Sicilia

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La Sicilia nei romanzi e nelle opere di letteratura

La Sicilia in Storia e Letteratura

 

ITALIANO

·        Verga descrive la Sicilia della povera gente (La giara o I Malavoglia) o, comunque, della gente attaccata alla roba e che vive per questa (Mazzarò o Gesualdo Motta)

·        De Roberto descrive la Sicilia de I vicerè nell’omonimo romanzo

·        Pirandello descrive una Sicilia (ma potrebbe anche essere un qualsiasi altro posto) in cui nessuno può essere se stesso a causa delle convenzioni sociali.

·        Brancati descrive nei suoi romanzi la figura tipica del fanfarone fascista siciliano.

·        Tomasi di Lampedusa ci parla di una Sicilia in cui tutto deve cambiare per rinascere com’era, e il protagonista del suo romanzo fa di tutto perché non cambi.

·        La Sicilia di Sciascia è in preda alla mafia e spesso chi contrasta la violenza risulta sconfitto, come il capitano Bellodi ne Il giorno della civetta, o addirittura soppresso come il professor Laurana in A ciascuno il suo. Malgrado ciò, è una Sicilia che, si spera, finalmente possa cambiare, in cui la legalità sia rispettata.

·        Nei gialli di Andrea Camilleri, invece, la mafia non occupa tutto l’orizzonte. Egli si interessa maggiormente alla dimensione privata, ai casi umani, ai tipi e ai personaggi, anche se la mafia è ben presente, talvolta, a determinare o a condizionare le scelte personali. Molto particolare è, inoltre, il senso della legge che ha il commissario Montalbano, che antepone spesso la dimensione umana alla stretta osservanza della legge.

 

STORIA

·        Unita al Regno d’Italia dall’impresa militare di Garibaldi, nel 1860, la Sicilia mostrò subito, con il brigantaggio, una reazione di disagio di fronte ai nuovi padroni. Linchiesta Sidney-Sonnino contribuì, quanto meno, a svelare alcuni caratteri del meridione, se non a risolverli del tutto. Verso la fine dellottocento la Sicilia dovette confrontarsi con i sistemi economici delle altre aree nazionali: lo sviluppo delle zolfatare portò alla crescita di alcune città portuali come Catania, mentre si posero le prime strutture di interesse generale (ferrovie, strade, porti). La storia della Sicilia negli anni della Repubblica è segnata da diversi nodi: l’autonomia regionale con lo statuto del 1946; il movimento separatista postbellico, crogiolo di rivendicazioni di vario segno nel quale la mafia esercitò un peso rilevante; l’intervento industriale finanziato dallo stato (Gela, Augusta) con i risultati inferiori alle attese; il dilagare del fenomeno mafioso con attacchi frontali alle istituzioni pubbliche, culminato alla fine degli anni Ottanta e da allora contrastato con maggiore efficacia dallo stato e da una nuova cultura antimafiosa; e infine la recente riscoperta delle potenzialità culturali e paesaggistiche, che attendono solo di essere pienamente valorizzate.

 

TESINE CORRELATE

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