Solone

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Dalla tirannide alla democrazia di Atene

Il diallaktès della Grecia arcaica

breve riassunto di storia greca di Alissa Peron

La nostra tradizione su di lui è formata dai frammenti delle sue elegie, dalla Costituzione degli Ateniesi (fonte di IV secolo perciò problematica perché influenzata dalla propaganda di quel tempo) e la Vita di Solone di Plutarco, la fonte più tarda. Nasce intorno al 640 a. C., è poeta e politico, considerato precursore della democrazia successiva di Clistene. Da ricordare la costituzione che divideva la società su base censitaria, le prime due classi potevano accedere alle maggiori cariche (arcontato), quella dei teti era ammessa al tribunale popolare, la cui stessa istituzione è attribuita a Solone. Egli fu arconte nel 594-3, abolì la schiavitù per debiti, apportò a tutte le classi sociali vantaggi e svantaggi, ponendosi come mediatore (diallaktès o aisumnetes). Ebbe massima fiducia nello stato, nelle istituzioni, nella giustizia. Ritiene la sua città sotto la protezione di Atena, ma che sia in grave pericolo per le brame dei cittadini ed il lusso sfrenato (legiferò contro il lusso e sulla famiglia), e che l’unica soluzione sia il buon governo (eunomìa) che specifica solo antifrasticamente di cosa si tratti nei suoi versi densi e pieni di passione politica; si distingue nella battaglia tra Atene e Megara per riconquistare l’amata Salamina, in cui si distinse anche Pisistrato. La tradizione ci informa che da lui fu istituita la figura del boulòmenos: chiunque lo voleva poteva intentare causa pubblica ad un altro cittadino, e non solo la parte lesa perché parte lesa risultava lo stato. Concluso l’arcontato andò in esilio volontario, rifiutando di instaurare una tirannide; la sua condotta mediana lasciò aperti molti problemi sociali, specialmente legati alle terre ed alla situazione agraria: aveva rifiutato di ridistribuirle in parti uguali a umili e potenti, poiché non aveva aspirazioni e comportamenti demagogici e non credeva nel popolo più che nell’aristocrazia, attribuiva diritti e proprietà secondo capacità e meriti di ciascuno. Alla sua morte (560 circa) fu annoverato tra i sapienti.

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