San Bernardo

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La vita di San Bernardo

Gli Inizi

L’amore preveniente di Dio

 

Famiglia nobile ma la sua genealogia non spiega la sua santita’

Bernardo e’ timido e riservato

Contrasto tra la riluttanza all’agire e l’opera che il Signore gli ha affidato. Lo spirito d’iniziativa non gli viene ne dal sangue ne dalla carne

Esempio di virtu’ dai propri genitori: il padre (Tescelino) e’ cavaliere senza macchia e la madre (Aletta)  una donna pia. Due sposi uniti da una profonda devozione cristiana.

La madre, oltre ad aver dato la vita a Bernardo, gli ha trasmesso anche l’amore di Dio: generosa verso i poveri, austera, affettuosa verso i figli. In sogno aveva ricevuto la rivelazione della grandezza di Bernardo (cane bianco a chiazze rosse che abbaiava con tutte le sue forze, simbolo del predicatore). Questo sogno aiuto’ Bernardo a chiarire la propria vocazione

Bernardo fin da piccolo era riflessivo, amante della meditazione, dotato di una intelligenza penetrante ed una facilita’ di apprendimento. Era garbato, poco loquace, tranquillo, non sentiva il bisogno di emergere.

Bermardo ben presto cadde malato. Questo modo di conoscere l’amore di Dio attraverso la sofferenza lo accompagnera’ per  tutta la vita (cefalee e mal di stomaco che sara’ la causa della sua morte).

Fin da piccolo ebbe in sogno la notte di Natale: Si manifesto’ la nascita di Gesu’  che gli apparve come uno sposo che esce la prima volta dal talamo e che prende per se tutti i sentimenti del piccolo Bernardo.

Bernardo considero’ tale visione  come un segno  della manifestazione delle linee essenziali della sua spiritualita’: fortezza e delicatezza d’animo, devozione all’umanita’ di Gesu’

 

La conversione

 

Ama Dio e lo serve fin dall’infanzia ma vivra’ esclusivamente per Dio a partire dai 22 anni, cioe’ dalla sua CONVERSIONE che nel medioevo coincideva con l’ingresso nella vita monastica. Questa rottura con mondo e’ difficile anche per i Santi in cui la liberta’ resta totale, nonostante le grazie che ricevono dal Signore, anzi per la coscienza che hanno della loro debolezza, il dramma della liberta’ viene accentuato.

Bisogna scegliere come il giovane ricco e Bernardo sceglie per la soluzione piu’ radicale: morire al mondo e ritirarsi per sempre.

La madre muore nel 1106 quando Bernardo ha 16 anni

Bernardo viene attirato da amici e amiche verso i piaceri terreni: si trova combattuto tra il desiderio di appagare i sensi  e la castita’ (gia’ signora del suo cuore). Cede alla tentazione ma subito si pente gettandosi nell’acqua gelata.

Sentendo i piaceri del mondo come “vanita’” Sceglie consapevolmente per la parola di Cristo: <<Venite a me… prendete il mio giogo… troverete ristoro..>>

Entra a Citeaux dove e’ richiesta una grande poverta’ e osservanza severa della regola

Rinuncia a tutto (anche ad essere considerato santo), nella consapevolezza che la propria conversione e’ dovuta all’aiuto straordinario della grazia e non vuole nemmeno attribuire a se i miracoli che la grazia ha operato in lui.

Gli amici tentano di convincerlo e Bernardo cede e si prepara a partire per la Germania ma il ricordo della madre aletta (che lo aveva allevato per il deserto) lo distoglie da tali tentazioni

Dio ha messo nel suo cuore un fuoco che lo divora ed egli propaga l’incendio a vicini e lontani.

Prega molto, confidando nella misericordia. Raccoglie consensi.

La sicurezza di Bernardo deriva dalla chiara coscienza della sua vocazione, sognata dalla madre (predicatore)

 

L’iniziativa della sua conversione parte da Dio e da lui dipende la sua riuscita: Bernardo non e’ altro che uno strumento. Da qui il dono del dominio della natura e della profezia (quando Dio vuole un’opera, fornisce anche i mezzi necessari per compierla)

 

Quando Dio vuole un’opera fornisce anche i mezzi per compierla.

Bernardo in pochi mesi converte piu’ di 30 anime. Le riunisce nel castello di Chatillon in attesa di entrare a Citeaux. Facevano a gara nello zelo per conservare il piu’ grande dei carismi: la carita’

 

Il fervore del novizio

 

Bernardo trascorre 3 anni a Citeaux (1112-1115) e per l’ordine e’ una nuova giovinezza e una benedizione per l’abbazia quasi vuota.

Inaugura quello stile di <<vita angelica>> che lo accompagnera’ per sempre, favorito da doni divini: le grazie che riceve sono <<benedizioni di dolcezza>>.  L’aspetto particolare della grazia ricevuta e’ la dolcezza.

Per cio’ che riguardava il servizio di Dio, Bernardo spingeva tutto all’estremo. Ha scelto il monastero perche’ desiderava morire al mondo e cancellare ogni ricordo di se’.

Col progredire della vita monastica la mortificazione non riguardera’ solo i desideri della carne ma la carne stessa. Concede al suo corpo lo stretto necessario per poter vivere. L’austerita’ diventa suo costume di vita. Man mano che il suo corpo si indebolisce, rivolge a Dio tutte le sue speranze

Il senso della presenza di Dio coincide in lui con il sentimento della soavita’

Bernardo e’ un contemplativo.

La sensualita’ vinta si sottomette ai moti della grazia e partecipa della pace che la presenza di Dio infonde nell’anima.

Bernardo si priva del cibo e del sonno, limitandoli al minimo indispensabile. Mangiare e’ per lui una sofferenza.

Il digiuno troppo prolungato porta alla malattia. Soffriva di forti cefalee e i problemi digestivi lo perseguiteranno sempre. La sua malattia, conseguenza del suo amore per Dio, diventa uno strumento per alimentare questo amore.

A Citeaux Bernardo sottosta’ alla regola senza eccezioni, considera gli altri tanto quanto disprezza se stesso.  Con il lavoro nutre la sua coscienza, avida di penitenza, con la contemplazione alimenta la sua devozione.

E’ in uno stato di preghiera continua ed il lavoro, per quanto duro non turba la soavita’ che lo pervade.

Tutto cio’ che sapeva della Sacra Scrittura, diceva di averlo imparato nei boschi e nei campi durante il lavoro.

Tutto cio che chiedeva a Dio lo otteneva.

La condizione della sua preghiera e’ il raccoglimento: esso pero’ non dipende dalla solitudine esteriore: ovunque si trovi egli e’ solo con Dio (grazia di potersi astrarre dall’ambiente).

I primi contatti con la Bibbia sono decisivi per orientare tutta la sua esistenza: danno forma alla contemplazione e sostegno alla sua azione futura.

In questi anni trova la liberta’ e unita’ spirituale per conciliare la occupazioni materiali con la preghiera piu’ pura e intima.

Bernardo e’ un contemplativo cui non nuocera’ l’azione

 

Educazione da abate

 

Nel 1115 il suo abate lo mette a capo di 12 religiosi per fondare Clairvaux. Vista la sua giovinezza e il suo stato di salute, ci sarebbero ragioni sufficienti per temere che il nuovo monastero non possa durare. In piu’ il lavoro duro per la costruzione del monastero e lo scarso e scadente cibo, indeboliscono Bernardo ancor di piu’

Ma l’unica preoccupazione di Bernardo e’ la cura degli uomini che li sono stati affidati per i quali nutre un affetto singolare.

Qui il primo conflitto personale: tanto si considera misero, incapace  e noncurante di se quanto pensa agli altri fino a darsi completamente per la loro salvezza. E’ vinto ora dal desiderio ora dall’umilta’.

Lui che prediligeva la contemplazione, sta diventando uomo d’azione. E’ sempre Dio che lo conduce per strada imprevista (altro conflitto). Come  risolvere tale conflitto? Avendo fede e affidandosi a Dio: non dubito’ mai della missione affidatagli da Dio ne’ trascuro’ mai il dovere che le circostanze del momento richiedevano. I suoi scopi erano coincidenti con quelli di Dio. La sua speranza non si fonda su successi o presunzione: il suo totale abbandono e’ frutto della carita’ che arde dentro di lui e che e’ purificata dall’umilta’. Compresa e accettata la prospettiva dell’azione, ricorre alla preghiera come primo e insostituibile mezzo per compiere la missione affidatagli.

