Silio Italico

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Vita: nacque intorno al 26. Avvocato politicamente legato a Nerone (console nel 68), fu proconsole in Asia sotto Vespasiano. Ritiratosi a vita privata si dedicò alla stesura dei “Punica”. Nel 101 afflitto da un male incurabile si lasciò morire di fame. Plinio il giovane in un’epistola dice che ha espiato i suoi “maneggi” con Nerone grazie ad un otium degno di lode, nel quale dimostrò un maniacale estetismo ed un culto museografico nei confronti di Virgilio.

 

I “PUNICA”

 

Il più grande epos storico a noi giunto, è composto da 17 libri in esametri; secondo una parte della critica l’opera è incompiuta: si ipotizza un originale progetto di 18 libri, in linea con l’opera di Ennio, gli “Annales”.

Raccontano la II guerra punica, dalla spedizione di Annibale in Spagna al trionfo degli Scipioni dopo Zama.

(-> lett. 8.4.1, p. 305).

 

Modelli:

Livio: la trattazione annalistica degli eventi ricollega l’opera alla terza decade di Livio (dal 218 al 201 a.C.); ne è un esempio la ripresa del ritratto di Annibale, subito dopo il proemio, che si conclude con un’immagine rassicurante del trionfo di Scipione. La narrazione degli avvenimenti degli anni di guerra fino a Canne segue pedissequamente Livio (primi 11 libri dei punica -> libri 21, 22 e inizio 23 di Livio).

“Annales” di Ennio: dagli Annales riprende la narrazione anno per anno, tuttavia non si può fare un parogone diretto per la frammentarietà dell’opera di Ennio e per lo stile di S. che rifugge gli arcaismi. S. stesso comunque lo riconosce come modello inserendo un medaglione in cui si celebra la figura eroica di Ennio, mentre combatte in Sardegna con l’esercito romano.

Nevio: precedente più distante e meno diretto; autore del “Bellum Poenicum”, che narra le vicende della I punica.

Virgilio: l’ispirazione viene a S. dall’Eneide: la guerra di Annibale è presentata come continuazione dopo la maledizione di Didone contro Enea e i suoi discendenti. Per una meccanica adesione al modello, Silio restaura l’antico apparato mitologico, giustificando l’inverosimiglianza così: Giunone mantiene il ruolo di protettrice dei cartaginesi fino a Canne, ma di fronte al volere di Giove onnipotente deve rinunciarvi: davanti alle mura di Roma è proprio lei a fermare i cartaginesi, mostrandogli la natura divina del loro avversario (v. concezione fatalistica di Roma caput mundi per volere divino e del fato: giustificazione dell’imperialismo).

 

Stile: non mancano in Silio alcuni colores, come la predilezione, tipica dell’epoca, per i toni foschi e macabri.

 

Poikilìa: benchè l’opera s’inserisca nella tradizione della letteratura patriottica romana, le digressioni eziologiche e mitologiche e il gusto antiquario rivolto all’Italia arcaica rivelano la sensibilità di S. verso la poikilìa, la varietas alessandrina. Si nota dunque un’oscillazione fra tradizione epica e gusto ellenistico.

di Alice

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