Don Chisciotte

 

DON CHISCIOTTE

Relazione di narrativa di Chiara Cucchetti

classe IIIF – Liceo Bramante di Magenta  –  a.s. 2004/2005

1 TITOLO: Don Chisciotte

2 AUTORE: Miguel de Cervantes.

Miguel de Cervantes era uno scrittore spagnolo che nacque a Alcalà de Henares

nel 1547 e morì nel 1616 a causa dell’ idropisia di cui era affetto.

Cervantes fu mantenuto dal padre chirurgo (Rodrigo) e passò la sua

fanciullezza e la sua adolescenza in varie città.

Nel 1566, a Madrid, frequentò lo studio; nel 1568 venne in Italia e

da Roma fece un certificato di purezza di razza per potersi arruolare

nella fanteria spagnola.

Nel 1571 partecipò alla battaglia di Lepanto dove venne ferito al

petto e alla mano sinistra.

Dal 1572 al 1574 visse in Sicilia e a Napoli e partecipò alle

spedizioni di Navarino e di Tunisi.

Nel 1575 partì alla volta della Spagna col fratello per richiedere il

grado di capitano. La sua nave fu assalita dai corsari che condussero

i passeggeri schiavi ad Algeri.

Nel 1580 dopo quattro falliti tentativi di evasione, Miguel venne

infine riscattato dai padri trinitari.

Nel 1584 si stabilì a Madrid dove sposò Catalina de Salazar che non

convisse con lui fino al 1603 e non gli diede figli.

Nel 1585 pubblicò la sua prima opera.

Nel 1587 fu nominato commissario incaricato di requisire viveri da

destinare all’ approvvigionamento dell’ invincibile Armata.

Nel 1605 a Madrid uscì Don Chisciotte della Mancia.

Nel 1614 lavorò alla seconda parte di Don Chisciotte che pubblicò

nel 1615.

3 RIASSUNTO:In un paesino della Mancia (regione spagnola) viveva un uomo

con sua nipote ed una governante. Costui passava gran parte del

suo tempo leggendo poemi e romanzi cavallereschi, dei quali si

riempì talmente la testa che gli si prosciugò il cervello e perse il

giudizio. Decise così di imitare le gesta dei personaggi che

tanto amava, facendosi cavaliere errante. Partì, così in cerca

di avventure  con indosso l’armatura dei suoi avi, insieme al

ronzino Ronzinante.Si battezzò don Chisciotte della Mancia e

decise che la donna per cui avrebbe lottato sarebbe stata una

dama del Toboso che, un tempo, lo aveva attirato e la ribattezzò

Dulcinea del Toboso.

Dopo aver cavalcato per ore vide una locanda che scambiò per

un castello dove venne investito cavaliere dal locandiere che lui

aveva scambiato per il castellano. All’alba stava per tornare al

suo villaggio quando udì grida e lamenti provenire dal bosco.

Erano le grida di un ragazzetto che veniva punito dal suo

padrone contadino per avergli perso delle pecore. Don

Chisciotte lo fece smettere, ma appena se ne andò questi

ricominciò a frustarlo. Continuando per il suo cammino Don

Chisciotte incontrò dei mercanti coi loro scudieri che scambiò

per cavalieri che aggredì perché avevano offeso la bella

Dulcinea del Toboso. Purtroppo Ronzinante inciampò e cadde

trascinandosi dietro il suo padrone e i mercanti ne

approfittarono per legnarlo. Lo trovò un contadino del suo villaggio e lo riportò a

casa dove lo aspettavano preoccupati il curato, il barbiere, la governante e la

     nipote. Venne curato dalle ferite poi vennero bruciati tutti i libri e i romanzi

     cavallereschi e decisero persino di murare la porta del suo studio.

     Per due settimane rimase al suo villaggio, ma già si preparava ad andarsene in

     compagnia di un contadino con poco sale in zucca al quale aveva detto che se gli

     avrebbe fatto da scudiero avrebbe potuto far fortuna e diventare persino

     governatore di un’isola. Poi una notte partirono senza salutare nessuno. A un tratto

     don Chisciotte vide dei mulini a vento e, scambiandoli per dei giganti, gli si

     scagliò contro e infilzò la lancia in una delle pale che lo sollevò insieme a

     Ronzinante lasciandoli pio cadere rovinosamente. Proseguendo incontrarono poi

     una scortata da servitori e don Chisciotte si lanciò all’assalto credendo che nella

     carrozza vi fosse una dama rapita e gli venne mozzato l’orecchi durante il

     combattimento con lo scudiero. La sera furono accolti da dei caprai che offrirono

     loro da mangiare e guarirono l’orecchio di don Chisciotte. Rimasero due giorni

     coi caprai poi ripartirono e, nelle ore più calde, si fermarono ad un ruscello dove

