Ramsey Campbell

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La Divina Commedia, Inferno, Canto 34, vv. 1-69

E quindi uscimmo a riveder le stelle. Come termina l’ Inferno di Dante, XXXIV, 70-139

A.S. 2001-2002

TESINA PER L’ESAME DI STATO DI LAURA BOSONI

Ramsey Campbell è sicuramente uno degli autori del fantastico più interessanti, sia dal punto di vista estetico che sul piano dell’invenzione pura. Nato a Liverpool una cinquantina di anni fa, Campbell si è imposto giovanissimo sul mercato letterario pubblicando varie antologie di racconti ispirate allo stile di Lovecraft (fra cui ricordiamo “The Inhabitant of the Lake and Less Welcome Tenants”, del 1964). Ben presto iniziò ad assumere una prosa più personale, riuscendo a focalizzare con agghiacciante lucidità gli elementi macabri e spaventosi che facevano parte del suo immaginario. Dotato di uno stile non comune, fatto di attese, di vuoti, di momenti di glaciale indeterminatezza, Campbell ha sempre riscosso la stima e l’ammirazione dei suoi colleghi, tanto da essere definito “Scrittore horror per scrittori horror”. Fra i suoi romanzi più importanti ricordiamo “Artigli” del 1983, “Influssi Maligni” del 1988, “The Nameless”del 1981 e l’importantissimo romanzo d’esordio “La Bambola che divorò sua madre”, del 1976.. Per quanto riguarda i numerosi racconti brevi, è da poco uscita in America una corposa antologia dal titolo “Alone With The Horror” che raccoglie la maggior parte della sua produzione in questo campo. Di persona Campbell si presenta come un vero gentleman inglese, dotato di una cordialità e di un senso dell’umorismo disarmanti.

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