“Tristano” di Goffredo di Strasburgo – Elisa Battaglia

 Il libro inizia, narrando la storia d’amore tra Biancofiore e Rivalin.
Quest’ultimo, quando è sul letto di morte, si unisce con la sua Biancofiore, concependo Tristano.
Successivamente Rivalin muore a causa di una battaglia e poco dopo anche Biancofiore, mentre partorisce Tristano.
Il bambino viene affidato alle cure del maniscalco Rual li Fontenant, amico fidato di Rivalin.
Rual fa mettere in atto a sua moglie un finto parto, in modo tale che la gente credesse che fosse suo figlio.
Tristano cresce e si mostra come un uomo saggio, cortese, altruista e di nobile cuore,
Un giorno, il nostro protagonista, viene rapito da una barca di Norvegesi, impressionati dalla sua bravura nell’arte degli scacchi e dal suo animo gentile.
Successivamente la nave fu  colpita da una tempesta e i rapitori promisero che se il diluvio si fosse placato, avrebbero liberato Tristano. E cos’ fu.
Intanto i famigliari piangono la scomparsa del figlio adottivo, soprattutto il padre, che infine, decide di partire per cercarlo.
Ritornando a Tristano, quest’ultimo si imbatte in alcuni frati e con loro percorre svariate ore di cammino con meta Tintagel. In seguito il protagonista li abbandona, per poi proseguire la sua strada con i cavalieri del Re Marco. A loro, Tristano insegna il metodo di caccia ‘bast’ e furono talmente colpiti da portarlo a corte.
A Tintagel, viene accolto cordialmente e tutti rimangono impressionati anche dalla sua dote nel suonare il corno.
Re Marco conosce Tristano e, abbagliato dal suo animo e dalle sue conoscenze, lo nomina suo maestro di caccia.
Rual, intanto, raggiunge Tintagel e incontra finalmente suo figlio.
L’ viene accolto alla corte del Re Marco, lavato e vestito.
Rual decide che è il momento adatto per far conoscere la verità, Tristano non è suo figlio, ma di Biancofiore e di conseguenza è il nipote di Marco.
Per quanto riguarda l’investitura, partecipano valide persone come Bliggervon Steinach, Heinrich von Veldeke, Vogelweide.
Successivamente anche Tristano si presenta e viene nominato ‘cavaliere’.
Il ragazzo prova un sentimento di vendetta contro Morgan, che ha in possesso il territorio di suo padre Rivalin, la Parmenia.
Tristano, quindi, chiede a suo zio il permesso di partire e dopo aver ricevuto il suo consenso, si avvia con i suoi cavalieri.
In Bretagna incontra Morgan, ma quest’ultimo non gli concede di prendere il feudo, poiché non è figlio legittimo di Rivalin e Biancofiore.
A causa di questo dibattito tra i due, si scatena una battaglia, dove Morgan perde la vita.
In seguito a numeri scontri, i cavalieri di Tristano vicono e la Parmenia entra a far parte del dominio del protagonista.
Tristano decide di partire per la Cornovaglia e di lasciare il territorio conquistato a Rual e ai suoi figli.
Arrivato, Tristano viene a conoscenza di Moroldo, re d’Irlanda. Egli da diversi anni impone un pesante tributo che richiedeva la cessione di trecento tra fanciulli e fanciulle.
Quando Moroldo arriva alla corte del Re Marco per prelevare ciò che gli aspetta, il nostro protagonista lo sfida.
Cos’ i due organizzano una battaglia, di cui lo zio è piuttosto preoccupato per la vita di Tristano.
In seguito si incontrano con i rispettivi cavalieri e danno il via alla guerra.
Dopo numerosi attacchi, Tristano riesce a prevalere su Moroldo, ma rimane ferito.
Fortunatamente riesce a coprire l’escoriazione alla vista degli Irlandesi, che si rirtirano delusi.
Tristano si dirige alla corte di Tintagel e l’ viene assistito da numerevoli medici, che però non trovano alcuna cura. Cos’ decide di recarsi con Governale e altri otto uomini, con una barca, in Irlanda dalla regina Isotta, famosa per far cessare ogni tipo di male.
In seguito Tristano ordina di essere lasciato in balia delle onde a suonare la sua arpa.
Degli uomini nemici, sentendo quel suono cos’ amabile, lo soccorrono e gli lasciano spiegare la sua storia. Il protagonista mente, dicendo che era un giullare di corte, e quindi viene portato da Isotta, presentandosi con il nome ‘Tantris’.
La regina decide di curarlo e in seguito lo nomina maestro della figlia Isotta, la quale bellezza è a dir poco disarmante.
Dopo aver trascorso del tempo alla corte di Develine, Tristano si congeda con riluttanza della regina e ritorna a Tintagel.
L’ trova un clima ostile a causa dell’ invidia di numerosi messi nei confronti del protagonista. Infatti, Marco, non voleva prendere in sposa alcuna donna, poiché voleva lasciare il regno nelle mani del nipote Tristano.
Quest’ultimo fa notare a suo zio che, a causa di questa sua decisione, molti gli sono nemici e gli racconta di quanto sia perfetta, intelligente e di cuore nobile la figlia Isotta, cos’ Marco decide di cambiare idea.
Con il permesso di suo zio, Tristano accompagnato da pochi uomini parte per l’Irlanda, con lo scopo di uccidere il drago che incombe sulla nazione.