Non puo’ pensare alla santificazione separandola da quella di coloro di cui e’ responsabile davanti a Dio (quindi le circostanze sono la condizione).

Alla sua grande fiducia  in Dio sono da attribuire i miracoli da abate (confida nella provvidenza anche quando manca il cibo e la risposta arriva sempre)

Sa attendere l’ora scelta da Dio per manifestare la sua bonta’ (pazienza).

Parla agli uomini con la lingua degli angeli.

Non ammette per se e non concede agli altri alcuna connivenza tra purezza e concupiscenza. L’unico modo per evitare questa connivenza non e’ uno sforzo personale (che spaventa i suoi monaci) ma la partecipazione al dono dell’umilta’ ricevuto da Bernardo. Cosi’ si parla di una crescita comune.

Di quale strumento si serve Dio per far progredire e crescere Bernardo? Dei suoi stessi discepoli. Bernardo si mette alla loro scuola. Egli e’ sempre pronto a cogliere in loro tutti i segni della volonta’ divina (la loro umilta’ sincera diventa maestra del loro maestro).

Rimprovera i monaci ed essi si umiliano. Lui piange rimproverandosi di aver offeso la coscienza dei suoi ascoltatori. Quindi nel silenzio e nella solitudine si sottomette al Signore non reputando indispensabile la sua predicazione e non confida nel suo prestigio. Riceve quindi una visione di un fanciullo vestito di luce che gli comanda de essere fedele al compito ricevuto. Fiducia, perche’ non sara’ piu’ Bernardo a parlare ma lo spirito parlera’ in lui. Cosi’ inizia a manifestarsi in lui il dono dell’eloquenza sottoforma di esperienza mistica. Acquista quindi una maggiore dolcezza, moderazione e longanimita’.  Impara cosi’ per dono di Dio a vivere con gli uomini accettandoli come sono (mentre a Citeaux aveva imparato a vivere con Dio).

Dio agisce in lui cosi’, questa e’ la forma della sua carita’, il modo in cui ama gli altri; non esita a farli soffrire pur di fare il loro bene.

 

Incontro con i teologi

 

Quando fu nominato abate di Clairvaux non era ancora presbitero e quindi si rese necessaria la sua ordinazione.

Dio lo attende a Chalons dove era stato condotto da una serie di circostanze cui nessuno avrebbe potuto prevedere le conseguenze (il progetto di Dio e’ imprevedibile e insondabile).

Che si fosse atteso fino a quel momento per l’ordinazione, che il vescovo della sua diocesi fosse in viaggio in quel periodo, che Guglielmo di Champeaux (prelato virtuoso e colto che lo introdurra’ nell’episcopato dell’epoca) fosse stato eletto vescovo da neppure 2 anni… Tutto sembrava pero’ contrario a ogni ragionevole aspettativa (compreso il suo stato di salute e la sua poca eloquenza)… pero’ il vescovo riconosce immediatamente la personalita’ di Bernardo come servo di Dio ed interpreta la sua visita come una visita del Signore.

Nasce cosi’ un’amicizia profonda e Guglielmo inizia a parlare di Bernardo all’episcopato francese.

Ritornato a Clairvaux cade malato. Fatto imprevisto ma non dalla provvidenza. Il vescovo i reca a trovarlo e assicura a bernardo le cure chiedendogli di lasciarsi curare. Bernardo si oppone per evitare di rinunciare al rispetto della regola, Allora il Vescovo glielo ordina e bernardo smette di protestare e o obbedisce (Dio ha buone ragioni per imporre un anno di forzato riposo a Bernardo).

Guglielmo possiede la scienza scolastica che manca a Bernardo.

Dio dispensa Bernardo dal dover frequentare una scuola pero’ predispone tutto perche’ egli ne raccolga i frutti sanza sacrificare la vita contemplativa. Gli manda quindi Guglielmo di Saint-Thierry che ha frequentato la suola di Laon e possiede una vasta cultura, ispirata a S .Agostino. Cosi’ Bernardo assimila le conoscenze, le idee, le esperienze intellettuali dei suoi maestri teologi, all’interno di una dimensione puramente contemplativa. Dio non smette di istruire Bernardo con la sua luce, ma non si sostituisce a una ricerca di cui Bernardo e’ capace e della quale gli offre l’opportunita’ facendogli incontrare i due grandi maestri citati.

Attento ai segni divini, Bernardo comprende il significato provvidenziale dell’incontro con queli illustri teologi: Dio lo vuole istruire ed egli si sottomette a questi nuovi strumenti di cui Dio si serve per formarlo e prepararlo a una missione che Bernardo ignora e vuole ignorare ma alla quale non si sottrarra’.

E’ umile, sa ascoltare e interrogare i maestri che Dio gli ha inviato.

Dopo Citeaux (1 noviziato), gli inizi di Clairvaux (2 noviziato), il riposo forzato e la permanenza a Chalons possono considerarsi il 3 noviziato.

 

Con mirabile assiduita’ Dio dirige il corso della vita di Bernardo. L’esistenza di Bernardo e’ un trionfo continuo che non conosce ritardi ne interruzioni. Si e’ arricchito dei profitti delle scuole senza averle dovute frequentare, sfrutta i vantaggi della scolastica senza subirne gli inconvenienti, In ogni modo Dio lo prepara a un destino sempre piu’ straordinario.

 

I Primi Frutti

<<Se il chicco di grano non muore>>

 

Ecco la ragione della sua fecondita’: e’ il suo totale annientamento che gli fa dimenticare se stesso, lo fa diventare nulla perche’ Dio sia tutto. <<Se il chicco di grano non muore rimane solo, se invece muore porta molto frutto>>.  L’apostolato di Bernardo sta per diventare universale; non lo si comprenderebbe interamente se non si considerasse la debolezza dell’abate di Clairvaux, che lui stesso e gli altri vedono aumentare di giorno in giorno.

Bernardo si guarda bene dall’imporre agli altri le proprie esperienze e le norme che le regolano.

Sebbene durante l suo riposo forzato non ebbe mai riguardi per la sua salute, si preoccupa per quella dei suoi compagni e vuole  che essi accettino le sue premure.

Il suo corpo estenuato da tante malattie viene sempre piu’ indebolito da digiuni e veglie. Egli si mortifica: si da la morte. La malattia domina incontrastata, i medici non possono capire, lo accusano. La malattia di San Bernardo ha la stessa finalita’ di quella di San Paolo e di tanti santi, che pur avendo guarito gli altri, hanno mantenuto la propria infermita’ affinche’ attraverso la loro debolezza Dio potesse <<confondere i forti di questo mondo>>.

I malanni che affliggono Bernardo non gli impediscono di portare a termine l’opera a cui Dio lo ha chiamato. L’indebolimento del corpo, della carne, doveva manifestare il lui la vittoria dello Spirito, della grazia. La sua sofferenza e la sua umilta’ guadagnavano fecondita’ alla sua azione: conversioni, fondazioni, lotta alle eresie, ricomposizione di scismi e di dissensi politici, riforma dell’episcopato: nessuno di questi successi doveva essere addebitato ad un prestigio puramente umano, a una forza fisica capace di sostenere contemporaneamente tanti sforzi. Al contrario doveva essere evidente che era Dio a sostenere la vita di San Bernardo, ad agire per mezzo di lui, strumento semplice e debole, che voleva limitare il suo compito dimostrandosi inadatto all’azione.

Bernardo sapeva che la questa era la sua missione nella chiesa. La sua azione avrebbe perso il suo valore senza la preghiera e la sofferenza volontaria che l’hanno sostenuta.

Ogni volta che Dio gli affida una missione, gli don anche la grazia necessaria per compierla. La sua opera e’ quindi anch’essa manifestazione dell’esperienza mistica e ne conserva le due caratteristiche: procede da un dono gratuito e supera la normale misura.

 

Egli non si attende la guarigione, la malattia fa parte della sua esistenza. Anziche’ curarsi da di meglio: accetta. Dichiara al canonico Ogero di essere tenuto in vita solo dalla grazia di Dio. Tutti comprendono che Dio agisce in lui e si sottomettono a Dio.

