Osservazione scientifica antica e moderna


Osservazione scientifica antica e moderna: i vulcani 

Verifica interdisciplinare

Strumenti e prestazioni richiesti

 

Discipline

 

 

Conoscenza dei fenomeni vulcanici

 

Scienze

 

 

Capacità di comprendere un argomento scientifico esposto in inglese

 

Inglese

 

 

Conoscenza di avvenimenti e protagonisti della letteratura latina

 

Letteratura latina

 

 

Conoscenza di Leopardi

 

Letteratura italiana

 

 

  

Nel brano seguente Plinio il Giovane narra la morte di Plinio il Vecchio. 

Gaio Plinio invia i suoi saluti al caro Tacito.

1 Mi chiedi che io ti esponga la morte di mio zio, per poterla tramandare con una maggiore obiettività al posteri.[…]

4 Era a Miseno e teneva direttamente il comando della flotta. Il 24 agosto, verso l’una del pomeriggio, mia madre lo informa che spuntava una nube fuori dellordinario sia per grandezza che per aspetto. 5 Egli dopo aver preso un bagno di sole e poi un altro nell’acqua fredda, aveva fatto uno spuntino stando nella sua brandina da lavoro e attendeva allo studio; si fa portare i sandali e sale in una località che offriva le migliori condizioni per contemplare quel prodigio. Si elevava una nube, ma chi guardava da lontano non riusciva a precisare da quale montagna (si seppe poi in seguito che era il Vesuvio): nessun’altra pianta meglio del pino ne potrebbe ripro­durre la figura e la forma. 6 Infatti slanciatasi in su come se si sorreggesse su di un altissimo tronco, si allargava poi in quelli che si potrebbero chiamare dei rami; credo che il motivo risiedesse nel fatto che, innalzata dal turbine subito dopo l’esplosione e poi privata del suo appoggio quando quello andò esaurendosi, o anche vinta dal suo stesso peso, si dissolveva allargandosi: talora era bianchissima, talora sporca e macchiata, a seconda che trascinasse con sé terra o cenere.

7 Nella sua profonda passione per la scienza, stimò che si trattasse di un fenomeno molto importante e meritevole di essere studiato più da vicino. Ordina che gli si prepari una liburna e mi offre la possibilità di andare con lui se lo desiderassi. Gli risposi che preferivo attendere ai miei studi e, per caso, proprio lui mi aveva assegnato un lavoro da svolgere per iscritto.

8 Mentre usciva di casa, gli viene consegnata una lettera da parte di Rettina, moglie di Casco, la quale, terrorizzata dal pericolo incombente (infatti la sua villa era posta lungo la spiaggia della zona minacciata e l’unica via di scampo era rappresentata dalle navi), lo pregava che la strappasse da quel frangente così spaventoso. 9 Egli allora cambia progetto e ciò che aveva incominciato per un interesse scientifico lo affronta per l’impulso della sua eroica coscienza. Fa uscire in mare delle quadriremi e vi sale egli stesso, per venire in soccorso non solo a Rettina ma a molta gente poiché quel litorale, in grazia della sua bellezza, era fittamente abitato. 10 Si affretta colà donde gli altri fuggono e punta la rotta e i timone proprio nel cuore del pericolo, così immune dalla paura da dettare e da annotare tutte le evoluzioni e tutte le configurazioni di quel cataclisma, come riusciva a coglierle successivamente con lo sguardo.

11 Ormai, quanto più si avvicinavano, la cenere cadeva sulle navi sempre più calda e più densa, vi cadevano ormai anche pomici e pietre nere, corrose e spezzate dal fuoco, ormai si era creato un bassofondo improvviso e una frana della montagna impediva di accostarsi al litorale. Dopo una breve esitazione se dovesse ripiegare all’indietro, al pilota che gli suggeriva questalternativa tosto replicò: «La fortuna aiuta i prodi; dirigiti sulla dimora di Pomponiano». 12 Questi si trovava a Stabia, dalla parte opposta del golfo (giacché il mare si inoltra nella dolce insenatura formata dalle coste arcuate a semicerchio); colà quantunque il pericolo non fosse ancora vicino, siccome però lo si poteva scorgere bene e ci si rendeva conto che, nel suo espandersi, era ormai imminente, Pomponiano aveva trasportato su delle navi le sue masserizie, determinato a fuggire non appena si fosse calmato il vento contrario. Per mio zio invece questo era allora pienamente favorevole, così che vi giunge, lo abbraccia tutto spaventato com’era, lo conforta, gli fa animo e, per smorzare la sua paura con la propria serenità, si fa calare nel bagno: terminata la pulizia, prende posto a tavola e consuma la sua cena con un fare gioviale o, cosa che presuppone una grandezza non inferiore, recitando la parte dell’uomo gioviale.

