Stragi del sabato sera

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tema svolto

Traccia:

Commenta questo articolo di Carlo Nichelatti, pubblicato sul numero 2/2004 del mensile Prodigio “A fine marzo, cinque ragazzi tra i 15 ed i 20 anni hanno lasciato la vita in un fosso infilato a gran velocità vicino a Voghera. Altri quattro in Puglia. Proprio un anno fa, sull’autostrada del Brennero all’altezza di Aldeno, erano morti quattro giovani di Bolzano: si parlò allora di scoppio di una gomma, di stress da discoteca, di droga e alcol, di velocità. Ma che importa oggi? Ormai sono solo un rimpianto di padri, madri, fratelli, nonni, rassegnati a far scivolar via una lacrima al loro ricordo! Otto mila morti l’anno e 1000-1500 nuovi disabili non sembrano un deterrente significativo, anzi, pare che solo la minaccia di rimanere senza patente, abbia convinto molti a rischiare meno al volante. Pochi peraltro: la contrazione dei morti è stata solo del 18%!!!”

Svolgimento:

Ormai siamo abituati talmente a questo genere di notizia, che non fa più notizia: una macchina si schianta dopo una “nottata” in discoteca; l’autista, giovanissimo, aveva preso pasticche di ecstasy o superalcolici e così l’incidente non è stato evitato, giovani vite si sono spente e famiglie intere sono piombate nella disperazione. Anche quando il ragazzo sopravvive, spesso i postumi dell’incidente possono provocare problemi psichici o fisici, tali da cambiare in peggio l’esistenza sua e di chi vive accanto a lui. Certo, la minaccia del ritiro della patente ha frenato un po’ il fenomeno, come si può dedurre anche dall’articolo citato nella traccia, ma il problema rimane. Occorre quindi attuare con costanza gli altri provvedimenti che possono limitare questo massacro. Sappiamo che questi gravi incidenti avvengono spesso all’uscita da una discoteca, il più delle volte il sabato sera, perché questo è il momento della settimana, libero da impegni, tradizionalmente deputato al divertimento. Ebbene, vale la pena anzitutto di controllare le discoteche, affinché in questi luoghi non circolino superalcolici, dopo una certa ora, e, soprattutto, stupefacenti. Inoltre l’orario di chiusura del locale e l’ora oltre la quale non è possibile diffondere la musica, spesso stordente e frastornante, devono essere controllati con rigore. La polizia stradale, all’uscita dai locali di ritrovo, deve controllare i tassi di presenza di alcolici nell’organismo di chi guida. Molto si può fare anche per aumentare la sicurezza sulle strade, sistemando manto stradale e segnaletica, e delle automobili, con ABS, airbag, cinture obbligatorie ed altri dispositivi simili. E contro la voglia di “sballare”, “perdere il lume della ragione” e, spesso “autodistruggersi” del giovane cosa si può fare? Qui il discorso diventa più complesso, perché non ci sono divieti o controlli che tengano. Qui il problema sta alla radice, nell’insoddisfazione profonda dei giovani, che spesso sfocia in tentazioni suicide. Qui quello che manca, che forse la famiglia, la scuola, e in genere gli adulti, non hanno saputo dare a questa nuova generazione, è il senso dell’esistenza, la certezza di essere voluti bene. Questo, secondo me è il motivo profondo per cui un ventenne spinge l’acceleratore fino a rischiare la vita sua e dei suoi compagni di viaggio. Dietro l’apparente coraggio di chi vuole forse imitare i grandi piloti di formula uno c’è una grande insicurezza, un vuoto che tutti dobbiamo impegnarci a colmare.

Notabene: l’ispirazione per l’elaborazione di questo tema è venuta leggendo il seguente tema Il problema delle stragi del sabato sera. Si rimanda al sito www.skuola.net, sul quale era pubblicato quel tema, per altro materiale didattico gratuito e utilissimo per studenti e docenti.

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