Russia

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Federazione russa. Comunità di Stati Indipendenti

dalla tesina di terza media di Serena Colombo – (Bernareggio – MB)

LA RUSSIA

ASPETTO FISICO

La Russia è il più vasto paese del mondo. Occupa, per circa un quarto del totale, la parte più orientale dell’Europa, e, per i restanti tre quarti, tutta la fascia settentrionale dell’Asia. Ben 11 sono i suoi fusi orari: quando a Mosca è mezzogiorno, a Vladivostok sono già le 10 di sera.

Il territorio russo è bagnato a ovest, per un breve tratto, dal Mar Baltico, a sud dal Mar Nero e dal Mar Caspio; tutta la parte settentrionale si affaccia, invece, sul Mar Glaciale Artico, con una costa molto articolata per la presenza di mari (Mar di Barents, Mar di Kara, Mar di Laptev, Mar della Siberia Orientale), golfi, estuari fluviali, penisole (Penisola di Kola) e arcipelaghi (isole della Novaja Zemlja, della Severnaja Zemlja e della Nuova Siberia). La costa orientale, bagnata dall’Oceano Pacifico, è caratterizzata dalla presenza della grande Penisola di Kamcatka e dell Isola di Sahalin, che delimitano il Mare di Ohtsk.

Gran parte del territorio russo è formato da scudi e piattaforme geologicamente molto antichi. Nella parte europea si estende il Bassopiano sarmatico, movimentato da rilievi collinari (Rialto Centrale Russo, Alture del Volga) e delimitato a est dai Monti Urali, a sud dalla catena del Caucaso, dove si innalza il Monte Elbrus (5.642 m), la massima cima russa.

La parte occidentale della Russia asiatica è formata dall’enorme Bassopiano siberiano occidentale, chiuso a sud dai Monti Altaj e dalla catena dei Sajani occidentali; il resto del territorio asiatico è occupato dall’ altopiano della Siberia centrale che si innalza a sud nella catena dei Sajani orientali, e da una serie di catene montuose poco elevate.

Nelle vaste pianure russe scorrono alcuni dei più grandi fiumi d’Europa e del mondo. I maggiori fiumi della Russia  europea sono il Volga e il Don, che sfociano rispettivamente nel Mar Caspio e nel Mar Nero, mentre nella parte settentrionale si estendono i grandi laghi Ladoga e Onega. Nella Russia asiatica, hanno lunghezza superiore ai 4.000 km tre fiumi siberiani: lOb, lo Jenisej e la Lena. Nella Siberia centro-meridionale si allunga il Lago Bajkal, il più profondo del mondo (1.620 m).

Il clima russo è essenzialmente freddo, ma in alcune zone è anche continentale, data l’estensione del territorio e la scarsa influenza mitigatrice dei mari. Le precipitazioni annue sono inferiori ai 500 mm; le regioni montuose, in particolare quella caucasica e la parte europea risultano più piovose.

All’interno del vastissimo territorio russo sono presenti quattro grandi regioni climatiche. Nella fascia più settentrionale predomina un clima subpolare, con temperature molto rigide, inveri lunghissimi con scarse precipitazioni. In questa fascia cresce solo la tundra. Più a sud si estende una vasta regione caratterizzata da un clima continentale freddo, molto rigido e arido. Qua cresce la taiga. Ancora più a sud, ma solo nella Russia europea, si trova una regione con clima temperato freddo, coperta da una foresta mista di conifere e latifoglie. Infine, la fascia più meridionale della Russia europea e della Siberia occidentale presenta un clima steppico, caldo in estate e freddo in inverno, molto arido, caratterizzato dalla prateria e dalla steppa.

STORIA E STATO

Nel IX secolo, gruppi di Normanni penetrarono nel territorio russo e si mescolarono con i popoli slavi lì presenti. Nacque così, attorno alla città di Kiev, il Regno di Rus, primo nucleo storico della Russia, mentre altri nuclei si svilupparono più a nord, con i principati di Novgorod e di Moscovia. E’ da questa area che, nel X secolo, ebbe inizio il processo di cristianizzazione.

Caduta sotto il dominio dei mongoli nel XIII secolo, la Russia riconquistò la libertà nel XV secolo, grazia a Ivan il Grande e a Ivan il Terribile, principe di Mosca, che assunse il titolo di zar e iniziò l’opera di espansione: a occidente, dopo una serie di guerre contro la Polonia, la Svezia e la Lituania, lo Stato russo riuscì ad aprirsi uno sbocco sul Mar Baltico dove infine, nel XVIII secolo, lo zar Pietro I il Grande fondò una nuova città, San Pietroburgo, che sarebbe diventata la capitale russa. A oriente, già dalla fine del Cinquecento aveva intanto avuto inizio l’espansione oltre gli Urali, nella Siberia. L’impero degli zar raggiunse la massima estensione nel XIX secolo, quando passarono sotto il suo dominio anche la parte settentrionale della Cina e dell’Asia centrale.