Egli possedette sempre di piu’ i due carismi utili per il servizio alla Chiesa:  il dono della profezia e la grazia delle guarigioni.

In tutte le circostanze la sua disposizione d’animo rimane la confidenza, fiducia: egli e’ certo della misericordia del Signore. La sua forza  non si regge su alcuna facolta’ naturale: Bernardo ha rinunciato a tutto, alla salute come alla reputazione.

Nonostante la spossatezza Bernardo pregava in piedi fintanto che le sue membra lo sostenevano. La sua preghiera non si perdeva nelle divagazioni della sua immaginazione. In lui vive sempre meno l’uomo e agisce sempre di piu’ il Signore.

 

 

Le vittorie dell’obbedienza

 

L’azione di Bernardo raggiunge il clero francese.  Vediamo i motivi che lo condussero ad aderire agli appelli di Dio e degli uomini

 

Il primo sentimento quando gli viene chiesto di scrivere un libro o di intervenire in qualche questione e’ la piena consapevolezza di non essere in grado di fare del bene (profonda umilta’ di un santo, convinto della totale incapacita’ di essere utile agli altri),  Bernardo si considera solo un povero peccatore. Ha avuto visioni e compiuto miracoli che non hanno pero’ intaccato la sua umilta’. I privilegi e gli onori lo rattristano, non crede alla propria santita’ ed ha ragione per quanto riguarda la fonte della sua santita’: Dio solo e’ santo in lui.

La sua vocazione gli proibisce di parlare di se’ Egli vorrebbe tacere non solo perche’ non si sente all’altezza ma soprattutto perche’ ha scelto la solitudine e il silenzio. Bernardo vuole restare fedele alla sua vocazione.

 

Ogni volta che Bernardo viene sollecitato a intervenire, oppone resistenza, temporeggia, esita, riflette, se si insiste chiede il motivo per cui ci si e’ rivolti a lui. L’unica ragione capace di convincerlo e’ l’utilita’ del prossimo. L’umilta’ entra allora in conflitto con la carita’. La seconda ha la meglio e per lui e’ occasione per annientare se stesso. <<la carita’ non cerca il suo interesse>>.

Non pensera’ che a Gesu’ e l’amore per gli uomini per i quali Cristo e’ morto vincera’ il suo desiderio di nascondimento. Il vero senso dell’azione e’ l’opera di Cristo nel mondo, l’amore di Cristo per ogni uomo.  Attende sempre di essere chiamato. Tra due evidenze (sua impotenza e dovere) l’indecisione viene risolta dall’autorita’. Solo l’obbedienza puo’ risolvere il conflitto tra umilta’ e carita’.

 

Non ricerca il successo personale ma la salvezza delle anime.  Ha la certezza che quel poco che sa gli viene da Dio. Per il progetto di Dio ci mette un impegno totale.  Ama i nemici

 

Bernardo agisce per ordine dei suoi superiori nella gerarchia della Chiesa.  Ciononostante le sue gioie piu’ grandi gli pervengono dalla contemplazione

Egli sa convincere ed affascinare. Si considera sempre alla presenza di Cristo cui si rivolge.

La fiducia in Dio riempie tutta la sua opera-

Nel suo intimo egli e’ unito con Dio.

Bernardo prevede gli avvenimenti futuri, compie guarigioni, caccia i demoni, ma per lui questi sono strumenti per meglio servire nella carita’ i fratelli.

 

Monaco di tutti gli ordini

 

Bernardo suscita uno spirito di emulazione, cosi’ Sugero riforma Saint-Denis e Pietro il Venerabile Cluny.

Scoppia un conflitto tra alcuni Cluniacensi e Cirstencensi e a Bernardo e’ chiesto un intervento (composizione del primo dei suoi scritti “apologia” 1124). Bernardo scrive solo perche’ mosso dalla carita’ e dall’obbedienza. Quindi in primis elogia Cluny e poi ne denuncia le cose superflue che quell’osservanza tollera per eccesso di indulgenza.

Non e’ sua intenzione attaccare Cluny, quindi rimprovera anche i cistercensi, accusati di fariseismo e superbia. E ripone come pietra di paragone di ogni perfezione l’unione con Cristo che ha voluto essere umiliato prima di entrare nella sua gloria.

Ribadisce la sua ammirazione, riconoscenza e stima verso il Cluniacensi, riconoscendo la legittima pluralita’ di forme di vita nella Chiesa, poiche’ la carita’ ne garantisce l’unita’ al di la delle differenze. L’unita’ infatti non va ricercata nella diversita’ delle operazioni, ma in Colui che agisce in esse: essa proviene dallo Spirito santo che anima tutti i cristiani e non dalle opere compiute per sua ispirazione.

Le differenze nascono dalle molteplici forme con cui la grazia di Dio si manifesta sulla terra. Bernardo spinto dalla carita’, nella controversa invece di attaccare, si umilia (Aspirate a carismi piu’ grandi).  Pero’, siccome <<e’ meglio far sorgere uno scandalo che trascurare la verita’>>, rimprovera i cluniacensi come ha fatto con i cistercensi che non rispettano la carita’.

Ribadisce che ciascuno deve rimanere fedele alla sua vocazione rispettando quella degli altri nella carita’.

 

Bernardo vuole contribuire al riavvicinamento delle congregazioni monastiche per unirle sempre piu’  Tra gli ordini che ha beneficiato dell’opera di  S Bernardo e’ l’ordine militare dei Cavalieri del Tempio (Templari), fondato per difendere e proteggere i cristiani in Palestina e Siria (terre conquistate dalle crociate).

Dopo molta insistenza scrive un elogio di quell’ordine (De laude novae Militiate), cominciando ad esaltare il bene prima di denunciare il male, mettendoli talvolta a confronto per evidenziare il bene. Ribadisce che l’unico bene e’ il servizio del Signore.

 

Bernardo pratica cio’ che predica: non cerca il proprio interesse ma quello di Cristo. Egli adatta sempre lo stile e il linguaggio ai suoi interlocutori.

 

Misericordia e verita’

 

Egli e’ maestro dei suoi monaci per esperienza: il suo modo di esprimersi ricalca il suo modo di vivere.

 

E’ raro che Bernardo prenda posizione su verita’ speculative (es. immacolata concezione), preferisce parlare della vita cristiana e dei dogmi fondamentali.

 

Come dottore della chiesa, affronta l’argomento dell’unione dell’uomo con Dio. Tale unione si stabilisce affrontando 2 termini inseparabili e simultanei: la conoscenza di se e la conoscenza di Dio.

Scrisse il DE GRADIBUS HUMILITATIS ET SUPERBIAE e il DE DILIGENDO DEO che descrivono rispettivamente: l’ascesa dell’uomo verso Dio e la discesa di Dio verso l’uomo. In questo ambito la conoscenza di se’ spiega la sua umilta’ e la conoscenza di Dio giustifica la sua carita’.

 

Nel 1126 viene chiamato dal Cardinale Pietro (designato come legato di Francia) e sono dopo molte insistenze esce dal monastero spiegano il motivo di tale reticenza: e’ consapevole di non essere nulla. La conoscenza che ha di se’ e’ essenzialmente legata a una profonda esperienza di Dio: ma non si puo’ conoscere Dio senza amarlo subito e Bernardo si unisce a Lui con tutto il suo essere.

L’uomo prima del peccato partecipava della felicita’ di Dio, era cosciente di non essere nulla per se stesso, ora, invece, col peccato, e’ nell’illusione e crede di essere qualcosa senza Dio. Tutto cio’ che si loda in noi e non viene da Dio non e’; e’ vanita’, cecita’, come stimare un uomo solo in quanto uomo.

Nel DE GRADIBUS HUMILITATIS ET SUPERBIAE parla di nostro Signore fonte e modello di virtu’. La vitu’ per Bernardo e’ sempre l’imitazione di una persona. In particolare l’umilta’ e’ la virtu’ per mezzo della quale l’uomo raggiunge una vera conoscenza di se, diventa vile ai propri occhi. Ha dunque origine dalla verita’. La consapevolezza della propria nullita’ non avvilisce l’uomo, poiche’ ad essa si accompagna la conoscenza di Dio. La fiducia in Dio nasce dalla certezza che egli e’ buono, soave, misericordioso, dona grazia di compiere cio’ che comanda e il mezzo per giungere a lui. Il mediatore e’ Cristo. Non ci resta che condividere la sua esperienza: nella sua passione e’ stato misericordioso, ha voluto obbedire al Padre e agli uomini fino a morire.  La nostra imitazione di Cristo non e’ nei gesti ma nel provare gli stessi sentimenti ed in particolare il nostro amore per il prossimo deve essere una propagazione dell’amore di Dio che riceviamo da Cristo.