     Ronzinante cercò di avvicinare delle cavalle che però lo accolsero a suon di calci

     e i loro guardiani lo presero a bastonate. Don Chisciotte corse in aiuto del suo

     ronzino, ma fu preso a bastonate anche lui. Si rimisero in viaggio e arrivarono

     presso una locanda che don Chisciotte scambiò per un castello. Le locandiere li

     curarono dalle ferite e li ospitarono per la notte. Il giorno dopo si imbatterono in

     una mandria di pecore che don Chisciotte aveva assalito perché l’aveva scambiata

     per un esercito, e fu picchiato a sangue dai pastori imbestialiti. Ripresero il

     cammino e a sera si fermarono a riposare in un bosco per poi ripartire il giorno

     dopo. A un tratto incontrarono un uomo, su un somaro, con in testa un catino che

     don Chisciotte scambiò per un elmo d’oro; assalì così il pover uomo che scappò

     lasciando a terra il catino. Proseguendo lungo il cammino incontrarono dei forzati

     che don Chisciotte liberò, ma questi lo ringraziarono a suon di sassate. Don

     Chisiotte e il suo scudiero scapparono e cavalcarono fino a sera. Quella notte uno

     dei forzati liberati da don Chisciotte rubò il somaro di Sancio e il suo padrone gli

     offrì tre asini della sua stalla; così Sancio si avviò verso il suo villaggio e lungo il

     cammino incontrò il curato e il barbiere che riuscirono a ingabbiarlo e a riportarlo

     a casa. Presto ripartirono e si imbatterono in un misterioso cavaliere, che poi

     scoprirono essere un loro compaesano. Poco dopo incontrarono un gentil’uomo che

     li invitò a casa sua e, mentre gli faceva strada, incontrarono degli uomini che

     portavano due leoni in dono al re. Don Chisciotte, credendo fosse una prova di

     coraggio, fece liberare un leone che lui stesso fece tornare in gabbia.

     Sancio e il suo padrone rimasero a casa del gentil’uomo per due giorni, poi

     ripresero il cammino e incontrarono un duca e una duchessa che li ospitarono e

     che, insieme agli altri duchi, si divertirono a torturare i due poveretti con scherzi di

     cattivo gusto. Col passare dei giorni i duchi si pentirono di come li avevano trattati

     e li lasciarono andare.

     I due incontrarono il cavaliere dalla bianca l’una che sconfisse

     don Chisciotte e questo dovette tornare al villaggio dove finì i suoi giorni.

4 PERSONAGGI:-Don Chisciotte: è il protagonista della storia che,

     rincitrullito da storie cavalleresche lascia il villaggio in cerca di avventure. E un

     soggetto alquanto strano che, nonostante i lividi e le ossa rotte causate dalle

     battaglie combattute, continua il suo viaggio in compagnia del suo scudiero.

   Sancio: scudiero di don Chisciotte; decide di seguire don Chisciotte nelle sue

     avventure perché questi gli aveva promesso di farlo governatore di un’isola.

–  La nipote e la governante di don Chisciotte: le due povere donne stavano in

  pensiero giorno e notte per don Chisciotte e chiedono aiuto al barbiere e al curato

  per riportarlo a casa.

–  Il barbiere e il curato: riescono a riportare a casa don Chisciotte per ben due volte

  poi giocano d’astuzia per farlo tornare definitivamente al villaggio.

5 SPAZIO:La vicenda si svolge in luoghi aperti che fanno da sfondo alle vicende

     narrate .

6 TEMPO:i fatti narrati si inseriscono in un periodo di tempo non definito; la

     vicenda si svolge in un paio di mesi circa. Prevalgono scene in cui l’azione scorre

     sotto i nostri occhi con la stessa velocità con cui stiamo leggendo.

7 STILE:L’autore utilizza un linguaggio italiano con un registro colloquiale.

8 TECNICHE DI PRESENTAZIONE DELLE PAROLE E DEI PENSIERI DEI PERSONEGGI: Prevale il discorso diretto.

9 NARRATORE:Il narratore racconta i fatti come uno spettatore esterno e

    assume il punto di vista del lettore.

10 TEMATICHE:il testo fa riflettere sulle condizioni di don Chisciotte e sono

    presenti varie idee a seconda del pensiero dei vari personaggi. Il testo rappresenta

    la mentalità e il modo di vedere le cose dell’epoca in cui è stato scritto.

11 COMMENTO:Don Chisciotte non è stato molto di mio gradimento perché

    non fa parte del genere di libri che preferisco.

 Chiara Cucchetti