Ragione e verità

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dalla commedia antica un invito a riflettere

   Le Nuvole di Aristofane, commedia celeberrima anche per leccezionalità del bersaglio, Socrate, il padre” della filosofia, presenta una scena giustamente divenuta famosa: lo scontro tra Discorso Migliore e Discorso Peggiore, a difesa rispettivamente dell “antica” e della nuova” educazione, portata dai sofisti. Ma lagone tra i due Discorsi suggerisce un livello più profondo del conflitto di valori tra generazioni. Lirriducibile lente comica di Aristofane arriva a mettere a fuoco le implicazioni fondamentali di quel potente strumento di cui l’uomo, proprio con l’avvento della filosofia, ha scoperto di disporre: la Ragione.

    Strepsiade, rozzo contadino oberato dai debiti del figlio Fidippide che, dalla madre ricca, ha ereditato il gusto per una vita troppo dispendiosa, ottiene per lui lammissione alla scuola di Socrate, il Pensatoio, dove, si dice, si impara a pagamento a vincere, con le parole, cause giuste e ingiuste” (vs. 98-99). Spera, così, di aver trovato il rimedio per sfuggire ai creditori.

   Presentando il figlio a Socrate raccomanda: istruiscilo: è ingegnoso di natura che impari i due discorsi: il Migliore, qual’unque esso sia e il Peggiore, che, dicendo cose ingiuste, prende il sopravvento sul Migliore. Se non entrambi, almeno quello ingiusto, con ogni mezzo.” (vs. 877-85). Socrate risponde: Sarà lui ad imparare direttamente dai due discorsi; io me ne vado” (vs. 886-7); quindi si ritira, sulleco delle ultime raccomandazioni di Strepsiade: che sia in grado di confutare ciò che è giusto.” (vs. 887-8)

   Intanto fanno la loro comparsa sulla scena i due Discorsi, pronti a fronteggiarsi: Vieni qui, mostra agli spettatori quanto sei sfrontato”, Discorso Migliore apostrofa il rivale. Questi ribatte: se parlerò dinanzi a molta gente, ti distruggerò ancor di più.” (vs. 889-92)

   Comincia, così,  lagone: i due Discorsi, insultandosi vicendevolmente, secondo la consuetudine comica, cercano di conquistarsi il favore del giovane Fidippide, finché il coro non interviene a richiamarli al loro compito: Smettete di litigare e di insultarvi. Piuttosto, tu spiegaci cosa insegnavi alle vecchie generazioni e tu, spiegaci la nuova educazione: così, dopo aver ascoltato il vostro dibattito, egli potrà scegliere da chi andare a scuola.” (vs. 934-38)

   I due Discorsi si accordano. Discorso Peggiore, invitando Discorso Migliore a parlare per primo, rivela i sottili artifici della sua tecnica: Gli cedo la parola. E poi, a seconda delle cose che dirà, lo abbatterò, scoccandogli addosso paroline, concetti nuovi. E alla fine, se continua a brontolare, le mie sentenze, come calabroni gli pungeranno il volto e gli occhi: ne sarà distrutto.” (vs. 941-8)

   Il coro sottolinea limportanza del momento: Ora, qui, si gettano i dadi: la posta in gioco è la sapienza (sophìa)” (vs. 955-6)

   Comincia, dunque, Discorso Migliore, che si accinge a spiegare lantica educazione, ten archaian paideusin. I valori enunciati nella sessantina di versi dedicati alla sua orazione (vs. 961-1023, con un paio di brevi interruzioni da parte del rivale) si possono riassumere in giustizia” e verità”: Dirò, dunque, qual era lantica educazione, quando fiorivo dicendo il giusto, tà dikaia legon (vs. 961-2)

   Esattamente contrari gli obiettivi di Discorso Peggiore che, giunto il suo turno, esordisce E un pezzo che mi sento strozzare le viscere e desidero travolgere tutte queste sue affermazioni con argomenti contrari. Proprio per questo i pensatori mi hanno chiamato Discorso Peggiore, perché fui il primo a pensare di esprimere argomenti contrari alle leggi e alla giustizia, toisiv nomois kai tais dikais tanantiantilexai (vs. 1036-40)

   Dunque, Discorso Migliore, o Kreitton Logos e Discorso Peggiore, o Etton Logos si presentano l’uno al servizio della verità, l’altro asservito a interessi parziali.

   Se riflettiamo che logos in greco non significa solo discorso”, parola”, ma anche ragione”, in quanto la parola è espressione di quella dote peculiare e distintiva dell’uomo che è la Ragione, comprendiamo che lagone tra i due Logoi non è solo un conflitto tra saggezza degli antichi e moderna spregiudicatezza. D’altra parte, è lAutore stesso ad avvertire, come già abbiamo detto, che la posta in gioco è la sophìa, la sapienza, lobiettivo che da sempre, sin dalle prime manifestazioni culturali e letterarie, costituisce la ricerca dell’uomo greco.

  Quale Logos, allora, riuscirà a raggiungere la sophìa?

  Discorso Peggiore, O Etton Logos, esce trionfante dallagone: le sue subdole argomentazioni hanno costretto inesorabilmente Discorso Migliore, o Kreitton Logos a ritirarsi.

   Ma quando Socrate chiede a Strepsiade se intende confermare per suo figlio ancora quella scuola ed egli afferma di nuovo la sua scelta, il commento del coro Penso che te ne pentirai” (vs. 1113-4), come spesso accade, è profetico. Fidippide uscirà dalla scuola, come Socrate aveva promesso, sophistèn dexiòn, perfetto sofista (v. 1111). Imparerà a parlare così bene che, non solo avrà successo in ciò che suo padre desiderava o credeva di desiderare, ma labilità acquisita si ritorcerà contro Strepsiade stesso. Durante un diverbio, infatti, Fidippide arriverà a picchiare suo padre e, per di più, sostenendo la sua azione con argomentazioni inoppugnabili!

   Quel logos, cui Strepsiade si era rivolto fiducioso di risolvere i suoi problemi imbrogliando i creditori, si rivela un inganno. Certo, non ha tradito la promessa di liberare Strepsiade dai debiti, ma lo ha imprigionato in una gabbia peggiore. O Etton Logos, Discorso Peggiore, ha preteso di giustificare un comportamento inaccettabile: Strepsiade si è visto giocato” nella sua più autentica e naturale aspirazione di padre (vs. 1456-7). Il desiderio del cuore di Strepsiade l’avrebbe meglio interpretato o Kreitton Logos, Discorso Migliore (v.994).

   A fronteggiarsi, dunque, sono la Ragione aperta alla verità, qual’unque sia” (ostis esti, v.883), e una Ragione che anche a costo dellingiustizia (os tadika legon, v. 884) intende soddisfare interessi di parte o strumentalizzazioni ideologiche.

   Non credo sia casuale che Socrate, il filosofo per eccellenza, si ritiri per lasciare la contesa ai due Logoi e il giudizio a Fidippide stesso (vs. 886-7).

Raffaella Ballerio

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