Se Dio in Cristo ha avuto pieta’ di noi anche noi dobbiamo avere pieta’ degli altri.

 

Gradi dell’umilta’:

1)      l’uomo percepisce la sua miseria e sente il desiderio di essere giustificato da Dio

2)      L’uomo quando prende coscienza della propria miseria, comprende che e’ la stessa miseria di tutti gli uomini (non ci si puo’ considerare migliori di altri).

3)      L’estasi

 

Atteggiamenti dell’anima (attribuibili al ciascuna delle 3 persone della trinita’:

 

1)      umilta’

2)      carita’

3)      contemplazione

 

L’orgoglio e’ l’opposto dell’umilta’

 

Nel DE DILIGENDO DEO il solo tema che tratta e’ la carita’ per spiegare perche’ e come si deve amare Dio. Bernardo non propone una idea astratta per spiegare l’argomento ma parte dal fatto che l’amore del Padre e’ consistito nell’inviare sulla terra il suo unico figlio e nel non averlo risparmiato per amor nostro. Questo costituisce una motivazione del perche’ si deve ricambiare un tale amore concreto. L’amore per Dio deve nascere dalla contemplazione attraverso la quale ci giungono i doni di Dio. La devozione nasce dalla conoscenza che si acquisisce mediante la fede e che poi agisce su tutte le facolta’ dell’uomo. Il carattere dominante di questa attivita’ contemplativa e’ la soavita’.  Piu’ l’anima si mortifica piu’ riceve gioia, quanto piu’ essa fa dono di se’, tanto piu’ Dio le dona se stesso; piu’ essa si dimentica, si libera, si svuota di se’, piu’ Dio la riempie, piu’ il suo Sposo le si manifesta. L’anima prova contemporaneamente l’ardore del desiderio e la quiete del riposo.

La differenza tra lo stato dell’anima sulla terra e quello in cielo e’ che qui sulla terra essa si glorifica nella Croce.

 

La sua avversione per il peccato e’ l’esatto contrario del suo attaccamento a Dio. Benche’ ammetta una ricompensa, essa e’ disinteressata, poiche’ la ricompensa non e’ altro che colui che si ama.

 

L’estasi e’ uno stato in cui si e’ rapiti fuori di se’. Allora per l’uomo non esiste altro desiderio che fare la volonta’ di Dio. Questa conformita’ totale della sua volonta’ con quella di Dio e’ l’unione perfetta. L’unione completa si realizzera’ solo in cielo.  La resurrezione della carne e’ necessaria perche’ si completi questa esperienza, ci sono per questo stadi successivi dell’unione con Dio:

 

1)      sulla terra il corpo e l’anima sono legati (l’uomo sperimento l’unione con Dio mediante lo spirito e con l’aiuto del corpo: egli domina il suo corpo

2)      l’anima separata vive l’unione solo con lo spirito; l’unione e’ piu’ intima e non e’ piu’ ostacolata dal corpo

3)      dopo la resurrezione l’unione sara’ toale perche’ anche il corpo sara’ liberato definitivamente dalle sue debolezze

 

Bernardo rivela cosi’ una straordinaria stima del corpo

 

Il trattato termina con una lettera di stima per i certosini in cui esprime il concetto di Carita’: carita’ e’ Dio stesso, il dono di Dio in noi.

 

Quindi la condizione dell’uomo e’ la miseria. Dio ha misericordia dell’uomo, lo soccorre con la sua grazia e gli invia suo figlio. Il curvarsi di Dio verso l’uomo e’ la misericordia. L’umilta’ dell’uomo e la carita’ di Dio camminano l’una incontro all’altra e misericordia e verita’ si incontreranno.

 

 

Dio nell’uomo

Bernardo crea numerose fondazioni. Deve tenere salda l’osservanza della regola e dirimere i conflitti. Mantiene le relazioni con i vescovi, offre la sua mediazione per appianare le lotte che dividono i signori del suo tempo, difende la causa dei poveri e degli umili.

 

Cio’ che Bernardo considera innanzitutto nell’uomo, non e’ l’uomo ma la presenza di Dio in lui; questa visione di fede determina quindi il modo con cui egli si rapporta all’uomo. Tutto cio’ che vi scorge di buono sa che viene da Dio, percio’ quando loda in uomo lo umilia esaltandolo. Ammira ogni buona azione come effetto della grazia.  <<…ma diamo gloria a Dio , sapendo che cio ‘ che siete e potete e’ opera sua e non vostra. Vi ammoniamo amichevolmente perche’ abbiate sempre coscienza di cio’, cioe’ che nulla siete e nulla potete cominciare, se per caso pensate diversamente e ascrivete, Dio non voglia, ai vostri meriti o alle vostre forze qualcosa di queste azioni.>> Questo atteggiamento rende possibile la pace interiore, poiche’ non confidando in noi stessi, aumentiamo la fiducia in Dio.

Bernardo ha pieta’, come Dio, della miseria dell’uomo.

<<… gli emtpi che si espongono alla scomunica possono si’ sottrarsi alle nostre preghiere pubbliche ma non al nostro affetto.>>

Compatire gli altri e’ aver dunque gli stessi sentimenti di Cristo, imitandolo.

La carita’ e’ il dono per eccellenza dello spirito santo: si muore a se stessi per donasi agli altri.

Non e’ mai senza resistenza che Bernardo accetta di servire il prossimo fuori dal monastero; perche’ acconsenta occorre spesso un segno manifesto della volonta’ di Dio.Qualche volta la caarita’ che lo spinge e’ sufficiente per convincerlo, allora il desiderio della salvezza delle anime giustifica la sua decisione.

Gode di un grande prestigio che gli fa assumere nella chiesa una autorita’ dalla quale pero’ egli rifugge. Tuttavia si dira’ sempre pronto ad obbedire al Papa.

Bernardo non vorrebbe fare altro che dedicarsi interamente alla preghiera, ma sa bene che a volte deve badare agli interessi di Cristo. Si mantiene calmo e si esprime sempre con estrema franchezza: non puo’ tacere la verita’. Muove rimproveri a vescovi e papi: e meglio suscitare uno scandalo che trascurare la verita’. Non e’ uomo da compromessi.

Delle 2 forme in cui si esprime la carita’ (indignazione e affettuosita’), preferisce la seconda. Dimostra una amicizia tenera, premurosa, devota per consolare e confortare. L’amicizia e’ reciprocita’: amiamo e lasciamoci amare.

Sulla separazione dai propri confratelli dice che si deve preferire il volere di dio ai nostri affetti e ai nostri profitti.

La Carita’ tutto sopporta: da qui attinge la fermezza nei rapporti con gli uomini: egli serve Cristo in loro ed e’ Cristo in lui che da’ la vita per loro.

Se i suoi sforzi non ottengono il risultato previsto, ma hanno effetto contrario, non si perde d’animo: nulla infatti puo’ nuocere a colore che hanno riposto la propria speranza in Dio.

Il bene della Chiesa non e’ per lui una astrazione: e’ la fedeta’ che tutti i cristiani, e in particolare il clero e i prelati, devono avere verso la persona di Gesu’. Egli non puo’ concepire la Chiesa come un’organizzazione il cui buon funzionamento sarebbe sufficiente a salvare il mondo: vivere nella chiesa non e’ altro che vivere l’unione personale con Gesu’. Per questo in tutti i suoi fratelli Bernardo scorge l’immagine di Dio. 

 

La liberta’

 

Nel De Considerazione, fin dalle prime pagine invita a fissare lo sguardo sulla persona di Gesu’: Cristo e’ il modello di tutti i membri della Chiesa.  Ogni cristiano deve imitare Cristo, i vescovi inoltre devono servirlo nei fedli affidati alle loro cure.

Per me vivere e’ Cristo e morire un guadagno. Non sono piu’ io che vivo ma e’ Cristo che vive in me. E’ sdegnato per il clero corrotto e detesta il male con lo stesso ardore con cui ama Cristo perche’ il male e’ una scelta.