Infatti per chi avesse messo a tacere la vita di quel mostro, il premio sarebbe stato sposare la perfetta e angelica figlia Isotta.
Tristano riesce nel suo intento, taglia la lingua del drago, ma successivamente sviene, privo di forze. Ad approfittarsi di quella situazione, è il siniscalco, che vedendo l’animale morente e alcun uomo vicino, gli stacca la testa e fugge.
Arrivato a corte afferma di aver ucciso il drago, ma la regina durante la notte sogna una diversa sfumatura dei fatti. Cos’ insieme a Isotta, si reca alla foresta e l’ vedono Tristano, sofferente. La regina cura il protagonista, ma si pente di ciò che ha fatto, quando Isotta le racconta la verità. Infatti, quest’ultima aveva scoperto che Tristano era colui che aveva ucciso suo zio Moroldo.
Tra loro nasce un rapporto di odio, ma grazie a Brangania il sentimento si placa.
In seguito Tristano rivendica i diritti che ha su Isotta e afferma di volerla mandare in sposa di Marco e la regina accetta.
Durante la notte, la madre di Isotta prepara un filtro che avrebbe fatto innamorare la fanciulla e il suo futuro marito e raccomanda Brangania di prendersene cura.
Quando si imbarcano, però Isotta e Tristano richiedono da bere e delle ancelle portano quella boccetta, poiché l’unica rimasta. Appena sorseggiano la bevanda, cadono in amore e non c’è niente che può fermarli.
Intanto Brangania, venuta a sapere dell’accaduto, si dispera poiché il sentimento dei due  non avrà futuro.
Arrivati a Tintagel Isotta e Tristano sono straziati dal dolore, coscienti del fatto che la fanciulla dovrà sposare il re Marco. E cos’ avviene.
Grazie, all’aiuto di Brangania, gli amanti riescono a vedersi di nascosto di notte e quindi a placare il loro dolore da separazione.
Gli sguardi che si cambiano durante il giorno iniziano ad insospettire i nemici del protagonista, i quali avvisano prontamente il re.
Quest’ultimo non crede  a ciò che gli riferiscono, ma in poco tempo il dubbio se Isotta fosse veramente innamorata di suo nipote, lo assale.
Intanto il protagonista conosce Mariodo, che presto diventerà il suo compagno di stanza e uno dei suoi principali nemici.
Una notte Mariodo, svegliato da un incubo, cerca Tristano, ma non trovandolo, si incammina per cercarlo e lo trova abbracciato ad Isotta.
Il giorno seguente avverte Marco, il quale inizia a credere ai suoi sospetti.
Cos’ viene organizzato un concilio a Londra, dove Isotta riesce a discolparsi dalle accuse e a rivelarsi innocente.
Nel mentre, Tristano si reca alla corte del re Gilano, dove uccide un orco che incombeva sul territorio e in cambio gli viene ceduto il cagnolino Petitcreu.
Successivamente Marco si accorge degli sguardi che si scambiano Isotta e Tristano, cos’ tristamente li lascia andare.
Quest’ultimi fuggono in una foresta dove trovano una grotta per poter dormire e soddisfare il loro piacere.
Un d’, però uno dei cavalieri scopre il rifugio e va a chiamare il re.
Tristano, accorgendosi della situazione, si corica a letto con Isotta, dividendosi da lei tramite una spada per ingannare Marco.
Il re si tormenta nuovamente e inizia a credere all’innocenza di sua moglie e di suo nipote, cos’ li fa ritornare a corte.
Le giornate ritornano come prima, fino a quando Marco scopre la verità, trovando i due amanti, abbracciati in un letto.
Tristano scappa, promettendo ad Isotta eterno amore e fugge in Normandia, in Allemagna e in seguito in Parmenia, dove scopre che i suoi genitori adottivi sono morti. L’ sente che nella terra di Arundel è in corso una guerra e decide di recarsi.
Mettendosi al fianco del signore della città, insieme a suo figlio Caedin, il protagonista sconfigge i nemici del Duca.
Successivamente Tristano si sposa con la sorella di Caedin, Isotta, probabilmente per rimpiazzare il suo vero amore.
Una notte si reca alla corte di Tintagel di nascosto con Caedin, il quale si unisce con Bragania. Il giorno seguente, scoperti dalle guardie, Tristano e il suo fidato amico scappano. Brangania, venuta sapere che anche il suo amante era fuggito, si arrabbia con Isotta, incolpandola di averle fatto conoscere un codardo e di essere un’egoista, cos’ in preda a quei sentimenti, la fanciulla rivela tutto a re Marco.
Inanto Tristano combatte contro Bedalis, con lo scopo di difendere un villaggio.
Il nemico muore, ma il protagonista riporta delle ferite che invece di guarire peggiorano rapidamente.
Tristano prega Caedin di recarsi dalla sua amante, poiché solo quest’ultima avrebbe potuto curarlo. Cos’ l’amico parte per Tintagel e, arrivato a corte, racconta tutto a Isotta, la quale disperata, decide di aiutarlo.
Il protagonista aveva dato delle direttive: Caedin avrebbe dovuto sventolare una vela bianca se a bordo vi fosse stata Isotta, altrimenti una nera.
Intanto, la moglie di Tristano stava progettando di vendicarsi contro quest’ultimo poiché aveva scoperto che era innamorato di un’altra fanciulla, quella che avrebbe dovuto curarlo.
La donna rivela a suo marito che ha visto arrivare la barca con issata una vela di color nero, ingannandolo. Tristano, straziato da questa notizia,