Pasolini e la politica

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da Scritti corsari e dall’ultima intervista

Conosco, anche perché le vedo e le vivo, alcune caratteristiche di questo nuovo Potere ancora senza volto: per esempio il suo rifiuto del vecchio sanfedismo e del vecchio clericalismo, la sua decisione di abbandonare la Chiesa, la sua determinazione (coronata da successo) di trasformare contadini e sottoproletari in piccoli borghesi, e soprattutto la sua smania, per così dire cosmica, di attuare fino in fondo lo “Sviluppo”: produrre e consumare.
L’identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti “moderati”, dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore;
e quanto all’edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto. Dunque questo nuovo Potere «è in realtà – se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia – una forma “totale” di fascismo». Ma questo Potere ha anche “omologato” culturalmente l’Italia: si tratta dunque di un’omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l’imposizione dell’edonismo e della joie de vivre.

La tragedia è che non ci sono più esseri umani, ci sono strane macchine che sbattono l’una contro l’altra.
L’educazione comune, obbligatoria e sbagliata ci spinge tutti dentro l’arena dell’avere tutto, del possedere, del distruggere
Siamo tutti per forza gladiatori disperati.
Forse ho detto troppo. Lo sanno tutti che io le mie esperienze le pago di persona. Ma ci sono i miei libri e i miei film. Forse sono io che sbaglio. Ma continuo a dire che siamo tutti in pericolo.

Audio Lezioni su Pier Paolo Pasolini del prof. Gaudio

Ascolta “Pier Paolo Pasolini” su Spreaker.

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