Infatti  la funzione del libero arbitrio (trattato de gratia et libero arbitrio) e’ quella di permettere la salvezza, non di conferirla.

Esiste un grado inferiore  di ogni vita spirituale in cui l’uomo, solo perche’ e’ dotato di intelligenza, e’ libero da cio’ che dall’esterno  puo’ condizionare la sua capacita’ di giudizio e di adesione. Egli distingue il bene dal male e puo’ scegliere tra i due. Egli possiede la volonta’ di fare il bene la ma capacita’ di compierlo e’ ostacolata dalla forza contraria che esercita’ in lui la seduzione del male.

Nel grado superiore, al quale e’ elevato dalla grazia, l’uomo e’ liberato dal peccato: permane in lui l’inclinazione al male ma la difficolta’ che questo oppone alla sua volonta’ e alla sua capacita’ di fare il bene si attenuano gradatamente. Questa totale liberta’ dal peccato non si raggiunge sulla terra, tuttavia ci si approssima per educazione.

Nella vita beata, infine l’uomo e’ liberato dal peccato e anche dalle sue conseguenze.In questa situazione la liberta si compiace solo del bene.

La liberazione progressiva della liberta’ non e’ frutto del libero arbitrio ma dello spirito del Signore.

Egli piu’ che ragionare descrive, piu’ che dedurre constata.

I digiuni, le veglie, la continenza, le opere di misericordia e l’esercizio di tutte le virtu’ rinnovano in noi di giorno in giorno l’uomo interiore: i nostri pensieri, prima rivolti verso le cose terrene e le preoccupazioni della vita, si innalzano verso il cielo; i nostri deboli affetti si fortificano e si trasformano in amore spirituale.

Il rinnovamento interiore consiste in 3 atteggiamenti:

1)      rettitudine dell’intenzione

2)      purezza nell’affetto

3)      ricordo delle buone opere di cui la coscienza illumina la memoria

 

Sono doni di Dio e nello stesso tempo sono nostri meriti poiche’ la nostra volonta’ vi acconsente.

Egli non si stima piu’ intelligente dei padri: attenersi alla tradizione e’ un’espressione della sua umilta’.

Bernardo difende la liberta’ e afferma che ognuno puo’ in tranquillita’ di coscienza concordare con un giudizio quando non sia contrario alla ragione o a una autorita’ degna di rispetto.  

 

La storia del verbo

 

L’attivita’ che informa tutta la sua vita e’ la contemplazione. Egli pensa ad alta voce davanti a Dio, alla presenza di Dio. Le sue meditazioni si svolgono attraverso i testi della liturgia.

Il sole che illumina la sua anima e’ il mistero del Verbo incarnato: Bernardo non parla che di Cristo. Considera la Vita di Cristo all’interno del disegno provvidenziale di Dio per la salvezza del mondo.

L’argomento non e’ mai esaurito: non smetterebbe mai di contemplare, di stupirsi, di meravigliarsi dei misteri divini. Il suo parlare e’ piu’ una esclamazione che un discorso: la predicazione e’ l’effusione di una ricchezza interiore. La predicazione e’ frutto di una contemplazione. Ha il desiderio di parlarne, non per spiegare ma per fare amare la vita di Cristo. Bernardo vuole che l’incendio che lo consuma si propaghi. Solo un amore ardente puo’ sostenere un fervore cosi’ intenso. Bernardo piange di gioia. La contemplazione lo ripaga di tutte le asperita’ della vita monastica: la gioia del monaco e’ Cristo.

Egli si sente responsabile della salvezza degli altri per la grazia che gli e’ stata concessa: desidera Dio, ma nello stesso tempo desidera il bene del prossimo. Sarebbe disposto a tutto perche’ coloro che lo ascoltano amino Dio quanto lui.

Desidera e tuttavia vive gia’ nella sicurezza che l’eternita’ sara’ il domani luminoso della sua vita di oggi.

L’opera della salvezza consiste nell’incontro tra verita’ e misericordia.

La nostra meditazione consiste nell’accogliere in noi la grazia della redenzione, ogni volta che contempliamo i momenti della vita del Salvatore.

La meditazione mostra tuttavia cio’ che ci manca e la preghiera lo domanda: la prima indica la via e la seconda vi si incammina.

La carita’, l’obbedienza, la mortificazione, il servizio alla chiesa le opere che facciamo hanno valore solo grazie alla nostra unione con Cristo.

Bernardo insiste sull’aspetto comunitario della vita della chiesa e sulla solidarieta’.

Il sentimento che assilla bernardo e’ quello di vedere Gesu’nella sua gloria divina. Questo corpo appesantisce l’anima. Si sente un po ‘ in esilio su questa terra. 

 

 

 

Colonna della Chiesa

I trionfi

 

E’ considerato la colonna della Chiesa. Chiamato a pronunciarsi sul papa legittimo e a farlo riconoscere e acclamare da tutti come tale.

Si dedica in tutti i modi a questa nuova missione. Intraprende grandi viaggi che diventano occasioni per manifestare agli uomini cio’ che Dio opera in lui.  Lo Spirito santo lo conduce e agisce attraverso di lui e parla per bocca sua.

Anacleto II Vs Innocenzo II

Visione notturna di una grande chiesa che canta all’unisono le lodi di Dio  e svaniscono i dubbi: la pace sta per tornare.

Durante i viaggi per promuovere l’elezione di Innocenzo II compie il  1 miracolo: risana un monaco tormentato dal demoni.

Semina guarigioni ma il suo miracolo piu’ grande e’ sempre l’umilta’. Bernardo si stima un nulla. Egli non si umilia ma piu’ semplicemente e’ umile. 

 

 Predicazione contemplativa

 

Bernardo ha scritto numerosi sermoni sul cantico dei cantici. Le relazioni tra lo sposo e la sua sposa sono quelle che meglio evocano cio’ che Bernardo prova per Cristo. Dio ha offerto la carne a degli esseri che godono della carne, perche’ imparassero attraverso di essa a godere in egual modo dello spirito. Bernardo considera cosi’ la redenzione del genere umano, non tanto nel mistero della morte e resurrezione di Cristo quanto in quello dell’incarnazione. Il mistero dell’incarnazione e’ quello del mediatore tra la misericordia di Dio e la miseria dell’uomo.

L’uomo puo’ arrivare a conoscere Dio senza amarlo. La conoscenza mistica e’ al contrario una conoscenza amorosa, che procura gusto e diletto: essa e’ una partecipazione alla conoscenza amorosa reciproca delle persone divine.

Bernardo ha piena coscienza che l’esperienza mistica non puo’ essere che un dono: riceverla, parlarne, suscitarla in altri e’ opera di Dio, non dell’uomo.

Parlare di Dio e’ un dono pari a quello di praticare la virtu’. Chiede che si preghi per lui affinche’ lo Spirito santo gli riveli quale deve essere l’argomento della sua predicazione e gli faccia trovare le parole adatte per esprimersi. Egli vuole essere solo un intermediario tra Dio e i suoi monaci.

Il suo scopo non e’ quello di chiarire i problemi di carattere speculativo, come per esempio l’incorporeita’ degli angeli: dichiara anzi esplicitamente che simili questioni per lui non hanno alcuna importanza. Non cerca tanto di istruire i suoi monaci, quanto di suscitare in loro il <<pensiero della sovrabbondante tenerezza di Dio>>. E di condurli all’amore per lo sposo. La dottrina spirituale non suscita curiosita’ ma infiamma la carita’.

Il suo scopo e’ perentrare i cuori piu’ che pronunciare parole. La vera sorgente da cui Bernardo trae la sua ispirazione e’ la sua stessa esperienza.

All’inizio della conversione l’anima sentiva il profumo di Dio ma era lontana da lui; ora essa gli si avvicina, arriva a toccarlo. Cio che prepara questa esperienza e’ la devozione cioe’ il ricordo dei benefici ricevuti dal Signore. L’attivita’ contemplativa ci spinge a pensare piu’ alla bonta’ di Dio, manifestata nel mistero di Cristo, che non ai nostri peccati.

Il carattere dominante e veramente specifico dell’esperienza mistica e’, in realta’, secondo San Bernardo, la dolcezza e la soavita’., anticipi della beatitudine celeste.

