Mosaici di San Marco a Venezia

All’esterno della basilica, nel nartece, si trovano dei mosaici che hanno per soggetto le storie dell’antico testamento, a partire dalla genesi. Questi mosaici sono stati realizzati da maestri veneziani del XIII secolo (1200). All’interno della basilica, invece i mosaici hanno come soggetto tutto il nuovo testamento, a partire dall’albero di Jesse, la discendenza cioè della stirpe di David, che condurrà dopo molte generazioni a Maria, mosaico posto nel braccio laterale sinistro. I mosaici dell’interno della basilica sono prevalentemente di scuola bizantina. I più antichi risalgono all’XI secolo, ma ve ne sono alcuni anche del XIX secolo. Quando infatti un mosaico si deteriorava, non era restaurato, ma sostituto da uno contemporaneo. Il mosaico diventa il linguaggio artistico della basilica, e perfino grandi pittori di “pale”, come Tiziano, Tintoretto e Tiepolo, quando sono a Venezia realizzano mosaici. I “Pinakes” sono ritratti ieratici che si trovano sulle pareti laterali della navata centrale. A destra vi è Maria, con i profeti dell’Antico Testamento che l’hanno preannunziata, a sinistra l’Emanuele con i profeti che hanno previsto la venuta del Cristo. Molto importante è anche l’Ancona della Passione, che separa la navata dal presbiterio. Le tre cupole della basilica sono dedicate alla Pentecoste, all’Ascensione, festa importantissima peri veneziani, e all’Emanuele (poco visibile dai fedeli, in quanto proprio sopra il presbiterio. Dio Padre che interviene nella storia è sempre rappresentato per mezzo di una l’unetta.  Molti sono gli elementi di questa basilica provenienti dalla cultura orientale e greca. Ad esempio lo sfondo oro è prevalente nell’arte bizantina. Molte scritte sono in greco, come il simbolo di Maria definita “madre di Dio” e “odighitria” perché indica Cristo. L’iconografia è distinta rispetto a quella occidentale. L’annuncio a Maria, per esempio avviene mentre lei va al pozzo, non mentre è in casa a Nazareth. Rilevante l’ “anastasis”, cioè la discesa di Cristo agli inferi per liberare le anime dei patriarchi e profeti dal Limbo.