Ti auguro un bravo insegnante, ragazzo

Uno che venga a scuola per imparare
che entri in classe come un vento che spalanca le finestre
che consideri il programma un punto di partenza e non di arrivo
che sfogli con impazienza il registro e legga i tuoi compiti con attenzione
che non si genufletta al preside
che discuta con te e i tuoi compagni i regolamenti e le circolari
che sia contento dei tuoi buoni risultati quanto te
che consideri le tue insufficienze un problema e non una sentenza
che sappia parlare con i tuoi genitori per trovare insieme a loro il modo di capirti e parlare con te anche quando ti chiudi in te stesso e sbatti la porta in faccia al mondo
che ti trasmetta fiducia e saggezza
che non cerchi nuovi strumenti solo sui libri, ma verificando onestamente gli effetti delle sue azioni
che non apprezzi ladulazione
che non sia schiavo dei regolamenti
che sia curioso delle tue curiosità
che consideri il suo sapere non un mezzo per affermare la sua autorità ma uno strumento per farti crescere
che ti dica sempre quali sono le valutazioni che assegna alle verifiche e come le ha misurate
che ti dica quello che pensa sinceramente
Uno che possa anche sconcertarti all’inizio, ma che potresti imparare a stimare con il tempo.
Un insegnante che si possa guardare negli occhi
Questo insegnante ti auguro, ragazzo.

(Mariaserena Peterl)