MORTE DI SARDANAPOLO – Eugene Delacroix

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Morte di Sardanapolo (1827)



    Reazioni: crea grande scandalo quando la presenta al Salon; ci si chiede il perché di tanta violenza inaudita. I critici lo accusano anche di non aver rispettato nessuna regola compositiva.
    Fonti letterarie: Lord Byron scrisse del re assiro Sardanapolo, riprendendo a sua volta da Diodoro Siculo. Racconta in un libro la vita disastrosa di questo re, rovinosa pur dentro un’immensa ricchezza. Muore nell’incendio che appicca lui stesso alla sua casa, a tutti i suoi beni che non lo soddisfano e di cui si vuole sbarazzare. Così distrugge tutti i suoi averi, fa uccidere i suoi schiavi, i suoi cavalli, le sue concubine. Ma, come esprime il dipinto, neanche questa purificazione dal lusso riesce a soddisfarlo.
    Impostazione della scena: Delacriox sceglie di rappresentare il momento di inaudita violenza prima dell’incendio. La scena non segue le regole della composizione classica: rinuncia alla prospettiva e non ritroviamo il solito ordine compositivo, l’essenzialità, la semplicità dettate da Winckelmann. La scena invece è volutamente disordinata, costruita su diagonali per riversare il contenuto del dipinto davanti allo spettatore. Ad occuparla interamente è un intreccio confuso di corpi e di oggetti, di azioni raggruppabili che accadono simultaneamente e che si accumulano in prossimità dello spettatore, occupando tutto lo spazio. Il grande impatto emotivo davanti a questa tragedia collettiva si arresta un momento davanti all’immobilità pensosa del re, disteso sul letto avvolto da un bianco panneggio. Osserva tutta la scena in un silenzio agghiacciante.
    Disegno: il disegno e il contorno delle figure va perdendosi.
    Colore: Delacroix usa qui fortissimi accostamenti cromatici, pur usando solo pochi colori significativi: il bianco, il rosso e il nero accrescono l’impatto emotivo della scena. Il rosso come colore acceso violento (in quanto ricorda il sangue), il candido bianco delle pelli femminili o invece fortemente contrapposto al nero della pelle degli schiavi e alla tenebra delle zone in ombra.

    Commento: perché ha scelto proprio questa scena da rappresentare? Nel Romanticismo è fondamentale la scelta del soggetto, perché cambiare soggetto significa far entrare nuove tematiche nell’arte. Sardanapolo era un uomo che compie un gesto estremo (anche folle) perché spinto da un desiderio insanabile di soddisfazione. Nessuna cosa al mondo di cui si è riempito la vita lo ha reso felice, o solamente per breve tempo. Nuove tematiche che introduce: la vita vera dell’uomo e le sue contraddizioni, la ricerca della soddisfazione, della felicità. A Delacroix sta molto a cuore la domanda: per che cosa spendere la vita?
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