            FA/MI   SOL/MI   LA

per provarci il suo amore.       Ci ha detto tutti             figlio di Dio

 

 

SICHEO

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Sono Sicheo, faccio il mercante

Ne ho visitate di città

Ho fatto viaggi, creato porti

E ho conosciuto civiltà

ma combattono combattono

poi si uccidono, si abbattono

mentre noi, qua dietro al Monte Libano

portiamo avanti commercio e civiltà

Un giorno mentre stringevo un patto

Pensai che era meglio per iscritto

Ma non con quella astrusa scrittura

Usata dagli scribi dell’Egitto

e combattono combattono

poi si uccidono, si annientano

mentre noi, qua dietro al Monte Libano

dell’alfabeto le lettere inventiam

Ed anche i greci ce l’hanno con noi

Forse per i traffici e i commerci

O forse sono un poco invidiosi

Che l’alfabeto l’abbiam fatto noi

e combattono combattono

poi si alleano e si tradiscono

mentre noi, qua dietro al Monte Libano

dell’alfabeto i caratteri inventiam

e combattono combattono

poi si uccidono, si squartano

mentre noi, qua dietro al Monte Libano

portiamo avanti commercio e civiltà

portiamo avanti progresso e civiltà

Signor professore

prima canzone di Luigi Gaudio composta nel novembre 1977 (a sedici anni e mezzo)

LAm              MIm        LAm              MIm   FA                    LAm    FA     LAm MIm  LAm

Signor professore, padre della scienza, maestro di cultura, ma di quale cultura?

LAm                 MIm     LAm                      MIm

Lei è un progressista, un professore democratico,

FA                     LAm   FA                   LAm  MIm        LAm  MIm

iscritto al sindacato, nelle liste di partito,            di partito

LAm                                MIm           LAm                         MIm

Lei è uno schiavo della moda,     lei è un automa del progresso

FA                                   LAm                  FA                              LAm

Ma il suo più grande sbaglio è che     vuol far diventare automi

MIm               LAm               MIm

anche noi      anche noi      anche noi

LAm              MIm                 LAm              MIm

Si fa un gran parlare          di pace e di democrazia

FA                    LAm   FA                               LAm                             MIm   LAm  MIm

Eppure solo adesso c’è il rischio di una guerra che tutti porti via con sé    (armonica)

LAm              MIm                 LAm              MIm

Si fa un gran parlare          di giustizia e di libertà

FA                              LAm   FA                    LAm  MIm   LAm  MIm

Eppure è proprio adesso che esse sono negate

LAm                             MIm                LAm                      MIm

C’è come un cancro, una malattia, da cui è difficile fuggire via

FA                    LAm                                       FA                        LAm

È quella di credere che nell’uomo         non ci sia male, non ci sia peccato

MIm                           LAm                                  MIm               LAm

È quella del borghese, è quella del compagno, è quella del ministro, di tutti

(armonica)

SINUHE (musica e parole di Luigi Gaudio)

Canzone liberamente ispirata dal libro “Sinuhe l’egiziano”  di Mika Waltari e dall’omonimo film

Un giorno sulla riva del Nilo

Son nato io da un abile artigiano

Ma un artigiano un po’ particolare

Che non aggiusta vasi ma persone

Mi chiamo Sinuhe / e faccio il medico

Le teste trapano / con fare serio

per la mia abilità

ed il mio merito

svolgo un incarico

di qualità

Nel nostro straordinario paese

Abbiamo raggiunto un grado d’ istruzione

In chirurgia, nell’odontoiatria

E anzitutto nella mummificazione

Mi chiamo Sinuhe…

Nel nostro straordinario paese

Abbiam perfezionato la scrittura

Abbiamo costruito in altri tempi

Piramidi, obelischi e tanti templi

Mi chiamo Sinuhe…

Un giorno il faraone mi ha chiamato

Per affrontare un caso disperato

Ma se suo figlio non sarà guarito

Sarò davanti al popolo punito

Mi chiamo Sinuhe

e faccio il medico

Le teste trapano

con fare serio

per la mia abilità

ed il mio merito

rischio la pelle

quasi ogni dì

SPARTACO

(musica e parole di Luigi Gaudio)