Questo immenso impero era governato dagli zar in maniera dura e autoritaria, tanto che, nel corso della prima guerra mondiale, le prime sconfitte subìte dalle truppe furono viste da numerose province come l’occasione per ribellarsi. Nel febbraio del 1917, a San Pietroburgo scoppiò la rivoluzione che, nell’ottobre dello stesso anno, con la guida di Lenin, provocò la caduta dell’impero zarista e l’instaurazione di un regime basato sui principi del comunismo.

Nel 1922 nacque un nuovo stato, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), o Unione Sovietica, alla cui guida (1924) si pose Stalin, il quale dette inizio a una forte industrializzazione e alla creazione di fattorie collettive per lo sfruttamento delle risorse agricole. Durante l’epoca staliniana il regime comunista divenne una spietata dittatura che non esitò a uccidere e a deportare in Siberia milioni di oppositori politici e di contadini russi contrari alla collettivizzazione della terra.

Dopo la vittoria nella seconda guerra mondiale, l’URSS allargò i suoi confini a occidente fino alla Polonia e introdusse in tutta l’Europa orientale, occupata dai suoi eserciti, regimi di tipo comunista. Forte di tale controllo, essa si contrappose per decenni al blocco continentale, formato dagli Stati Uniti e dalle potenze dell’Occidente capitalista.

L’antagonismo fra i due schieramenti, la Guerra Fredda, si esaurì solo nel 1985, quando il segretario del Partito Comunista, Michail Gorbaciov, avviò una fase di distensione e di cooperazione fra Est e Ovest. Alla fine degli anni ottanta, dopo il fallimento dei tentativi di riforme economiche e sociali di Gorbaciov, i regimi comunisti dell’Europa orientale crollarono e l’URSS cominciò a disgregarsi, a partire dai paesi baltici che proclamarono l’indipendenza nel 1990. L’anno seguente fu deciso lo scioglimento dell’Unione Sovietica e venne proclamata la nuova Repubblica russa.

Oggi la Russia è uno Stato Federale, amministrativamente ripartito in Province, Territori, Repubbliche, Municipalità (Mosca e San Pietroburgo). Repubbliche e Territori, presenti soprattutto in Siberia e nella regione caucasica, sono caratterizzati dalla presenza di minoranze etniche e perciò godono, almeno in teoria, di una maggiore autonomia amministrativa.                       Il territorio russo può essere suddiviso nelle quattro macroregioni della Russia occidentale e meridionale, della Russia settentrionale e regione degli Urali, della Siberia occidentale e centrale e della Siberia orientale, che presentano alcune caratteristiche comuni.

POPOLAZIONE E CITTÀ’

La grande maggioranza (81%) della popolazione della Federazione russa è composta da Russi, presenti in tutto il territorio, anche in Siberia, dove sono emigrati nei secoli passati.

Tra le principali minoranze etniche, vanno ricordati i Turco-Mongoli (4%), e in particolare i Tartari,  popolazioni di religione musulmana discendenti dai nomadi delle steppe asiatiche che dominarono la Russia dal XII al XV secolo, oggi concentrati nella regione del volga. Altre minoranze consistenti sono quelle degli Ugro-Finnici (3%), presenti nella parte nord-occidentale e quella dei Caucasici  (3%), che vivono nella regione omonima.

Nella tundra siberiana sopravvivono ancora piccoli gruppi di Paleosiberiani, che conducono una vita tradizionalista, basata sulla caccia, la pesca e l’allevamento delle renne.; questa regione, tuttavia, si sta popolando di clandestini cinesi e di immigrati provenienti dalle zone europee della Russia, che hanno dato vita a nuovi insediamenti  pionieristici. Gli Eschimesi, appena qualche migliaio, si sono stabiliti nelle aree circostanti lo stretto di Bering.

La popolazione russa, che oggi ammonta a circa 145 milioni di persone, nel giro di 10 anni è diminuita di quasi due milioni; questa crisi demografica è stata determinata sia da una diminuzione della natalità, sia da un aumento della mortalità provocato da conflitti e guerre in alcune regioni (come il Caucaso) e dal crollo del sistema economico e sociale dei primi anni del dopo URSS.

La Russia ha una densità media molto bassa: appena   9 ab/  . La popolazione è distribuita sul territorio nazionale in modo molto disomogeneo: oltre i tre quarti del totale si concentrano, infatti, nella Russia europea e di preferenza vivono nelle aree metropolitane; quasi disabitate risultano, invece, vastissime aree dei territori centrali, settentrionale e orientali, dove l’indice di popolamento non raggiunge i    2 ab/  .

La Russia, ha oggi quasi i tre quarti di popolazione urbana. Le metropoli con oltre un milione di abitanti sono circa 15 e altrettante le città che superano il mezzo milione.

