TRENO

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Il treno nella letteratura italiana

Il treno è il simbolo del progresso. Esso rappresenta il dinamismo, la velocità, la capacità dell’uomo di accorciare le distanze fra le nazioni. Eppure, come tutti i simboli di progresso, esso travolge, e rischia di far perdere un rapporto con la realtà più diretto per uno decisamente più superficiale. Inoltre il viaggio in treno conserva alcuni dei caratteri che aveva il viaggio nelle epoche precedenti: il pericolo (assalti o incidenti), la stanchezza, dovuta alla lunghezza del viaggio, e la perdita di stabilità.

ITALIANO

Il treno nei testi letterari può essere simbolo del Progressismo e dello Scientismo che spazza via la Tradizione, soprattutto quella religiosa cattolica (A), oppure simbolo del sofferto viaggio della vita (B) o infine possibilità di evasione da una realtà monotona (C), come nei seguenti testi:

·        Giosuè Carducci: A Satana (A) Davanti San Guido e Alla stazione in una mattina d’inverno (B).

·        Luigi Pirandello: Una giornata (B) e Il treno ha fischiato (C)

·        Marinetti: Manifesto del Futurismo  “le locomotive dall’ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d’acciaio imbrigliati di tubi”

·        Buzzati: Qualcosa era successo (B)

·        Caproni: Congedo del viaggiatore cerimonioso (B)

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