Sono uno schiavo proveniente dalla Tracia

Son giunto a Capua per esser gladiatore

Allora coi compagni ho organizzato

Una rivolta per poter tornare a casa

ma nun ce sta niente ’a fa cu sti Romani

certo se sono un poco imborghesiti

ma il loro esercito forte ed attrezzato

è ancora troppo grande e organizzato

Semo trattati peggio dei maiali

Noi non possiam sposarci né figliare

Noi siamo oggetti in mano dei romani

Per soddisfare il gusto del sangue

ma nun ce sta niente ’a fa cu sti Romani

certo se sono un poco rammolliti

ma il loro impero saldo ed ordinato

è ancora troppo vasto e regolato

Malgrado tutto abbiam fatto faville

E di vittorie ne abbiam vinte mille

Passando per città e per borgate

Le nostre schiere si son rimpinguate

ma nun ce sta niente ’a fa cu sti Romani…

Ce so’ volute ben dieci legioni

Con Crasso a capo quel grande riccone

Ma l’ho venduta cara questa pelle

Ed il mio gesto si saprà per sempre

ma nun ce sta niente ’a fa cu sti Romani

e i miei compagni tutt’e seimila

saranno messi in croce sulla via

come usan fare questi oppressori

 

SUL MAR

Testo di Luigi Gaudio su una musica di Dario Lanzi e Pierluca Polelli

Guardo sul mar il sole tramontar

E davanti a me una scia di luce

E si alternano lungo la scia

Riflessi di luce e buchi di blu

Ma comunque verso il sole

Il cammino continuerà

Guardo sul mar tornare il pescator

Carico di pesci, salsedine e sudor

Con il pericolo di non tornare

E di perdere la vita in mar

Ma è sempre meglio non rinunciare

A rischiar se stessi e quel che si ha

Guardo sul mar gabbiani volteggiar

Con le ali tese li vedo avvicinar

E invidio il loro volo

E invidio la loro libertà

Ma son certo che, a suo modo,

anche l’uomo libero potrà volar

 

 

TADDEO (musica e parole di Luigi Gaudio)

Mi chiamo Taddeo, e sono un ebreo

Un mio avo ha combattuto con gli Assiri

Ma erano troppi e troppo addestrati

Così gli Ebrei son stati sterminati

Però gli Assiri non capivan niente

Terrorizzavano tutta la gente

mozzavan qualche testa ogni tanto

e tutto questo era per loro un vanto

Poi sono arrivati i Babilonesi

Eredi di una grande tradizione

Esperti in scrittura ed astrologia

Diritto, leggi ed astronomia però

I Babilonesi non capivan niente

ed esiliavano tutta la gente

così che il popolo si lamentava

perché lontano dalla patria stava

E dopo sono giunti perfino i Persiani

Sicuramente molto più evoluti

Perché hanno ideato la satrapia

E poi credevano nella magia

ma anche i persiani non capivan niente

loro tassavano tutta la gente

e invece di investire quel tesoro

se lo tenevano tutto per loro

E infine è arrivato Alessandro Magno

Con un’ armata grande e micidiale

Portando una lingua ed una cultura

E il sogno di un impero universale

Ma anche i greci non capiscon niente

Si senton superiori all’altra gente

ed hanno fede in esseri divini

con i difetti e i pregi degli umani              Da ra ta…

 

UN’ IDEA NON USATA

(musica e parole di Luigi gaudio)

Una chitarra in mano, una luce smorzata

una carta, una penna, un’idea non usata.

I ricordi di un tempo fanno sempre canzoni

le scoperte, le esperienze, le mille delusioni.

La mia vita di allora, le amicizie da ragazzi

poi la sera da solo una noia da pazzi

e il rimorso incalzante delle gioie mancate

e di passioni provate solo per un istante.

Poi finiva la notte, era ancora mattino

quella nausea strana di staccarsi dal cuscino

come un grembo materno, consueto calmante

dell’angoscia e del vuoto che mi portava ogni istante di vita.

Sempre la stessa strada, i medesimi viali

e a scuola sempre i volti degli amici usuali.

L’amicizia è un bene che si perde con gli anni,

sempre che essa non sia legata

da ciò che gli anni non possono rompere.

Una chitarra in mano, una luce smorzata

poche righe per dire un’idea non usata

e una vita con tanti dubbi e con qualche amarezza

ma una vita che tutto sommato ha una certezza.

