Stazio

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Stazio

Biografia: nasce a Napoli tra il 40 e il 50 d.c., da un erudito maestro di scuola. Ottiene numerosi successi a Roma nelle recitaziones e nelle gare poetiche. Protetto da Domizione ebbe qualche insuccesso negli ultimi anni. Morì intorno al 96 d.c. a Napoli.

Opere: 1-“Silvae” (92): 5 libri in versi var; 2-“Tebaide” (94): testo epico in 12 libri; 3-“Achilleide”: testo epico incompiuto; 4-“De Bello Germanico”: poema perduto sulle gesta di Domiziano; 5-“Agàve”: antonimia di successo.

 

Fortuna: S. fu molto criticato a causa del suo conformismo. Nonostante ciò la tebaide ebbe notevole successo ed influenzò l’epica medioevale a contenuto allegorico: sia a causa degli aspetti manichei (contrasto tra potenze dell’olimpo ed inferi), sia a causa  della personificazione quasi allegorica dei personaggi. S. compare nel Purgatorio dantesco, probabilmente a causa dell’erronea convinzione di un suo pentimento.

SILVAE

Raccolta di 32 poesie, divise in 5 libri, che presenta alcuni tratti originali, altri legati al gusto del tempo.

·         titolo: si riferisce alla varietà dei componimenti (“bosco” con vari tipi di vegetazione); conferisce all’opera  un’aura di improvvisazione, per esaltarne il carattere occasionale e miscellaneo; S. si vanta della sua celeritas (più ostentata che reale), contrapponendo l’opera alla limatissima “Tebaide”;

·         documento del tempo: fornisce informazioni sull’ambiente di Stazio, la sua vita, i suoi rapporti personali;

·         committenti: (NB: S. è poeta di professione) i componimenti rispecchiano la mentalità e gli atteggiamenti di una committenza colta e benestante; emergono i valori guida del tempo: il ripiegamento sulla vita privata (arte, lusso, estetismo, affetti familiari) e insieme l’<<ideologia del pubblico servizio>>. Numerose anche le poesie <<cortigiane>>, nate per adulare Domiziano;

·         artificiosità: gli artifici della poesia (n. la struttua accuratamente pensata e i richiami da un libro all’altro) rispecchiano l’artificiosità della vita di corte dove la realtà naturale è trasformata in spettacolo;

·         schema: tradizionale, nutrito di formazione retorica, con variazioni originali introdotte dall’autore;

·         metro: dall’esametro al verso lirico;

·         contenuti: tradizionali, di impronta cortigiana e conformista; di qui numerose critiche; temi aridi e spesso di bassa adulazione, privi di autentica ispirazione;

·         stile: vivace, raffinato, gusto retorico proveniente dalla tradizione epigrammatistica.

TEBAIDE­­­­­­­­­­­­­­­­  

Componimento Epico che riprende da Lucano il tema delle guerre civili, qui addirittura fratricide: si tratta del mito di Edipo e dei suoi figli, Etèocle e Polinice (riassunto v. p. 277).

Modelli: S. dichiara di avere per modello Virgilio, l’”Eneide”, che seguirà a distanza, con umile rispetto.

Eneide: il modello virgiliano si riconosce già nella struttura (12 libri divisi in due esadi: la seconda è tutta storia di guerra; la prima, più variata, contiene tratti “odissiaci”). Si noti anche il rapporto con l’apparato divino: viene approfondita la funzione del fato, le divinità appaiono svuotate e  appiattite (simile alla scelta di Lucano); le forze divine più vitali sono le idee personificate che assumono un significato quasi allegorico.

Altri modelli:

·         poema epico di Antimaco di Colofone (IV sec. a.C.), Euripide, Apollonio Rodio, Callimaco;

·         Seneca: Oedipus e Phoenissae, ispirate al ciclo tebano; riprende da Seneca anche l’ideologia, per cui porta in primo piano il tema di una ferrea Necessità universale;

·         l’Iliade omerica, non mediata da Virgilio, nelle scene standard (cataloghi, giochi funebri, etc…);

·         Ovidio, per quanto riguarda lo stile narrativo e la metrica.

La grandezza della Tebaide sta nel contrasto tra fedeltà alla tradizione virgiliana e inquietudini modernizzanti.

Personaggi: manca effettivamente un protagonista. Lo schematismo dei personaggi deriva dall’importanza data da S. alla Necessità, alle leggi del cosmo e alla predestinazione. I personaggi sono dunque stereotipi: Eteocle è il tiranno, Tideo l’incarnazione dell’ira, Capanno il bestemmiatore, Ippomedonte una macchina da guerra; anche i personaggi positivi sono appiattiti: Teseo è il civilizzatore, l’incarnazione della clementia.

Trama: la trama è estremamente complessa, romanzesca, a causa del numero ingente di eroi. Per evitare il pericolo di dispersività, S. introduce nessi tematici ricorrenti, sceglie similitudini che si susseguano in scene omogenee (ad es. la Natura rispecchia sempre il mondo umano per una concezione stoica di sympàtheia).

Riferimenti all’attualità: anche se trasportato sul piano mitologico il tema portante del poema è quello del bellum civile (-> lett. 8.2.3, p. 296) e, come in Lucano, vi si ricollegano un certo numero di tematiche legate all’attualità:

1-la degenerazione della famiglia regnante in un frenetico dispotismo; 2-il problema etico del vivere sotto i tiranni, rispettando una regola morale.

ACHILLEIDE  

Ebbe scarso successo, a differenza della Tebaide. Rimase incompiuta per la morte dell’autore; ci resta solo l’infanzia di Achille a Sciro, dove il padre lo aveva fatto rifugiare dalla guerra. Caratteristiche principali:

·         il tono è disteso e idilliaco, la trama  piacevole

·         emerge l’abilità tecnica di S., che non sfugge ad un certo virtuosismo; è evidente il modello ovidiano;

·         S. riprende l’epica virgiliana con totale adesione: l’A. è un’opera di riflesso, priva di originalità creativa.

di Alice

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