Si può disegnare una BUONA SCUOLA senza conoscere il campo del problema ? – di Enrico Maranzana

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L’interazione con la società del 2022 è la
terminazione del percorso intrapreso da uno studente che accede alla
secondaria.
  Il legislatore, considerata
l’imprevedibilità del traguardo, ha incardinato il sistema educativo sulle
capacità dei giovani. Una meta che unifica tutti gli insegnamenti: il docente
non può più essere visto come soggetto isolato ma come un partecipante a un
progetto educativo unitario.

La proposta governativa non è stata elaborata in
funzione di questo scenario: la visione sistemica è assente. Pertanto il
principio di “Valutare per migliorare la scuola” è irragionevole: non è
correlato a uno specifico, definito contesto.

A pag. 71 del documento si legge: ”La governance interna
della scuola va ripensata: vanno ridisegnati al meglio gli organi collegiali
della scuola, distinguendo tra potere di indirizzo e potere di gestione. Il
Consiglio dell’Istituzione scolastica diventerà il titolare dell’indirizzo
generale e strategico dell’Istituzione; il Collegio docenti avrà l’esclusiva
della programmazione didattica; il Dirigente scolastico sarà pienamente
responsabile della gestione generale”.
Sorprendente la superficialità sottesa
all’enunciato: se fosse stata osservata la struttura organizzativa introdotta
nel 74 e confermata nel 1994 e nel 1999, se fosse stata fatta una ricognizione
sulle elusioni e omissioni relative al’applicazione della legge, i nodi
problematici sarebbero apparsi in tutta evidenza e un intervento risolutore
concepito.
Il principio di separazione, che il governo propone, è il
fondamento dei decreti delegati del 74: non ha alcun senso la sua duplicazione.
[In rete: “Coraggio! Organizziamo le scuole”].
Il governo, invece di riformulare una norma
esistente, avrebbe dovuto riconoscere e rimuovere le cause dell’indecidibilità
sottolineata nel documento.

Ripensare
a ciò che si impara a scuola è il titolo del 
capitolo 4.  Si tratta di un
insieme scoordinato, introdotto senza alcun riferimento all’essenza
dell’autonomia delle istituzioni scolastiche che “si sostanzia di
progettazione”. In tale ottica le conoscenze sono lo strumento e l’occasione
per l’ideazione di percorsi di apprendimento. 
Che senso ha parlare di stampanti 3d quando la finalità è trasmettere la
cultura informatica? [in rete “La scuola regredisce. Dal piano nazionale
informatica al piano nazionale scuola digitale”].
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