All’interno della rete urbana russa, un ruolo nettamente predominante è svolto dalla capitale Mosca, innanzitutto per il suo peso demografico: essa, infatti, supera i 10 milioni di abitanti ed ha inoltre formato attorno a sé un’area metropolitana che raccoglie altri 20 centri urbani. La metropoli, inoltre, continua ad attirare popolazione da tutto il paese, perché è il centro della vita politica ed economica, dove maggiori sono le possibilità di trovare lavoro.

L’altro grande polo urbano della Russia è San Pietroburgo, capitale culturale del paese per la sua struttura urbanistica monumentale e per la maggiore vicinanza all’Europa. Altre grandi metropoli russe si concentrano nella regione europea, a parte Omsk e Novosibirsk, dislocate nella Siberia sud-occidentale. Tra la Lituania e la Polonia si trova l’enclave russa di Kaliningrad.

ECONOMIA

I territori russi, e in particolare quelli delle regioni siberiane, sono ricchi di giacimenti minerari di ogni tipo, ancora solo in parte sfruttati. Ingenti sono le riserve di gas naturale e petrolio: il gas naturale proviene in gran parte dai bacini siberiani di Novj-Ourengoi e di Nadym, mentre  il petrolio è estratto nei ricchissimi giacimenti della media valle dell’Ob e nell’area del Mar Caspio. Altrettanto ricchi sono i giacimenti di carbone, ferro, oro, platino, diamanti, nichel e rame.

Durante l’epoca comunista l’URSS era diventato uno dei primi paesi industrializzati del mondo, soprattutto attraverso lo sviluppo dell’industria pesante (produttrice di materie prime e macchinari) e di quella degli armamenti. Dopo il 1991 è iniziata una lenta opera di trasformazione dell’economia sovietica, mediante la privatizzazione dell’industria di Stato, l’ingresso di capitali stranieri, la riconversione delle industrie militari in industrie produttrici di macchinari e beni di consumo, lo sviluppo di nuovi settori industriali e dei servizi.  Ciò ha comportato, però, la chiusura delle fabbriche più obsolete e i licenziamento della manodopera meno qualificata, con la perdita di circa un terzo del potenziale industriale nazionale e l’aumento della disoccupazione. Inoltre la liberalizzazione dei prezzi ha determinato la svalutazione del rublo e l’aumento del tasso di inflazione.

Anche l’agricoltura risulta penalizzata dall’eredità del passato; infatti, la privatizzazione della terra incontra molte difficoltà e la modernizzazione delle tecniche procede a rilento. Inoltre, bisogna tener presente che più dell’85% del suolo russo è incolto o coperto da foreste.

I terreni coltivati si concentrano nelle pianure della Russia occidentale e meridionale; i prodotti principali sono i cereali (frumento, orzo, segale e avena), le patate, le barbabietole da zucchero e i girasoli. Molto debole l’allevamento, mentre elevate sono la produzione di legname e la pesca.

Nonostante i sensibili progressi fatti dalla nuova Russia, l’occupazione nel settore terziario rimane ancora bassa e la sua modernizzazione è solo agli inizi.

Particolarmente difficile la situazione delle vie di comunicazione. La Russia non ha ancora una vera rete di autostrade e le strade sono in pessime condizioni; anche le ferrovie sono sovraccariche di traffico e maltenute. Le vie marittime sono in gran parte bloccate dai ghiacci invernali, mentre risulta più sfruttata la rete delle vie navigabili interne, che ha il proprio asse fondamentale nel cosiddetto sistema dei cinque mari”, cioè l’insieme dei fiumi e dei canali che collegano il Mar Baltico, il Mar Bianco, il Mar Caspio, il Mar Nero e la diramazione settentrionale di quest’ultimo, il Mar d’Azov.

Generalità

Nome completo: Federazione Russa
Nome ufficiale: Российская Федерация
Lingue ufficiali: 1° e unica ufficializzata Russo altre lingue più parlate: Slavo, Tedesco, Yiddish, Avaro Cinese e in minoranza Giapponese
Capitale: Mosca  (10.600.000 ab. / 2005)

Politica

Forma di governo: Repubblica semipresidenziale democratica federale
Presidente: Dmitrij Medvedev
Primo Ministro: Vladimir Putin
Indipendenza: Dall’URSS, 1º gennaio 1992

Ingresso nell’ONU: 24 ottobre 1945

Superficie

Totale: 17.075.400 km²
 % delle acque: 0,5 %

Popolazione

Totale (2006): 142.753.551 ab.

Densità: 9 ab./km²

Geografia

Continente: Europa, Asia
Fuso orario: UTC da +2 a +12

Economia

Valuta: Rublo russo
PIL   (2008): 2.260.907 milioni di $
PIL procapite   (2008): 15.947 $  (53º)

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