
Mario Luzi
27 Gennaio 2019
Salvatore Quasimodo
27 Gennaio 2019Testo e Analisi della poesia Nell’imminenza dei quarant’anni di Mario Luzi

🎓 Introduzione
Questa poesia è tratta dalla raccolta poetica Onore del vero del 1957, e rappresenta una sorta di bilancio della vita nel mezzo del cammino, un bilancio, però, non intimistico, anzi aperto alla condivisione delle proprie esperienze con tutta l’umanità
Nell’imminenza dei quarant’anni (testo della poesia)
Il pensiero mi insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d’altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.
Sono tra poco quarant’anni d’ansia,5
d’uggia, d’ilarità improvvise, rapide
com’è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni 10
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L’albero di dolore scuote i rami…
Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l’opera
che si compie ciascuno e tutti insieme 15
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d’incontri effimeri e di perdite
o d’amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido. 20
E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l’eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora. 25
ANALISI DEL TESTO
La poesia “Nell’imminenza dei quarant’anni” di Mario Luzi , tratta dalla raccolta “Onore del vero” (1957) , rappresenta un momento di profonda riflessione esistenziale e spirituale. Non si tratta di una confessione intima e chiusa, ma di una meditazione aperta, rivolta all’intera umanità, su ciò che è stato vissuto e su ciò che ancora attende chi cammina nel tempo.
Vediamo qui un’analisi dettagliata della poesia:
📝 Struttura e organizzazione
La poesia è suddivisa in tre strofe irregolari , con versi liberi e ritmo cadenzato, tipico dello stile maturo di Luzi. Il tono è solenne, quasi liturgico, e il linguaggio poetico si mantiene sobrio ma carico di significati universali.
🧠 Temi principali
1. Il bilancio esistenziale
Luzi scrive nell’imminenza dei suoi quarant’anni, un momento simbolico: l’età di mezzo, come in Dante, in cui ci si ferma a fare i conti con la propria vita. Non si tratta però di un bilancio amaro o malinconico, bensì di una consapevolezza lucida e matura:
“Sono tra poco quarant’anni d’ansia, / d’uggia, d’ilarità improvvise…”
Questi anni sono descritti come alternanza di emozioni contrastanti, fugaci e intense, come il vento di marzo che porta pioggia e sole insieme.
2. Il rapporto con gli altri e con il dolore
Il poeta ricorda i momenti di distacco, gli “strappi” dolorosi da persone care e luoghi familiari:
“lo strappo a mani tese dai miei cari, / dai miei luoghi…”
Il riferimento all’albero di dolore richiama motivi religiosi e spirituali, ma anche esistenziali: il dolore non è vano, fa parte del percorso umano.
3. Il senso dell’esistenza
La seconda strofa è il cuore filosofico della poesia. Luzi non si limita a guardare sé stesso, ma inserisce la sua vita nel flusso universale dell’umanità:
“Non fu vano, è questa l’opera / che si compie ciascuno e tutti insieme…”
Il vivere diventa un’opera comune, dove i vivi e i morti si incontrano lungo “vie chiare e cunicoli”, metafore delle vie dell’anima e del destino.
4. Amore e trasmissione
Gli incontri, le perdite, le relazioni amorose non sono casuali: fanno parte di un processo di conoscenza e purificazione:
“di padre in figlio fino a che sia limpido.”
Il fine è raggiungere una sorta di chiarezza interiore, forse spirituale, che renda trasparente il rapporto con il mondo e con Dio.
5. Morte e trascendenza
Nella terza strofa, Luzi affronta il tema della morte con serenità e senza paura:
“E detto questo posso incamminarmi / spedito tra l’eterna compresenza / del tutto nella vita nella morte…”
La morte non è fine, ma passaggio, fusione con l’eterno. L’immagine del fuoco che dura oltre la fiamma suggerisce una forma di sopravvivenza spirituale.
🔍 Figure retoriche e simboli
- Metafore visive e naturalistiche :
- “il tuffo del rondone” , “il vento d’altipiano” – richiamano un paesaggio interiore e fisico.
- “l’albero di dolore” – simbolo cristologico e universale del dolore umano.
- “il fuoco che dura oltre la fiamma” – immagine di trascendenza e immortalità.
- Paralleli temporali :
- La vita è paragonata a un movimento collettivo (“ciascuno e tutti insieme”), che lega generazioni, vivi e morti.
- Contrasti e opposizioni :
- Vita/morte, ansia/serenità, separazione/incontro, oscurità/limpidezza – mostrano il dualismo fondamentale dell’esistenza.
💬 Stile e tono
Lo stile di Luzi è sobrio, essenziale , ma carico di tensione spirituale. Usa un lessico preciso, privo di fronzoli, che evita sentimentalismi e cerca la verità attraverso la parola. Il tono è meditativo e contemplativo , adatto al tema esistenziale trattato.
🌍 Lettura interpretativa
Questa poesia può essere letta come una sorta di testamento morale e spirituale anticipato . Luzi, nell’età centrale della vita, sembra voler dire: “ho vissuto, ho sofferto, ho amato, e ora capisco che tutto ha avuto un senso”. Non c’è egoismo nella sua riflessione, ma una visione corale dell’esistenza: ogni vita contribuisce alla comprensione del mondo.
✨ Citazioni significative
“Non fu vano, è questa l’opera / che si compie ciascuno e tutti insieme”
→ Espressione della solidarietà umana, della ricerca comune di senso.
“di padre in figlio fino a che sia limpido.”
→ Idea di progresso spirituale e di eredità morale.
“sparire nella polvere o nel fuoco / se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.”
→ Immagine potente della morte come transito verso qualcosa di più alto.




