Terze prove di Pedagogia B

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Tipologia B: Quesiti a risposta aperta

1. Esponi secondo la teoria di Jean Piaget le tappe fondamentali del passaggio dell’evoluzione dell’intelligenza nel bambino seguendo la seguente scaletta:

a) funzione simbolica;

b) pensiero pre-operatorio;

c) pensiero operatorio.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

Esempio di risposta

Durante i primi mesi di vita, l’intelligenza del bambino opera sulle sensazioni e sui movimenti, e tutte queste azioni si svolgono all’interno degli schemi d’azione di tipo senso-motorio, schemi che derivano, cioè, direttamente dal vissuto esperienziale (1-2 anni). Nella fase successiva, quella pre-operatoria, interviene la funzione simbolica, e ha inizio l’interiorizzazione e la rielaborazione degli schemi di azioni in rappresentazioni questa fase dura dai 4 agli 11 anni. Si giunge così al terzo e ultimo periodo della fanciullezza, quello che va dagli 11 ai 14 anni. Durante questo arco di tempo vengono a consolidarsi le operazioni intellettuali formali, che pur traendo origine dall’azione e dall’esperienza diretta si liberano progressivamente dal legame che, nelle fasi precedenti dello sviluppo, poneva in stretta correlazione la rappresentazione con l’intuizione.

 

2. Definisci la nozione di esperienza di John Dewey sulla base dei seguenti concetti:

a) rapporto individuo-ambiente;

b) l’esperienza come fare.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

Esempio di risposta

L’esperienza comprende per Dewey la totalità della realtà, include cioè ciò che è fisico e biologico insieme alla sfera dello psichico e del mentale. L’esperienza si forma quindi nel rapporto tra individuo ed ambiente e cioè si genera all’interno delle relazioni che si producono tra il “vivente” e il “mondo”. Le relazioni che si producono tra l’azione dell’uno e la reazione dell’altro successivamente si elevano al piano del pensiero e dell’intelligenza. Per questo all’esperienza intesa come conoscere, caratteristica della tradizione cartesiana, Dewey contrappone la sua concezione di esperienza come fare. Il pensiero è un fattore costitutivo che orienta, dirige e guida l’esperienza medesima un fare rivolto all’ottenimento di risultati pratici.

 

3. Analizza i tratti dell’antropologia di Jaques Maritain. Sulla base delle tre componenti culturali fondamentali che egli individua:

a) l’antropologia dell’umanesimo classico;

b) l’antropologia dell’ebraismo;

c) l’antropologia del cristianesimo.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

4. Definisci la nozione di “collettivo” nella pedagogia di Anton Semionovic Makarenko sulla base della seguente scaletta:

a) giustificazione teorica;

b) articolazioni;

c) conseguenze pedagogiche;

d) aspetti positivi e negativi.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

5. Analizza il ruolo della scuola dell’infanzia o scuola materna con riferimento ai seguenti temi:

a) maturazione dell’identità del bambino;

b) conquista dell’autonomia;

c) sviluppo delle competenze.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

6. Descrivi le tappe del processo cognitivo secondo Jerome Seymour Bruner con riferimento a

a) percezione e processi di inferenza;

b) motivazione e selettività delle categorizzazioni;

c) stili cognitivi e problemi dell’atto didattico.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

7. Esponi alcuni dei temi del pensiero pedagogico di Lucio Lombardo Radice sulla base dei seguenti temi

a) la scuola come comunità;

b) la lezione come dialogo;

c) la critica del dogmatismo metodologico.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

8. Analizza i seguenti punti che mettono in rilievo i criteri di base della programmazione educativa:

a) procedure e tecniche pedagogiche;

b) fini e valori fondanti;

c) indicazioni di origine psicologica e sociologica.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

9. Commenta i seguenti requisiti che Giovanni Maria Bertin pone a fondamento della “scientificità” della pedagogia come disciplina:

a) relazionalità;

b) antinomicità;

c) problematicità;

d) razionalità.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

 

10. Analizza i seguenti elementi che caratterizzano l’“ambiente” educativo nella pedagogia di Maria Montessori:

a) la “casa”;

b) il materiale didattico;

c) l’educatrice.

(massimo 4 righe per ciascun quesito)

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