Stato garante o stato gestore?

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1999

Prendo spunto da un articolo di Angelo Panebianco, pubblicato sul Corriere dell Sera del 30.10.1999. il quale auspica che “il primato torni, nei processi educativi, sia pure con tutta la gradualità necessaria, dallo Stato alla società”. Si tratta insomma, di far sì che lo Stato aiuti quelle realtà sociali che intendono affrontare con un profilo alto e con progetti educativi seri la gestione di realtà scolastiche. Chi l’ha detto che deve essere lo Stato a gestire direttamente queste realtà? Perché non dare più spazio all’iniziativa dei singoli, genitori, studenti o insegnanti. Perché le decisioni devono essere prese verticisticamente e non devono essere il frutto delle reali esigenze degli studenti? Mi si potrebbe obiettare che la legge dell’autonomia del ministro Bassanini può rispondere a questo desiderio, ma bisogna stare molto attenti! C’è infatti il rischio che lo statalismo fatto uscire dalla porta rientri dalla finestra. Vi è il rischio che progetti troppo stringenti limitino la libertà d’insegnamento. Occorre quindi che lo Stato non pretenda più di accollarsi tutto l’onere della gestione, ma che garantisca il sorgere di realtà nuove, con interventi di enti, associazioni e cooperative nell’ottica della valorizzazione di quanto la società può offrire a questo riguardo.

Luigi Gaudio

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