Riassunto de “Il processo” di Franz Kafka

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È come tutti i romanzi di Kafka (tranne America) un incompiuto. Infatti il romanzo, non perfezionato, viene pubblicato nel 1925 dall’amico Max Brod.

Riassunto

Capitolo I

K. (il cognome del protagonista del romanzo viene indicato solo con l’iniziale, guarda caso identica a quella del cognome di Kafka) viene arrestato. Parla poi con la signora Grubach e con la signorina Bünster. Quest’ultima vuole convincere K. Dell’inesistenza del tribunale e della legge, che lo hanno accusato senza che nemmeno lui sappia perché. Tutto ciò è troppo illogico per la razionalista signorina Bünster, quindi semplicemente non esiste (ma che abbia ragione lei?)

Capitolo II

Il primo interrogatorio di K. Avviene solo perché K. Non dà retta a chi gli aveva suggerito di far finta di niente. K. cerca il tribunale, e perciò viene interrogato. Avrebbe potuto andare in gita con il direttore e magari non sarebbe successo più niente, mentre invece risponde alla chiamata del tribunale. Indubbiamente questo secondo capitolo sembra poter avvalorare la tesi psicoanalitica, in base alla quale il tribunale esiste solo per il senso di colpa di K.

Capitolo III

La sala delle udienze è però deserta. K. incontra uno studente, che è l’amante della moglie dell’usciere. Lo studente studia Giurisprudenza, perciò si interessa al processo di Joseph K.

Notevole anche la scienza delle cancellerie, dove emerge una satira della classe borghese dell’epoca.

Capitolo IV

La signorina Montag cerca di distogliere Joseph K. dalla signorina Bünster, ma non ci riesce.

Capitolo V

Il bastonatore frusta quasi a morte Frank e Willem, custodi del tribunale, che avevano eseguito l’arresto di K.

Capitolo VI

Lo zio di K. abita in campagna e viene in città solo raramente e di fretta. È venuto a sapere, in modo inspiegabile, del processo di K. si preoccupa quindi di procurargli un buon avvocato. Si tratta dell’avvocato Huld che, pur malato, decide di aiutare K. assumendone la difesa. Il direttore della cancelleria (che è quindi parte del tribunale) è presente nella camera dell’avvocato, ma si mostra solo in un secondo momento. Forse k. dovrebbe a questo punto dubitare dell’affidabilità dell’avvocato, ma come sempre, si lascia trasportare dai fatti senza reagire. Anzi, intesse anche una fugace relazione con Leni, la domestica dell’avvocato, una donna animalesca e disponibile, che diventa sua amante.

Capitolo VII

L’avvocato Huld rimprovera K. perché non ha saputo come comportarsi al processo, espone le sue teorie sul processo, ma dice che non è possibile risolvere tutto in fretta. K. deve avere molta pazienza, deve dimostrare fiducia nelle conoscenze dell’avvocato presso i giudici e non aspettarsi risultati immediati, anche se è innocente. K. rimane molto insoddisfatto del colloquio con l’avvocato e decide di difendersi da solo.

In ufficio viene a contatto con un industriale insulso che K. tratta malamente, costringendo il vicedirettore a prenderne in mano la pratica. Ma proprio quando l’industriale sta per andare via, rivela a K. di sapere del suo processo e di conoscere un individuo, un pittore, che può aiutarlo.

K. si reca quindi subito da Titorelli, pittore che vive in un ambiente malsano, come quello delle cancellerie, ma dall’altra parte della città. Egli esegui i ritratti dei giudici e potrebbe quindi influenzarli molto, a tutto vantaggio di K. Tuttavia, dice Titorelli, in processi di questo tipo, non è mai possibile un’assoluzione piena. Almeno, egli dice, non si conoscono casi di tal genere. K. dovrebbe quindi puntare o sull’assoluzione apparente o sul differimento. Nel primo caso il verdetto sarebbe stabilito da giudici inferiori, che il pittore Titorelli sarebbe in grado di influenzare, ma senza la assicurazione definitiva che poi i tribunali superiori non possano riaprire la pratica. Nel secondo caso, l’imputato rimane sotto inchiesta, e punta solo sul rinvio continuo del dibattimento.