Nella vita del mistico c’e’ un continuo alternarsi di gioia e di sofferenza, di luce e di tenebra.

I mistici si nutrono della Bibbia: l’antico testamento ha un carattere profetico e il desiderio della terra promessa o desiderio del Messia  e’ uno dei sentimenti che vi si incontrano piu’ frequentemente.

Dio e’ tranquillo e rende tranquille tutte le cose. Contemplare Colui che riposa non e’ forse riposarsi? Di nuovo visitami Signore affinche’ io veda la tua bonta’ tra i tuoi eletti e goda della gioia del tuo popolo.

Colonna della Chiesa per la sua contemplazione, lo deve diventare anche con la sua azione  (scisma). Desidera l’estasi, sfugge l’azione ma Dio lo chiama ed egli non oppone resistenza.

 

Servitore della Sposa

 

Nel 1137 e’ richiamato in Italia dal papa e dai cardinali per porre rimedio alle difficolta’ della Chiessa. Egli oppone resistenze ed invia delle scuse, invano. Quindi deve obbedire.

Usare la persuasione e’ il sistema migliore per risolvere il problema dello scisma. Nuovamente compie miracoli per il bene degli uomini e della Chiesa. Egli si gloria nelle tribolazioni che e’ stato ritenuto degno di sopportare a favore della Chiesa, sua madre. La mia sola vera gloria, che mi risolleva il capo, e’ il trionfo della Chiesa.

Ai suoi occhi la pace della Chiesa e’ una vittoria di Cristo. Egli non ha difeso un uomo o un partito ma la Sposa di Cristo ed e’ lei che d’ora in poi servira’ definendosi servitore della Sposa.

Egli e’ pero’ libero dagli interessi umani, egli rimase fedele all’atteggiamento interiore dimostrato in tutta la sua vita: riluttanza ad intervenire, obbedienza alle osservazioni dei superiori, scrupolosa ricerca della verita’ nelle inchieste, metodi onesti di indagine, preghiera costante, esercizio della carita’ senza favorire per questo la carriera o gli interessi temporali di coloro che ama e a cui vuole fare del bene.

Dio e’ Padre di Misericordia: non si puo’ servirlo se non imitandolo. Bernardo desidera che si perdoni e invita i superiori all’indulgenza verso i monaci; egli stesso interviene in favore dei peccatori. Con la dolcezza calma le discordie.Comunque bisogna saper amare fino a questo punto, quando si dice la verita’ si rischia di scontentare quelli che la contraddicono. Per Bernardo la severita’ e’ solo un rimedio estremo al quale ricorre solo dopo aver tentato invano di usare ogni forma di indulgenza. Sa tuttavia essere esigente quando e’ in gioco la fede o l’unita’ della Chiesa, ma sempre condiscendente con la debolezza dei peccatori. Ai vescovi e agli abati raccomanda la pazienza e la moderazione, per far prevalere la misericordia sulla giustizia.

Afferma; <<io servo volontariamente perche’ la carita’ dona la liberta’>> Gli pesa cosi’ tanto l’azione che desidererebbe morire ma “non sia fatta la mia volonta’ ma la tua, e io non voglio ne’ vivere ne’ morire per me”. In ogni caso, mai attribuisce a causa naturali l’aggravarsi o il migliorare delle sue condizioni di salute: “Dio ha pieta’ di me – dice – sto meglio”.

Nella vita di Bernardo niente dipende unicamente dall’intervento dell’uomo. Tutto riveste il carattere soprannaturale di dono del Signore, sia le gioie che i dolori.

Bernardo agisce appoggiandosi solo sulla forza della preghiera che gli ottiene il dono della parola e il dono dell’esempio. L’azione deve restare subordinata alla contemplazione. Tra tutti i doveri, comunque, il maggiore e’ la preghiera.

 

 

 

Difensore della fede

 

La fede deve manifestarsi nei costumi, deve generare opere buone. Bernardo accusa la dialettica che e’ separata dalla vita. Predica la conversione totale, quella dell’intelletto e quella di tutte le altre facolta’.  L’unica parola veramente efficace e’ quella di Dio, quella dell’uomo lo puo’ essere se partecipa della potenza di Dio.  Il Signore parla all’uomo con una voce segreta e interiore; bisogna far tacere i rumori esterni per sentire questa voce che accende nel cuore una luce intima.

L’esperienza di Dio nelle beatitudini e’ frutto della rinuncia indicata nella prima parte delle stesse. Purificato, l’uomo si rende conto che non puo’ trovare pace in se stesso e comincia a sperare, il suo sguardo deterso dalle lacrime della penitenza, diventa piu’ chiaro e fissa i suoi occhi sullo splendore della luce santissima. E’ la’ che trova la presenza di Dio. Tutto questo si acquista con l’esperienza e non dalla scienza.

Ci e’ facile comprendere come egli resti deluso da qualsiasi conoscenza che non si spinga fino a tal punto, soprattutto quando la condotta di quelli che studiano e insegnano e’ d’ostacolo al vero saper vivere cristiano, o perche’ essi cercano la propria gloria o il proprio piacere o perche’ mettono in periocolo, anche se impercettibilmente, la fede nel mistero, necessaria alla conversione.

L’intransigenza viene comunque sempre dopo il tentativo di conciliazione (e’ noto il confitto con Abelardo) Bernardo non insegna, custodisce la fede. Il suo scopo non e’ attaccare Abelardo ma salvare la fede minacciata.

Bernardo, infatti, non si chiede le ragioni del mistero di Cristo: gli e’ sufficiente contemplarlo e, partendo da esso, senza il soccorso della dialettica, elevarsi all’unione con Dio, piu’ di quanto possano fare i maestri della scuola.

San Bernardo e’ piu’ preoccupato di salvaguardare l’ortodossia della fede che le prescrizioni della morale. Incline all’indulgenza verso la miseria umana, bernardo e’ intransigente quando e’ in pericolo la fede.  Non e’ affatto un innovatore temerario: si attiene alla tradizione e nelle questioni controverse ricorre all’autorita’ dei santi padri.

 

Con Abelardo, S,. Bernardo e’ piu’ sensibile alla contraddizione tra la vita pubblica e la sua pretesa di essere monaco. E’ proprio contro la vanita’ e l’orgoglio che si scaglia l’invettiva di Bernardo.

 

Bernardo edifica la Chiesa: si sente non solo monaco di tutti gli ordini, ma anche abate di tutti gli ordini, il suo magistero partecipa del carattere universale della sua carita’.

Esige dai religiosi una generosita’ spontanea e senza limiti cosi’ che la sottomissione alle leggi che regolano il loro stato di vita sia sempre volontaria. La loro obbedienza puo’ essere lieta quanto e’ totale. Il diritto, in ogni caso, se non e’ sostenuto dall’amore non puo’ risolvere nulla.

Non vi sono per lui problemi astratti ma sempre uomini concreti, dei quali vuole sostenere gli sforzi, le sofferenze, la ricerca di Dio.

Prende esempio dal Signore che e’ stato obbediente in tutto  fino alla morte.

Bernardo non chiede che si rinunci alla ragione: la ragione non deve sottomettersi che alla verita’; l’evidenza e’ in grado di ottenere l’assenso dell’intelligenza. Tuttavia lo slancio della carita’ non deve essere commisurato ai motivi razionali

La’ dove e’ il tuo tesoro, li’ e’ il tuo cuore. Colui che ama Dio e’ dunque vicino a Dio nella misura in cui lo ama. Al contrario, chi si preoccupa del proprio corpo, della propria natura carnale, tanto meno ama Dio quanto piu’ si allontana da lui per avvicinarsi al proprio corpo: e’ distante da Dio. Questa attrazione verso il corpo e’ caratteristica del nostro pellegrinaggio sulla terra; essa rallenta lo slancio del cuore e ostacola la carita’. La condizione dell’anima sulla terra e’ di essere combattuta tra 2 desideri: il cielo in cui risiede Dio e dove un giorno il corpo sara’ glorificato e il nostro corpo mortale i cui bisogni e le cui opere tengono l’anima legata alla terra.

Questo dottore della fede piu’ che studiare i misteri, li contempla; cio’ che difende e’ cio’ che comunica e’ la sua stessa vita e la luce che riceve da Dio.   

 

Le visite dello Sposo

 

Nel 1138 Bernardo riprende la sua predicazione contemplativa sul Cantico dei Cantici.