 

Un raggio di luce

parole e musica di Luigi Gaudio (agosto 1979)

RE           SIm   MIm       LA4 LA                  RE      SIm   MIm       LA4 LA

Ho incontrato lungo il cammino             l’innocenza di un bambino

RE       RE/DO#m  RE/SIm   SOL    ↓   MIm       LA4 LA

dormendo insieme con l’Amore            vestito di bianco

RE       SIm   MIm       LA4 LA                      RE         SIm   MIm       LA4 LA

Ho lasciato i miei progetti            nei cespugli e fra gli insetti

RE       RE/DO#m  RE/SIm   SOL    ↓   MIm       LA4 LA

gettando        via         il dolore                 fra i rami d’acanto

FA#                          Sim                    MI                      LA4 LA

E viscida e perfida stava               nel bosco una palude

FA#                          Sim                    MI                      LA4 LA

Ma per superarla bastava            guardare verso la luce

RE           SIm   MIm       LA4 LA                  RE      SIm   MIm       LA4 LA

Ho attraversato fiumi di miele               in mezzo a tane di mille fiere

RE       RE/DO#m  RE/SIm   SOL    ↓   MIm       LA4 LA

lasciando per strada la paura                  tra le rive

RE       SIm   MIm       LA4 LA                      RE         SIm   MIm       LA4 LA

Ho camminato fra i macigni,                    fra gli ostacoli maligni,

RE       RE/DO#m  RE/SIm   SOL    ↓   MIm       LA4 LA

ma sono giunto nella radura                   di chi vive

FA#                          Sim                    MI                      LA4 LA

Nel prato splendeva dall’alto      verso una foce

FA#                          Sim                    MI                      LA4 LA

come il segno di un altro              un raggio di luce

FA#                          Sim                    MI                      LA4 LA

…..                                                       un raggio di luce

 

 

Una leggenda pell’erossa

parole e musica di Luigi Gaudio – ottobre 1983

DO                   REm                          SOL                      DO

C’era un tempo un gran cacciatore                       che abitava i paesi dell’est

LA7                   REm    FAm             DO            SOL            DO

e che vide arrivare un brutto giorno                     un grazioso serpente dal mar

DO                   REm                               SOL                      DO

Era piccolo e tutto splendente                   ed aveva un aspetto invitante

LA7                   REm    FAm         DO            SOL            DO

Così il gran cacciatore credendolo amico gli donò la sua preda per mangiar     (strum)

DO                   REm                          SOL                      DO

Ma col tempo il serpente grazioso                        diventava più grosso e affamato

LA7                   REm    FAm             DO            SOL            DO

E così il cacciatore per tenerselo buono               gli donò quel che aveva da mangiar

DO                   REm                               SOL                      DO

Ma il serpente era tanto affamato che nessun animale lo saziava

LA7                   REm    FAm         DO            SOL            DO

Ed allor quasi senza che lui si difendesse prese il gran cacciatore e lo mangiò   (strum)

DO                   REm                          SOL                      DO

Ora non c’è più alcun cacciatore                           ed alcun animale nell’est

LA7                   REm    FAm             DO            SOL            DO

Non c’è più il grande spirito nel vento                 non c’è più un solo senso nelle parole

DO                   REm                               SOL                      DO

C’è soltanto il grande serpente                  che più mangia e più fame ha

LA7                   REm    FAm         DO            SOL            DO

Ed il suo grande spirito è il denaro            niente ferma la sua avidità     (strum)

 

 

Una storia

parole e musica di Luigi Gaudio – giugno 1978

MIm                  RE                               MIm                      RE

È venduta la mia vita                       sopra i cigli della strada

DO                  SOL                                 RE4   RE

È comprata dalla paura                   e dall’apatia

MIm                  RE                               MIm                      RE

Uno studio senza senso                  una compagnia di vuoto

DO                  SOL                                 RE4   RE

Degli amici per perder tempo        senz’allegria

DO      SOL             RE                DO      SOL             RE

Dove si può ricominciare?              Dov’è possibile sperare?

DO      SOL          RE                   SIb     DO                RE

Dove potere costruire la mia vita senza pensare ogni momento che è finita (arm. sol)

MIm                      RE                 MIm            RE

Le giornate intere a fare niente     a vedere lavorare l’altra gente

DO                  SOL                              RE4   RE

e i minuti inutilmente                     gettati via

MIm                  RE                               MIm                      RE

Senza casa, senza cuore,                 senza un briciolo d’amore

DO                  SOL                                 RE4   RE

Basta un bacio per a tua bella        e così sia

DO      SOL             RE                DO      SOL             RE

Dove si può ancora amare?            Dov’è possibile giocare?

