Psicosi

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dal Viaggio nella Malattia Mentale

di Libera Maria De Padova

IGIENE

Psicosi: “malattia mentale o follia”?

Termine ampio che comprende tutte quelle malattie mentali che alterano profondamente la personalità. Le psicosi comprendono, tra le altre:

·         Psicosi maniaco-depressiva (fasi cicliche di depressione e di eccitamento maniacale)

·         Schizofrenia

·         Autismo

·         Forme sintomatiche di malattie infettive e di intossicazioni (insorgenti nella gravidanza e nel puerperio)

·         Psicosi epilettiche

·         Psicosi alcoliche

·         Demenze

Le psicosi sono disturbi gravi, intensi e disgregativi, che tendono a colpire tutti i campi della vita del paziente.

Il paziente psicotico è meno capace di mantenere rapporti efficaci con l’oggetto, in quanto la realtà viene percepita in modo distorto.

Le emozioni dello psicotico sono qualitativamente differenti da quelle normali o, a volte, sono così esagerate da occupare tutta la sua vita.

Le funzioni intellettive del paziente possono essere interessate fino al punto che linguaggio e pensiero ne sono disturbati.

Si possono produrre una generale deficienza di funzionamento e un arretramento a livelli comportamentali molto primitivi. Inoltre, nel paziente psicotico non esiste coscienza del carattere patologico dei disturbi.

Molto importante, da un punto di vista prognostico e terapeutico, è la diagnosi della psicosi rispetto ad una nevrosi. La psicosi si distingue per il diverso atteggiamento del malato nei confronti della malattia (lo psicotico ha un atteggiamento di negazione mentre il nevrotico è cosciente del suo stato) e nei confronti di se stesso. Inoltre, vi è una differenza qualitativa dei sintomi fondamentali del nevrotico e nello psicotico, con alterazioni profonde della personalità. Nello psicotico sintomi come la catatonia (abbassamento della tensione) e la dissociazione non hanno niente a che vedere con i normali processi psichici, mentre l’ansia del nevrotico ad esempio, è solo quantitativamente differente da quella del normale. Da un punto di vista sociale, lo psicotico è un malato dal contegno bizzarro e imprevedibile che ne impedisce spesso la convivenza con il prossimo.

Per quanto riguarda le psicosi nell’infanzia la loro presenza è attualmente indiscussa. Sono intese come una diversa formazione della personalità con turbe che sono una anomalia dell’organizzazione dell’IO e delle relazione del bambino con il mondo circostante.

Per la profilassi e la terapia di tutte e forme di psicosi è indispensabile correggere i distacco dalla realtà e agire sintomaticamente su tutto ciò che facilita il negativismo del bambino nei riguardi dell’ambiente degli adulti.

Le sedute di psicoterapia sia per il soggetto sia per i familiari hanno buone possibilità di successo, ma il maggior ostacolo consiste nel rifiuto del bambino psicotico a creare un qualsiasi legame con lo psicoterapeuta. Sono raccomandabili i metodi mediativi indiretti e non interpretativi, come il gioco con i burattini, lo psicodramma, lo sceno-test, il gioco spontaneo.

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