K. non è soddisfatto da nessuna delle due strategie e si allontana sconsolato, scoprendo che da una seconda porta dell’appartamento del pittore si esce passando da altre cancellerie.

Capitolo VIII

K. si reca dall’avvocato Huld, deciso a revocare il patrocinio dell’avvocato. Qui incontra un altro cliente, il commerciante Block, tipo timido e magrolino. Block è inquisito in un processo da SEi anni (quello di K. durerà solo un anno) e si mostra eccessivamente succube dell’avvocato, anche se si scopre poi che ha altri cinque avvocati che lo difendono, oltre a Huld. Quando poi K. rivela il suo proposito, sia Huld sia Block cerca di persuaderlo a rivedere la sua decisione, anche se poi l’avvocato non pare disponibile ad accettare le condizioni e le richieste di K.

[attenzione il capitolo ottavo si interrompe bruscamente, segno di quanto detto all’inizio sull’incompiutezza del romanzo)

Capitolo IX

K. ha l’incarico di far vedere alcuni monumenti, tra cui il Duomo, della città a un corrispondente italiano. Fissa un orario per il ritrovo nel Duomo, ma il tizio non si fa vivo, e K., in un’atmosfera che si fa sempre più cupa, viene apostrofato da un prete, che si rivela come il CAPPELLANO DELLE CARCERI, che gli rivela che il suo processo sta andando male. Il prete poi scende dal suo pulpito e racconta a K. una leggenda, “Davanti alla legge” (in realtà uno dei racconti più belli di Kafka), che narra di un uomo di campagna che, fermato dal primo guardiano della legge, passa la vita ad aspettare di passare, ma solo in punto di morte il guardiano gli rivela che nessuno poteva passare di lì, perché quell’ingresso era riservato solo a lui, ed ora, morto lui, verrà chiuso per sempre. K. sostiene che il guardiano ha ingannato l’uomo di campagna. Il cappellano, invece, gli dimostra che anche il guardiano potrebbe essere stato ingannato, e comunque ha agito in buona fede

Capitolo X LA FINE

Due emissari del tribunale arrivano un giorno nell’appartamento di Joseph K. e lo invitano a seguirlo, senza neanche insistere troppo e, arrivati in un luogo sufficientemente lontano da occhi indiscreti, lo giustiziano con un coltello da macellaio

Capitoli incompiuti

Da Elsa

Joseph K. decide di passare la serata con la sua ragazza e non si reca nella cancelleria giudiziaria, come gli era stato chiesto

Dalla madre

K. fa visita alla madre, come non era solito fare da parecchio tempo. prima di partire è inutilmente fermato dall’impiegato Kullich, che viene maltrattato da K.

Questo conforta K., perché sembra dimostrargli di avere ancora una certa autorità sui suoi sottoposti, soprattutto se si pensa che Kullich, insieme ad altri due impiegati di quella banca, Kaniner e Rabensteiner, aveva preso parte all’arresto di K., e forse svolgeva incarichi per il tribunale.

Il pubblico ministero

Si tratta del procuratore di Stato Hosterer che, paradossalmente, era grande amico di K.

Infatti Hosterer era la persona più in confidenza con K. tra tutti quelli che partecipavano alle cene della grande società cittadina

La casa

è la sede dell’ufficio da dove è partita la prima denuncia contro K., ma, una volta che K. scopre dove si trova, si accorge che la decisione di processarlo è stata presa più in alto, da autorità maggiori che non è neanche possibile avvicinare

Lotta con il vicedirettore

Il vicedirettore, all’interno della banca dove lavora K., è il suo vero antagonista e approfitta del momento particolarmente difficile di K.

Frammento

K. ha bisogno dell’aiuto dello zio (forse precede il cap. VI)

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