L’unita’ della Chiesa e l’integrita della fede sono le condizioni imprescindibili per l’unione dell’anima con Dio. La sposa di Cristo diventa l’anima.

Sono sempre piu’ frequenti le grazie straordinarie: le visite dello Sposo sono come delle vette e tutto diventa per lui motivo di lode, tutto egli considera alla luce si Dio.

Ci sono diversi modi di vedere Dio:

1)      in cielo lo vedremo faccia a faccia

2)      sulla terra lo conosciamo:

a.   nel creato (perche’ l’opera di Dio dimostra quello che egli e’)

b.   con visioni e con voci che colpiscono i sensi di alcuni uomini (es patriarchi e profeti)

c.   entrando nell’anima purificata dal desiderio e votata all’amore (visita).

 

Per quest’ultimo tipo di manifestazione (la visita) occorre consumarsi dal desiderio tenendo sempre accesa la lampada dell’amore, non solo per il desiderio, ma amore per la presenza (2° stadio della vita spirituale).

Riconoscere lo Sposo che viene a visitarci e’ opera dello Spirito santo e non sforzo umano. Dio non viene a noi in forma corporea: non si limita ad apparire sulla soglia del cuore, lo penetra, lo tocca, lo commuove (afficit), lo si avverte nei suoi effetti.

Egli non disdegna, per manifestarsi, di servirsi del ministero degli angeli, che preparano l’incontro dell’anima con Dio, aiutano l’uomo a contemplare.

Le condizioni per la visita sono dunque:

1)      azione di Dio

2)      ministero degli angeli

3)      purificazione della memoria e del cuore

 

La scienza serve ben poco, occorre essere saggi con semplicita’ (quale distanza separa un mistico da un professore!).

Egli manifesta un atteggiamento severo nei confronti dei novatori che mettono in pericolo la fede dei semplici.

Assimila il filosofo all’eretico perche’ entrambi si accostano a Dio confidando nelle loro intuizioni.

Suggerisce quindi di accompagnare l’umilta’ alla scienza.

Il gusto del Signore durante le visite, dipende dalla disposizione dell’anima.

 

La consumazione

Il papa Bernardo

 

Nel 1145 sale sul soglio di Pietro Eugenio III anziano monaco di Clairvaux figlio e discepolo di Bernardo, che porta con se,  in un certo senso, anche il suo maestro.

Si diceva infatti che anche Bernardo, per questa elezione, era come se fosse stato Papa.

Bernardo, non nutre particolari ambizioni pero’ resta rattristato per l’elezoine di un monaco in quanto questo nuovo compito avrebbe potuto compromettere la vocazione monastica di Eugenio.

Fin dalle prime lettere, afferma comunque che il Papa deve donare la sua vita per la chiesa, dando prova di un disinteresse totale e di una dedizione senza limiti.

Bernardo divenne consigliere intimo e personale del Papa rifiutandosi pero’ di trasferirsi presso la sede papale.

Nonostante tutto Bernardo si sottomette al volere del Papa che gli ordina di lasciare che il priore di Clairvaux diventi abate di Sant’Anastasio in Roma (“ho fatto cio’ che avete ordinato, non perche’ l’avete ordinato, ma perche’ lo avete voluto, l’ho fatto per mia volonta’ senza rammaricarmi, e non per forza”). Bernardo e’ docile, sa rimproverare e consigliare il Papa ma anche restare sottomesso, ascoltando e ubbidendo. La sua volonta’ coincide con l’ordine ricevuto, per questo e’ liberta, adesione al bene, obbedienza. Il servo obbedisce passivamente, il figlio invece obbedisce perche’ vuole cio’ che vuole il Padre. Non fa nulla a meta’, bensi’ tutto senza riserve.

Da Lui tutti accettano qualsiasi richiamo perche’ e’ un vero uomo di Dio: ormai non si guarda piu’ a lui come all’abate Bernardo ma gia’ come al santo Bernardo. Bernardo ha un giudizio di se’ ben diverso. Ai suoi occhi non e’ che un pover uomo, degno solo di obbrobrio e di disprezzo.

Scrive il trattato “de considerazione” che espone le norme alle quali si dovrebbe attenere la vita del Papa.

Il problema fondamentale del testo e’ di conciliare la vita attiva con la vita contemplativa, perche’ anzitutto ha la preoccupazione che anche il pontefice riporti l’anima alla considerazione di se’ e del suo rapporto con Dio (considerazione = contemplazione, che non deve mai essere sacrificata per l’azione, ma al contrario la deve preparare per renderla feconda. Senza la contemplazione le opere sono sterili).

La rettitudine dei pensieri e delle opere derivera’ naturalmente dalla contemplazione di Dio.

Bernardo coglie l’occasione per esortare il pontefice all’umilta’, per metterlo in guardia contro il fasto inutile e l’abuso di potere.

Indica poi nel terzo libro come il Papa puo’ governare se stesso (ascesi) . L’ultimo libro e’ dedicato alla vita contemplativa. L’uomo sottratto dalla realta’ di quaggiu’ contempla il suo Dio e gli angeli sono ministri di questo dono.  L’angelo sta in noi per suggerire il bene, non per operarlo… Dio invece e’ dentro di noi per muoverci al bene, per infonderlo, ci fa partecipi della sua divinita’,. L’angelo e’ con l’anima, Dio e’ dentro all’anima.

Quindi per Eugenio III egli traccio’ il percorso della vita interiore, indicandogli come comportarsi alla presenza di Dio.    

 

La prova dell’insuccesso

 

Nel 1144 i Turchi riconquistano Edessa. Luigi VII re di Francia e il papa Eugenio III incaricano Bernardo di predicare la nuova crociata per invitare gli uomini ad arruolarsi nell’armata di Cristo. Nella guerra santa Bernardo intravvede un sottile espediente della misericordia di Dio che vuole salvare i peccatori di cui ha pieta’.

“ve lo ripeto ancora, pensate ai tesori della bonta’, considerate il suo mirabile disegno di misericordia (perdono dei peccaati e gloria eterna).

La crociata non e’ altro che occasione per predicare la conversione.

Ecco la sua posizione nei confronti degli Ebrei:

“Gli ebrei non devono essere ne’ perseguitati ne’ messi a morte e neppure banditi…Essi sono come le lettere viventi che ci ricordano la Passione del Signore: sono stati dispersi in tutti i paesi della terra, affinche’ subendo il giusto castigo di un cosi’ grande delitto, siano testimoni della nostra redenzione….. tuttavia al tramonto di questo giorno si convertiranno e a suo tempo lo sguardo di Dio si posera’ su di loro. Alla fine quando la moltitudine delle genti sara’ entrata nella Chiesa, allora tutto Israele sara’ salvato, come dice l’Apostolo.

Per la crociata, Bernardo si premura di eliminare dall’armata tutti quei crociati che si erano arruolati con cattive intenzioni.

L’armata cristiana d’oriente subisce una serie di sconfitte e i cristiani si dividono.

La gente semplice e’ scandalizzata, mentre i maligni colgono l’occasione per mormorare contro Dio. per Bernardo la piu’ grande sofferenza non provviene dallo smacco militare ma dallo spettacolo di egoismo offerto da una parte dei crociati (come invece aveva gioito per la loro conversione operata dall’abbondanza della misericordia divina. La Chiesa d’oriente non e’ stata ancora liberata, ma la Chiesa del cielo e’ aumentata di numero e se n’e’ rallegrata.

Bernardo preferiva che le mormorazioni fossero indirizzate verso di lui piuttosto che a Dio.  Amava pensare che Dio si servissi di lui come di uno scudo.

L’insuccesso della crociata e’ un castigo per i peccati degli uomini. Dio non puo’ essere vinto: la sua giustizia trionfa, ma non sempre per mezzo del successo che egli non deve a nessuno; egli e’ fedele alle sue promesse, ma a volte le realizza diversamente da come noi ci aspetteremmo.

 

Ultimi lavori

 

Bernardo fino alla morte adempie alla doppia missione affidatagli dal Signore:

1) difensore della fede

2) difensore dell’unita’ della Chiesa.

