Nella piazza di San Petronio

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di Giosuè Carducci

Analisi del testo, del prof. Luca Manzoni

Giosuè Carducci, Nella piazza di San Petronio, da Odi barbare

Surge nel chiaro inverno la fosca turrita Bologna,

2 e il colle sopra bianco di neve ride.

È l’ora soave che il sol morituro saluta

4 le torri e ‘l tempio, divo Petronio, tuo;

le torri i cui merli tant’ala di secolo lambe,

6 e del solenne tempio la solitaria cima.

Il cielo in freddo fulgore adamàntino brilla;

8 e l’aër come velo d’argento giace

su ‘l foro, lieve sfumando a torno le moli

10 che levò cupe il braccio clipeato de gli avi.

Su gli alti fastigi s’indugia il sole guardando

12 con un sorriso languido di vïola,

che ne la bigia pietra nel fosco vermiglio mattone

14 par che risvegli l’anima de i secoli,

e un desio mesto pe ‘l rigido aëre sveglia

16 di rossi maggi, di calde aulenti sere,

quando le donne gentili danzavano in piazza

18 e co’ i re vinti i consoli tornavano.

Tale la musa ride fuggente al verso in cui trema

20 un desiderio vano de la bellezza antica.

1. Comprensione complessiva

Riassumi il contenuto della poesia in non più di cinque righe.

2. Analisi del testo e interpretazione

2. 1 Attraverso quali elementi Carducci esprime l’opposizione tra passato (positivo) e presente (negativo)?

2.2 Indica esempi di lessico “aulico” utilizzato in questa poesia.

2.3  Ricerca metafore, antitesi, allitterazioni.

2.4 Analizza il metro elegiaco utilizzato in questa ode barbara; in particolare riconosci da quali versi della tradizione poetica italiana sono composti gli esametri (i primi di ogni distiico)?

3. Approfondimento

Confronta questa poesia con altre di Carducci nelle quali dalla descrizione della realtà presente prende avvio una “fantasia” che rievoca il passato.

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