13 Nel frattempo dal Vesuvio risplendevano in parecchi luoghi delle larghissime strisce di fuoco e degli incendi che emettevano alte vampate, i cui bagliori e la cui luce erano messi in risalto dal buio della notte. Egli, per sedare lo sgomento, insisteva nel dire che si trattava di fuochi lasciati accesi dai contadini nell’affanno di mettersi in salvo e di ville abbandonate che bruciavano nella campagna. Poi si prese un po di riposo e riposò di un sonno certamente genuino. Infatti il suo respiro, che, a causa della sua corpulenza, era piuttosto profondo e rumoroso, veniva percepito da coloro che andavano avanti e indietro dinanzi alla sua soglia. 14 Senonché il cortile da cui si accedeva alla sua stanza, riempiendosi di cenere mista a pomici, aveva ormai innalzato tanto il suo livello che, se mio zio avesse ulteriormente indugiato nella sua camera, non avrebbe più avuto la possibilità di uscirne. Svegliato, viene fuori e si ricongiunge al gruppo di Pomponiano e di tutti gli altri, i quali erano rimasti desti fino a quel momento. 15 Insieme esaminano se sia preferibile starsene al coperto o andare alla ventura allo scoperto. Infatti, sotto l’azione di frequenti ed enormi scosse, i caseggiati traballavano e, come se fossero stati sbarbicati dalle loro fondamenta, lasciavano l’impressione di sbandare ora da una parte ora dall’altra e poi di ritornare in sesto. 16 D’altronde all’aperto cielo cera da temere la caduta di pomici, anche se erano leggere e corrose; tuttavia il confronto tra i due pericoli indusse a scegliere quest’ultimo. In mio zio una ragione predominò sull’altra, nei suoi compagni una paura simpose sull’altra. Si pongono in testa dei cuscini e li fissano con dei capi di biancheria; questa era la loro difesa contro tutto ciò che cadeva dall’alto.

17 Altrove era già giorno, là invece era una notte più nera e più fitta di qualsiasi notte, quantunque fosse mitigata da numerose fiaccole e da luci di varia provenienza. Si trovò conveniente di recarsi sulla spiaggia e osservare da vicino se fosse già possibile tentare il viaggio per mare; ma esso perdurava ancora sconvolto e intransita­bile. 18 Colà, sdraiato su di un panno steso per terra, chiese a due riprese dell’acqua fresca e ne bevve. Poi delle fiamme e un odore di zolfo che preannunciava le fiamme spingono gli altri in fuga e lo ridestano. 19 Sorreggendosi su due semplici schiavi riuscì a rimettersi in piedi, ma subito stramazzò: da quanto io posso arguire, l’atmosfera troppo pregna di ceneri gli soffocò la respirazione e gli otturò la gola, che era per costituzione malaticcia, gonfia e spesso infiammata. 20 Quando riapparve la luce del sole (era il terzo giorno da quello che aveva visto per ultimo) il suo cadavere fu trovato intatto, illeso e rivestito degli stessi abiti che aveva indossati: la maniera con cui il suo corpo si presentava faceva più pensare a uno che dormisse che non a un morto.

(Plinio il Giovane, Lettere, 6, 16; trad. F. Trisoglio) 

 

Questionario

(le domande prevedono risposte di circa quattro righe)

1. Chi era Plinio il Vecchio?

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2. A quale genere letterario appartiene il testo di Plinio il Giovane?

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3. Quali caratteristiche di Plinio il Vecchio segnalate nel testo ti sembrano adeguate a definire un ricercatore scientifico?

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4. Quali testimonianze possiamo vedere ancora oggi dell’eruzione descritta in queste righe?

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5. Quale nostro poeta dell’Ottocento e in quale testo si ispirò proprio a tali testimonianze per meditare su tutta la vita umana?

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6. La descrizione pliniana può essere considerata accurata e precisa anche da un vulcanologo contemporaneo? Perché?

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7. Choose the word or phrase that completes the sentences.

 

A. Volcanoes form near ………………………………..

 

a)            diverging plates;

b)   hot spots;

c)            converging plates;

d)   all of these.

 

B. Magma rich in silica produces ……………………………….. eruptions.

 

a)   flowing;

b)   caldera;

c)   quiet;

d)            explosive.

 

C. Magma that squeezes into a vertical crack then hardens is a ………………………………..

 

a)   sill;

b)   dike;

c)            volcanic neck;

d)            batholith.

 

D. Geothermal energy comes from ………………………………..

 

a)   fossil fuels;

b)            electricity;

c)   the sun;

d)   magma.