Tema sul nazifascismo

Sharing is caring!


Traccia

Cara mamma, ti scrivo perché sarà l’ultima volta, domani mattina mi portano con il mio compagno in cortile e li sarò fucilato. Mi dispiace per tante cose, per voi, perché non ho ancora 20 anni, perché ho paura che questa storia non finirà mai, perché ho paura. (da una lettera dei condannati a morte alla resistenza, Einaudi, Torino). Rifletti su questa lettera e sul quel che è stato del nazifascismo e se siamo veramente liberi da pericoli o se il nazifascismo potrebbe ricapitare.

Svolgimento

Cercando su un’enciclopedia e su internet “nazifascismo” è descritto come: “Termine usato dalla pubblicistica corrente col quale sono polemicamente accomunati, con particolare riferimento all’ultimo periodo della seconda guerra mondiale, il nazismo tedesco e il fascismo italiano. Si vuole così accentuare l’identica responsabilità morale e la comune matrice dei due movimenti, che, nella guerra condotta insieme, finirono per rendere evidente i tratti più drammatici e infausti della violenza totalitaria e del radicale disprezzo verso i principi di libertà, di democrazia e di pacifica convivenza civile”.
Il nazifascismo era quindi l’insieme di due movimenti il nazismo e fascismo che erano accomunati da una causa comune di tradizionalismo, nazionalismo, razzismo, prepotenza e che ben presto si estese nell’intera Europa. C’erano altri movimenti che seguivano gli stessi ideali le Guardie di ferro in Romania e il Franchismo in Spagna. Il fascismo, movimento politico che sorse in Italia alla fine della seconda guerra mondiale, nasce in parte come reazione alle prime lotte sindacali operaie e dall’uscita lacerata della guerra. La parola fascio fa riferimento ai fasci usati dagli antichi fascisti come simbolo d’unione. L’ascia presente nel fascio simboleggiava il loro potere, in particolare quello giurisdizionale.
Oggigiorno il nazifascismo nell’Europa non ha più potere politico, ma è sempre bene fare attenzione e controllare questi gruppi perché nel momento in cui riusciranno a raggruppare molti sostenitori la situazione potrebbe aggravarsi. Alla fin fine sono le persone che spesso sono riuscite a mobilitare le intere città e questo è servito per poter conseguire dei cambiamenti che purtroppo non sempre sono stati buoni.
Tornando a quel periodo, quanti furono i bambini, le donne, gli anziani e gli uomini che furono uccisi? Milioni furono le persone innocenti trascinate nei campi di concentramento furono trucidate, torturate ma anche impiccate per un capriccio chiamato “razzismo” di queste persone e per i loro ideali che hanno distrutto intere famiglie.
La resistenza poi la vivevano per lo più i giovani con equipaggiamenti improvvisati, con stracci al posto delle calzature e zero esperienza di tattica di guerriglia. La resistenza permise, infatti, di opporsi e difendersi dal nemico. Per le persone che hanno
vissuto questo dramma ebbero solo la scelta della resistenza contro i nazifascista, nelle fabbriche, in carcere, nelle case e sotto interrogatorio ma anche quando furono tatuati con un numero sul braccio.
Ogni tanto mi vergogno di essere un essere umano per le cose che sono accadute, è vero che sbagliare è umano ma queste persone ormai non hanno più nulla di umano. La lettera di questo ragazzo durante la resistenza deve fare riflettere per far sì che questi orrori non ricapitino; si dice sempre che bisogna imparare dagli errori commessi nella storia e mi auguro che queste cose nel nostro futuro non accadano. L’importante è quindi non chiudere gli occhi di fronte a tutto questo per non poter sentire il malaugurato grido “JUDEN RAUS” in Italia, come i sopravvissuti raccontano.

di Elena

shares