Stragi naturali e stragi umane

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Tema svolto

Oggi esistono due tipi di stragi : una è causata dall’uomo, l’altra dalla natura stessa.
Per quanto concerne il primo gruppo, possiamo citare, ad esempio, Hiroshima e Nagasaki. Facendo riferimento alle stragi naturali, invece, viene subito in mente il Sud Est Asiatico, che è anche quella che mi ha colpito maggiormente.
Grazie a quotidiani vari ed alla televisione sono riuscito a catturare, inoltre, informazioni essenziali riguardo l’accaduto, ovvero il dove, il come, il perché, traendo quindi delle possibili soluzioni.
Iniziamo col dire che questa catastrofe si è abbattuta con enorme violenza soprattutto in Indocina, precisamente a Banda Aceh, provocando la morte di oltre ottantamila individui; 300 connazionali sono stati rinvenuti in Tailandia; 100 sono i morti in Sri Lanka, almeno 63 in Myanmar, mentre non abbiamo dati certi riguardo India e Sumatra.
Le cause di questa apocalisse sono, come già noto, lo tsunami ed il terremoto.
Sfortunatamente il numero delle vittime è destinato a crescere. Per questo il ministro Fini dice di prepararsi al peggio.
Quello che ora rimane delle città citate , sono solo macerie, detriti e cadaveri, avvolti da un velo di disperazione che sta ormai coprendo tutto il sud-est asiatico.
Come se non bastasse, in tutto il paese si stanno sviluppando i virus di malattie come il colera, l’epatite e la malaria, che hanno già colpito alcuni individui.
Nonostante ciò non possiamo fare altro che donare aiuti economici alle popolazioni colpite, tramite iniziative cole “Un aiuto subito” del TG5, o inviare personale specializzato, come i medici, oltre che a permettere ai turisti sopravvissuti alla tragedia di ritornare fra i loro cari. Questo dovrebbe essere un procedimento uguale per tutti, invece ci sono stati casi in cui è stata data la precedenza ad alcune persone rispetto ad altre; ad esempio E.F., un conosciuto giornalista, comunque una persona come tutte le altre, riportato a casa con un aereo privato, che sarebbe potuto servire ad aiutare gli sfollati portando viveri e medicinali.
Tuttavia non mancano turisti che insistono nel voler andare in vacanza nel sud-est asiatico; a questo proposito , sempre il ministro Fini specifica che, queste, sono vacanze deficienti (parole sue): non vieta a nessuno di andarvi, ma spiega che ci vuole un “bel pelo sullo stomaco” (altre parole sue), ed ha completamente ragione.
Ricollegandomi al problema delle possibili soluzioni, penso che, a questi paesi colpiti, occorra un’organizzazione migliore, in modo tale da diminuire nettamente il numero di vittime, ma soprattutto, edifici più resistenti, in cemento armato, che possano ospitare feriti o comunque che possano fungere da rifugio immediato per i cittadini nel caso si ripetesse ancora un evento simile.
Voglio esprimere ora un mio giudizio : le catastrofi causate dall’uomo mi preoccupano di meno perché l’uomo può controllare le proprie azioni, ma la natura non può essere controllata da nessuno. Qui emerge anche un altro aspetto, ovvero quello della fragilità della vita.

3/01/05 (qualche giorno dopo lo tsunami nel sudest asiatico)

 di atuttascuola©

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