DO      SOL          RE                   SIb     DO                RE

Dove potere costruire la mia vita senza pensare ogni momento che è finita (arm. sol)

MIm                  RE                               MIm                      RE

Basta solo un po’ di fantasia           e la voglia di lasciar tutto e andare via

DO                        SOL                      RE4   RE

Per abbandonare il vecchio            e l’apatia

MIm                  RE                               MIm                      RE

Nuovi volti che ti ispirano passione, un incontro con persone

DO                  SOL                               RE4   RE

Il contatto con la gente                   in comunione

DO      SOL           RE                                    DO          SOL             RE

Ma è possibile ricominciare            a sperare, a giocare, ad amare … e un luogo

DO      SOL          RE                   SIb     DO                RE

dove potere costruire la mia vita senza pensare ogni momento che è finita?

DO      SOL          RE                   SIb     DO                RE

(armonica in sol)                               Ed una vita nuova entra dentro me

Vita quotidiana – di Luigi Gaudio – febbraio 1981

Intro: DO  DO7+  DO  DO7+  DO  DO7+  DO  DO7+  DO

FA                SOL          DO                             FA                SOL          DO

Le nuvole sono fuggite via                          il sole dietro i tetti sta sorgendo

FA                SOL              DO    ↓    MI       LAm    FA      SOL        DO

E forse solo adesso sulla via                        la vita quotidiana sta iniziando

FA                SOL          DO                              FA                SOL          DO

Le facce della gente che angosciate contano i loro passi verso il tram

FA                SOL              DO    ↓    MI       LAm    FA      SOL        DO

E il freddo che fa sospirar l’estate    mi gettan cruda in faccia la realtà (arm)

FA                SOL          DO                             FA                SOL          DO

Il rumoroso ritmo che mi prende               è rotto solamente quando cerco

FA                SOL              DO    ↓    MI       LAm    FA      SOL        DO

Di non farmi rapire dalle cose                     ma di cercare il loro perché

FA                SOL          DO                              FA                SOL          DO

E certamente qualche mio compagno sta aspettando solo qualche gesto

FA                SOL              DO    ↓    MI       LAm    FA      SOL        DO

Qualche parola o qualche intuizione che gli faccia capir di che ha bisogno

(arm) LA  RE

SOL                LA          RE                               SOL                LA          RE

Come è facile fare degli schemi                  in cui incasellare tutti gli altri

SOL                LA          RE    ↓    FA#       SIm         SOL        LA            RE

Senza poter conoscerne uno solo              poiché conoscere vuol dire amare

SOL                LA          RE                               SOL                LA          RE

Pensieri vaghi affiorano ogni tanto         pensieri vaghi affollano la mente

SOL                LA          RE    ↓    FA#       SIm         SOL        LA            RE

Ricordano che io non posso dare      come se non avessi avuto niente

Ricordano che io non posso dare      come se non avessi avuto niente

ZIO VANIA (musica e parole di Luigi Gaudio)

Canzone liberamente ispirata dal libro “Il più grande uomo scimmia del pleistocene” ed. Adelphi-La Nuova Italia

Caro figliolo oggi ho concepito

Un nuovo metodo per comunicare

Ed è il linguaggio che ti sto insegnando

E che ai tuoi figli anche tu potrai insegnare

Papà papà lo sai che Zio Vanja

usa soltanto i gesti e i movimenti

e che se proprio / deve fàrsi capire

lo fa senza impiegare le parole                                         Papà papà …

Caro figliolo oggi ho rintracciato

Un luogo molto molto ospitale

Questa è una grotta ampia ed accogliente

Che ci farà campare ottimamente

Papà papà lo sai che lo Zio Vanja

vuole restare sempre sopra gli alberi

non vuole viver dentro ad un riparo

perché il suo ramo ormai gli è troppo caro    Papà papà …

Caro figliolo oggi ho escogitato

Un espediente per procurarci il fuoco

E soprattutto per conservarlo bene

E per far sì che non si spenga dopo

Papà papà lo sai che lo Zio Vanja

vorrebbe fare a meno del tuo fuoco

dice che lui mangia solo carne cruda

e poi non vuol cambiare neanche un poco    Papà papà …

Caro figliolo oggi ho fabbricato

Uno strumento molto raffinato

Questa è una pietra che se scheggiar saprai

Molto più aguzza e forte diverrà

Papà papà lo sai che lo Zio Vanja

dice che non si deve alterare

quello che la natura ha stabilito

per non destare uno spirito stizzito                                Papà papà …

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