Noia, rabbia, paura

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tema svolto di Davide Onnis

Traccia

“La noia,la rabbia,la paura sono i miei tre nemici più grandi della mia vita” Commenta questa frase di un tuo coetaneo

Svolgimento

Questa frase espressa da questo mio coetaneo è molto profonda, ti colpisce. “Noia”, “rabbia”, “paura”, tre parole che risuonano nelle giornate adolescenziali come le campane la domenica mattina. Io ho analizzato profondamente questa frase, tanto da notare una sfumatura nascosta, che fa cambiare questa frase. Questa “sfumatura” consiste nella parola “nemici”: questo ragazzo ha deciso di scrivere al posto della parola “protagonisti”, la parola “nemici”. Mi piace pensare che questo mio coetaneo abbia scritto di proposito questa parola, non per caso. Il termine nemico è sinonimo di lotta, di voglia di zittire queste campane interne che fanno diventare grigie tutte le giornate. Come ho scritto in un recente tema in classe, questa è uno di quegli adolescenti che vivono con la spada tratta, pronto a ingaggiare un duello con la noia, a placare la rabbia e a guardare in faccia la paura. Infatti la vita è un continuo duello, secondo me, una continua lotta contro i draghi interni che ognuno di noi ha dentro. Ad un primo impatto ci sentiamo indifesi come delle principesse, ma una volta guardato in faccia il problema, la indifesa fanciulla diventa un impavido cavaliere, pronto a tagliare la testa al drago. La nostra è un età di cambiamenti, di mutamenti psico-fisici che fanno un po’ paura. “Paura”; questa è la parola che fa più rabbrividire. E con questo termine non intendo l’uomo nero o il vampiro sotto il letto, ma intendo paura del mondo. Pian piano inizi a capire che il mondo non è come te lo immaginavi, capisci che le persone sono cattive. Forse ha ragione quella ragazza a dire che è meglio vivere nell’incertezza che nella certezza di una falsità. Questa frase scritta da una mia coetanea e inserita all’interno del libro “Quello che ai genitori non diciamo”, appena letta mi sembrava una fesseria, una sciocchezza. Leggendo il suo tema ho capito che un po’ ha ragione, che questo mondo che pensavi fatto di luce e di amore, lo scopri fatto di m***a, di bugie e di ingiustizie. Io sono un ragazzo di fede, e con ciò non intendo la fede cristiana, ma quella fede che ti fa credere che tutto andrà a posto, che tutto si sistemerà da sé. Io però mi appoggio molto sulle persone che stimo, che ritengo fatali. Per “fatale” non intendo il senso negativo di questa parola, ma quello positivo. I miei genitori, mio fratello, io miei più stretti parenti, gli amici, su di loro so che posso contare, e con loro vicino guardare il futuro fa meno paura. Quello che sembrava un abisso diventa una valle incantata.
Concludo questo tema dicendo che ho pienamente fiducia nel fato; spero che le mie preghiere si realizzano, che da grande io possa diventare una persona giusta, coscienziosa e utile al prossimo.

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