 

L’eresia catara continuava ad impreversare che Bernardo attribuiva sostanzialmente ad una falsita’ del cuore che si puo’ riassumere nell’orgoglio. Infatti l’eresia non cosiste nell’errore e nemmeno nella preseveranza in esso ma diventa tale quando c’e’ una ostinazione nell’errore stesso. “L’intenzione comune ed ultima di tutti gli eretici fu sempre quella di cercare la propria gloria, servendosi della singolaarita’ della loro scienza”.

Bisogna tentare sia di convincerli che di riconciliarli. E’ necessario tentare di ricondurli alla vera fede e farli rientrare in piena comunione con la Chiesa cattolica. Occorre che in esse prevalgano contemporaneamente la dottrina e la carita’ e solo nel caso in cui alcuni tra loro rifiutino di tornare alla fede si ha il dovere di escluderli per evitare che nuocciano agli altri fedeli.

Poiche’ ha ricevuto l’ordine di debellare questa eresia, Bernardo si e’ mosso animato da una carita’ pari solo alla sua umilta’. Ogni volta che compie un miracolo si reca immediatamente in Chiesa trascinando detro di se il popolo osannante, li’ tutti benedicono Cristo e glorifiano Dio cosi’ che la fede, trionfando, confonde l’infedele. Dio.

Riflettendo suo suo carisma, cosi’ Bernardo trova la soluzione al mistero che egli e’ per se stesso: Dio fa tutti questi miracoli in virtu’ della fede delle folle e non della santita’ di un uomo. I carismi sono donati non per il bene di colui che li possiede ma per il servizio degli altri. Essi sono la prova e la manifestazione di un carisma piu’ grande che e’ la carita’.

Le nozze

 

La morte e’ il punto di arrivo di un duplice itinerario iniziato con la conversione:

1)      affrancamento dell’anima di legami del corpo

2)      unione progressiva a Dio attraverso Cristo e la Chiesa

 

“torna mio diletto” esclama Bernardo dopo ogni visita dello sposo. Gesu’ viene affinche’ noi lo tratteniamo, se ne va perche’ noi lo richiamiamo; vuole che lo si ami e per questo si serve di tale mezzo: si dona perche’ si gioisca della sua presenza, si allontana perche’ la si desideri.

Ormai il tema nuziale domina il pensiero di Bernardo e alimenta la sua poesia in tutte le sue immagini. Queste nozze dell’anima con lo Sposo sono il prolungamento di quelle che hanno unito il Verbo con l’umanita’.

L’inno all’amore e’ reciproco: Dio si abbassa e l’anima si innalza.

Dio domanda di essere temuto come Signore, onorato come padre, amato come Sposo.

Quale di queste cose e’ la piu’ grande? L’amore. Senza di questo il timore ha la pena, l’onore manca della grazia.

Grande cosa e’ l’amore se tuttavia ritorna al suo principio, se rifuso nella sua fonte, sempre da esso attingera’ per sempre scorrere. L’amore e’ il solo dei movimenti dell’anima, sentimenti ed affetti, in cui la creatura puo’ rispondere, anche se non alla pari, all’autore, di dargli un simile vicendevole contraccambio.

Quando Dio ama, alto non vuole se non esser amato, perche’ non ama per altro scopo se non per essere riamato, sapendo che per questo stesso amore saranno beati coloro che lo amano. Mi e’ sospetto quell’amore che sembra essere sostenuto dalla speranza di ottenere qualche cosa. E’ un amore debole, impuro perche’ brama altre cose. L’amore puro non e’ mercenario.

L’anima libera dall’egoismo e’ pronta per l’amore, solo allora e’ feconda. La sua anima, da lungo tempo sposa del Verbo, restituisce a Dio cio’ che da lui ha ricevuto. La contemplazione avra’ sempre il primato sull’azione. “E’ buona cosa salvare molti; andare in estasi ed essere con il Verbo e’ cosa molto piu’ gioiosa. Ma quando questo e fino a quando?”.

 

 

Conclusioni

 

L’unita’ di spirito

 

Bernardo non ha potuto trasmettere a parole cio’ che di piu’ bello accadeva nella sua anima: la sua esperienza di Dio. Tuttavia egli parlava e agiva costantemente sotto il suo influsso.

In Lui regnava una piena armonia tra anima e corpo tra le due diverse forme della sua attivita’: contemplazione e azione.

 

Corpo e Anima

 

Vi e’ un rapporto profondo tra santita’ e indole umana, percio’ e’ indispensabile leggere i testi in cui lui rivela la sua anima per poter comprendere le sue opere.

La sua liberta’ sta nella sottomissione a Dio.

Qualsiasi cosa succeda al corpo, lo spirito deve progredire poiche’ il suo vigore non deve dipendere da quello della carne. L’anima e’ legata al corpo, ma non si regola secondo le sue condizioni: ne trae anzi profitto solo quando esso le procura sofferenza. Bernardo ha un senso cristiano della malattia: essa doveva dimostrare in lui la vittoria di Cristo.

L’atteggiamento di Bernardo in tutto il suo agire e’ un’evidente manifestazione della signoria dello spirito di Dio sul suo corpo. La sua virtu’ principale fu una estrema dolcezza. Era amabile, impregnato della bonta’ di Dio.

 

La contemplazione operosa

 

Bernardo, grazie alla fecondita’ della sua esperienza interiore che anima tutta la sua vita, e’ anche un teologo e uomo da’azione. E’ un uomo d’azione perche’ e’ un mistico. Il suo itinerario spirituale e’ ben piu’ importante e ci da’ la chiave di lettura di tutti i suoi spostamenti.  Azione e contemplazione, vissute contemporaneamente come due forme di attivita’ spirituale,   trovano la loro unita’ in Dio: l’una  consiste nel contemplare, l’altra nel servire Dio nell’uomo.

“sara’ reputato perfetto colui nella cui anima si noteranno queste tre cose unite convenientemente e opportunamente: che cioe’ sappia gemere per se’ ed esultare in Dio, e nello stesso tempo sia in grado di venire in aiuto alle necessita’ del prossimo, cauto per se’, utile ai suoi.” DI queste qualita’, la piu’ utile e’ la preghiera. L’azione e la contemplazione, ugualmente necessarie, sono due forme di carita’, ma la piu’ sublime e’ la contemplazione. La contemplazione e’ come il principio dell’azione: la prima puo’ bastare a se stessa, mentre, senza la contemplazione, l’azione sarebbe sterile e vana: non si puo’ pensare di essere in grado di istruire il nostro prossimo senza un mandato di Cristo e senza essere stati precedentemente purificati dalla luce della verita’. Solo allora si puo’ comunicare agli altri una parte di cio’ che si e’ ricevuto.

Programma di S. Bernardo e’ quindi una contemplazione operosa.

I temi caratteristici di Bernardo sono:

1) la miseria dell’uomo e la misericordia di Dio

2) la vicenda storica del Verbo (incarnazione)

3) l’unione dello Sposo (Cristo) e della Sposa (la Chiesa)

L’opera di Bernardo non e’ frutto della sua fantasia ne’ il risultato di un suo ragionamento o di speculazioni altrui, ma la traduzione della sua esperienza.

La sua contemplazione resta incentrata sul mistero della nostra salvezza: nella persona di Cristo noi impariamo a conoscere Dio, nelle sue opere scopriamo i tesori d’amore della Santa Trinita’.

  

La santita’ carismatica

Solo il Figlio di Dio e’ il “santo di Dio” per eccellenza. Coloro che egli chiama a imitare eroicamente la sua vita e la sua morte sono assai differenti gli uni dagli altri, tuttavia si possono raggruppare in alcune categorie, secondo i caratteri generali delle manifestazioni esteriori della loro santita’

Alcuni sono divenuti santi conducendo una vita normale, altri sono “carismatici” perche’ hanno ricevuto dal  Signore doni straordinari e mirabili carismi come Bernardo (predicano l’avvenire, leggono i segreti del cuore, dominano elementi della natura, guariscono i malati, compiono ogni sorta di miracoli e sono dispensati in parte dalle necessita’ naturali (mangiano poco, ecc.)) In questo modo si manifesta agli occhi di tutti la potenza dello Spirito santo che li sorregge.

Bernardo non ha mai dubitato della propria salvezza: fu in qualche modo confermato in grazia. In lui lo Spirito santo era sempre all’opera e Dio agiva sul mondo trasformandolo e rigenerandolo. Bernardo e’ uno dei capolavori di Dio meglio riusciti.

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