Messico

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

Ricerca di geografia di Silvia Sorrentino

Scuola media

Il Messico

Superficie: 1 958 201 kmq

Popolazione: 103 460 000

Densità: 5,3 ab./kmq

 

Ordinamento: repubblica federale

Capitale: Città del Messico

Moneta: peso messicano

Lingua: spagnolo, idiomi amerindi

Religione: cattolici

 

POSIZIONI E CONFINI

Il Messico si trova nell’America Centrale, confinando a Nord con gli Stati Uniti, a Est è bagnata dall’Oceano Atlantico, confina a Sud con il Guatemala e il Belize ed infine è bagnata a Ovest dall’Oceano Pacifico.

 

ASPETTO FISICO E CLIMA

Il Messico è prevalentemente montuoso, è infatti costituito da una

serie di catene montuose chiamate “sierre” e si sviluppano parallelamente alle coste. Esse sono affiancate da una pianura costiera sul lato atlantico, mentre su quello pacifico scendono a precipizio o a gradoni, quindi rocciose.

Altra caratteristica del Messico è la “mesa”, l’Altopiano del Messico che si estende fra la Sierra Madre Orientale e quella Occidentale.

Al confine con gli Stati Uniti, scorre il Rio Grande: uno dei pochi fiumi importanti di tutta l’America Centrale, solitamente a regime irregolare e interrotti da cascate. All’interno degli altipiani, diversi bacini lacustri si alternano come quello di Chapala.

Il clima è generalmente tropicale, con umidità e alte temperature, particolarmente arido nelle aree desertiche o steppiche del Nord dello Stato.

 

POPOLAZIONE E CITTA’

La popolazione messicana è costituita da 103 460 000 abitanti, il cui 60% Meticci (coloro che sono nati da un bianco europeo e un amerindo) e il 30% di Amerindi, nativi del posto. Entrambe le etnie praticano prevalentemente la religione cattolica, diffusasi durante il periodo della colonizzazione.

Il Messico ha subito, come tanti altri stati, un aumento demografico elevato: dai 30 milioni ai 100 attuali. Contemporaneamente si è ingrandita anche la capitale, testimonianza del forte squilibrio urbanistico. Città del Messico, infatti, è prevalentemente urbana (genericamente i ¾ della popolazione abita le città), ma ci sono contrasti fra il ricco centro e la periferia costituita da baracche. Città del Messico, fra ricchezza e povertà, si candida fra le città più popolose del mondo con centri politici, della finanza ed economia. Guadalajara è, invece, un importante centro industriale, mentre Veracruz è la più antica città coloniale e porto principale dello Stato ed infine Acapulco è un centro turistico, conosciuta come località balneare.

 

ATTIVITA’ ECONOMICHE

La privatizzazione delle imprese statali, l’aumento dei commerci con gli Stati Uniti (80%), Unione Europea, Brasile e Cile, hanno portato a un incremento del PIL e un conseguente maggior benessere dello Stato.

Il Messico gode di importanti materie prime: è ricca di giacimenti di idrocarburi nel Golfo del Messico e nel sottosuolo produzioni di argento e piombo.

In agricoltura prevalgono produzioni di mais e fagioli (consumo interno), mentre per l’esportazione si coltivano piante industriali tessili, caffè, banane, cacao e canna da zucchero.

Il settore secondario (26%) ha sviluppato le industrie siderurgiche, petrolchimiche e meccaniche, nonostante sia diversificata in molti campi. Una delle novità sono le maquiladoras, cioè fabbriche che assemblano componenti elettriche, meccaniche o tessili.

Il settore terziario (56%) è poco sviluppato rispetto ad altri stati e si basa principalmente sul turismo.

 

PROBLEMI ED INFORMAZIONI PECULIARI DELLO STATO

Il Messico è una repubblica federale di tipo presidenziale formata dal Distretto federale della capitale (Città del Messico) e da 31 stati. Solo negli ultimi anni, dopo una profonda crisi, lo Stato sta iniziando a modernizzarsi con riforme in campo sociale, economico e politico. Purtroppo però, esistono tuttora: lo squilibrio evidente fra ricchi e poveri, l’impoverimento dei contadini e la diffusione della criminalità. Molti cittadini messicani si sono trasferiti negli Stati Uniti, ma non regolarmente. La maggior parte della povertà colpisce le comunità indigene e si è voluto tutelarle con la Ley Indigena (2001) che lascia maggior autonomia agli Stati in cui esse sono presenti.

Se prima il Messico politicamente era legato agli Stati Uniti, ora lo è per commercio: insieme al Canada, infatti, i tre stati hanno dato inizio a un progetto di libero scambio costituendo la NAFTA.

E così mantiene ancora contatti con gli antichi stati che lo governavano; il Messico, infatti, diventa indipendente nel 1821 combattendo una guerra contro la Spagna che l’aveva colonizzato nel 1513 con Hernàn Cortès e i suoi conquistadores. All’epoca lo stato era abitato dalle civiltà precolombiane (Mayas e Aztecas) che vennero sottomesse e combattute con le armi, fino ad arrivare alla situazione attuale di pochi gruppi di amerindi sparsi.

Dopo l’indipendenza, però, il Messico rimane instabile socialmente e politicamente. Attorno al 1876 scoppiarono diverse rivolte nel territorio e quell’anno Diaz attuò un colpo di Stato dando inizio a guerriglie rivoluzionarie guidate da Emiliano Zappata e Pancho Villa.

Nel secolo successivo, precisamente nel 1938, nacque il Messico moderno, caratterizzato dalla riforma agraria e dalla nazionalizzazione dei comparti produttivi. Nonostante tutto, però, ancora oggi si trova in una situazione non florida che nemmeno i diversi governi succedutesi hanno saputo risolvere.

Pubblicità

Un pensiero riguardo “Messico

I commenti sono chiusi

shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: