Un mare di parole

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testo teatrale di Sauro Savelli

 

 SCENA UNICA

 

[Si sente il rumore di onde che si infrangono sulla spiaggia. Tutti i ragazzi in ordine sparso sul palcoscenico guardano in varie direzioni.]

Tutti               Mare.

Gianluca         Sostantivo maschile.

Ruggero         L’insieme delle acque salate che ricoprono la maggior parte della superficie terrestre.

Arianna          Circondando le terre emerse.

Sara                La superficie del mare.

Gianluca         Le coste del mare.

Andrea M.     Gli abissi del mare.

Matteo            Mare calmo.

Vanessa          Mare burrascoso.

Federico         Viaggiare per mare.

Michele           Paese a mille metri sul livello del mare.

Alice               Mare grosso.

Ilaria               Reggere il mare.

Letizia            Alto mare.

Giulia              Mare territoriale.

Alessandro     Mare libero.

Leonardo F.   Forze di mare.

Andrea R.      Lupo di mare.

Azzurra          Rompere in mare.

Leonardo L.  Cercare per mare e per terra.

Sofia               Promettere mari e monti.

Giacomo         Portare acqua al mare.

Alberto           L’acqua arriva al mare.

Riccardo        Gettare a mare qualcuno o qualcosa.

Lavdrim         Goccia nel mare.

Vanessa          Frutti di mare.

Tutti               Essere un porto di mare.

[Il rumore del mare sparisce.]

 

Giulia              A otto anni era affascinata quando mio padre e mio fratello si tuffavano dallo scoglio (del villaggio in Puglia). Io dovevo stare a guardare. Due anni dopo mi portò alle sei del mattino, mi disse che potevo tuffarmi, perché ero grandicella; mi tuffai pareva di volare anche se era alto solo due metri; entrata nell’acqua, sentii dei brividi perché era molto fresca, vidi il fondo avvicinarsi pieno di granchi, pesci e conchiglie di tutti i colori, provai una sensazione indescrivibile. Oggi mi tuffo da scogli molto più alti; il mare è l’elemento che mi piace di più.

[Arianna, Sara ed Gianluca vengono avanti, gli altri fanno gruppo.]

 

Ruggero         Dai capitoli 32 e 33 di Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi.

Arianna          Pinocchio prese il suo babbo per la mano: e camminando sempre in punta di piedi, risalirono insieme su per la gola del mostro.

Sara                Poi traversarono tutta la lingua e scavalcarono i tre filari di denti.

Arianna          Prima però di fare il gran salto, il burattino disse al suo babbo.

Gianluca         Montatemi a cavalluccio sulle spalle e abbracciatemi forte forte. Al resto ci penso io.

Sara                Appena Geppetto si fu accomodato per bene sulle spalle del figliuolo, Pinocchio, sicurissimo del fatto suo, si gettò nell’acqua e cominciò a nuotare.

Arianna          Il mare era tranquillo come un olio,

Sara                La luna splendeva in tutto il suo chiarore.

Arianna          E il Pesce-cane seguitava a dormire di un sonno così profondo, che non l’avrebbe svegliato nemmeno una cannonata.

Sara                Mentre Pinocchio nuotava alla svelta per raggiungere la spiaggia, si accorse che il suo babbo

Arianna          Il quale gli stava a cavalluccio sulle spalle e aveva le gambe mezze nell’acqua

Sara                Tremava fitto fitto, come se al pover’uomo gli battesse la febbre terzana.

Arianna          Tremava di freddo o di paura?

Insieme           Chi lo sa?

Sara                Forse un po’ dell’uno e un po’ dell’altro.

Arianna          Ma Pinocchio, credendo che quel tremito fosse di paura, gli disse per confortarlo.

Gianluca         Coraggio babbo! Fra pochi minuti arriveremo a terra e saremo salvi.

[Arianna, Sara ed Gianluca tornano nel gruppo. Avanza Giacomo]

 

Giacomo         Il mare argentato – rispecchia i colori

e dona emozioni – che rimarranno nei nostri cuori.

Ecco il mare inondato di blu – che a volte mortale può esser di più.

Guarda all’orizzonte – il sole splendente e ricorderai lo scoglio pendente.

E lira del mare – frantuma gli scogli

e i surfisti impauriti – ritornano miti.

La gioia divina nei lori cuori – li riempie di orgoglio.

Il faro puntato di notte – fa luce alla nave – attraccata al porto.

[Giacomo rientra nel gruppo; avanza Ilaria.]

 

Ilaria               Il mare in inverno – è come un quadro senza colore.

                        Le barche, inclinate sulla spiaggia, – sembrano dormienti.

                        La mancanza di ombrelloni – rende il paesaggio – ancor più desolante.

                        Tutto sembra aspettare – l’arrivo della bella stagione

                        per riprendere colore e vita.

[Ilaria rientra nel gruppo; avanzano Andrea M., Matteo e Vanessa.]

 

Gianluca         Mare” di Giovanni Pascoli.

Andrea M.     Maffaccio alla finestra, e vedo il mare:

Matteo            Vanno le stelle,

Vanessa          Tremolano londe.

Andrea M.     Vedo stelle passare,

Matteo            Onde passare:

Vanessa          Un guizzo chiama,

Andrea M.     Un palpito risponde.

Matteo            Ecco sospira l’acqua,

Vanessa          Alita il vento:

Andrea M.     Sul mare è apparso un bel ponte d’argento.

Matteo            Ponte gettato sui laghi sereni,

Vanessa          Per chi dunque sei fatto e dove meni?

[Andrea M., Matteo e Vanessa tornano del gruppo; avanza Azzurra.]

 

Azzurra          Mare – solo a sentire il tuo nome – mi vien voglia di nuotare.

                        Il tuo colore limpido e lucente – come una sorgente,

                        trascina le onde verso la spiaggia – con spruzzi di pioggia.

                        Or ci sono rossastre nubi all’orizzonte, – il sole sta per andar a dormire,

                        l’aria si fa più fredda, – e la gente ritorna nelle case verso il monte.

[Azzurra rientra nel gruppo; avanza Riccardo.]

 

Riccardo        Il mare è un luogo di divertimento: si nuota, si pesca, si gioca, si va in barca e si legge il giornale. Il mare è un posto tranquillo: ci si può rilassare senza essere mai disturbati. Il mare a me piace tanto.

[Riccardo rientra nel gruppo; Federico e Michele avanzano verso il pubblico.]

 

Ruggero         Il mare” di Georgi Sejtanov.

Federico         Mare amico,

Michele           Nido dei venti,

Federico         Eterno tumulto di fuoco

Michele           E di schiuma rabbiosa,

Federico         Guizzante,

Michele           Balenante come fulmine sulla terra.

Federico         Sulla tua spiaggia attendo l’alba,

Michele           Prigioniero della tua voce tempestosa:

Federico         Porto nel mio cuore il tuo canto selvaggio

Michele           e il tuo perenne invito verso i cieli.

[Federico, e Michele tornano del gruppo; avanza Andrea R.]

 

Andrea R.      Il mare è carino – anche se qualche volta fa il birichino.

                        Il mare adesso è troppo inquinato – e per questo è spietato

                        perché uccide i pesci – e impetuoso sbatte sugli scogli.

                        Destate il mare si ravviva perché

le persone accorrono a giocare – sulla dorata sabbia.

                        Le alghe che arrivano verso la costa

sembrano bambini gioiosi che giocano.

[Andrea R. rientra nel gruppo; avanza Leonardo F.]

 

Leonardo F.   Il mare si infrange sulla sabbia ed è un gioco per i bambini. Il mare può essere bellezza o pericolo ed ha tante cose che forse nemmeno le conosco.

[Leonardo F. rientra nel gruppo; Alice, Ilaria e Letizia avanzano verso il pubblico.]

 

Gianluca         Dal capitolo 22 de L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson.

Alice               Mi avviai dritto verso la costa orientale dell’isola.

Ilaria               Avevo deciso di percorrere la striscia di sabbia dal lato del mare per evitare ogni possibilità di essere visto dalla rada.

Letizia            C’era ancora il sole e faceva caldo, ma era già pomeriggio inoltrato.

Alice               Mentre seguitavo a camminare tra i grandi alberi della foresta, potevo udire in lontananza davanti a me non solo il rombo incessante delle onde,

Ilaria               Ma uno stormire di foglie e un mulinio di fronde,

Letizia            Da cui si capiva che la brezza marina spirava più forte del solito.

Alice               Ben presto fui investito da folate d’aria fresca,

Ilaria               E fatti pochi passi, uscii dalla macchia e vidi il mare,

Letizia            Azzurro e soleggiato fino a perdita d’occhio,

Alice               E le onde che si infrangevano sulla spiaggia lanciando spruzzi di schiuma.

Ilaria               Intorno all’Isola del Tesoro non ho mai visto il mare calmo.

Letizia            Anche se il sole splendeva alto e l’aria era immobile,

Alice               Senza vento,

Ilaria               E la superficie della rada era liscia e azzurra,

Letizia            Ugualmente i marosi s’infrangevano lungo le coste esterne mugghiando e tuonando, giorno e notte;

Alice               E non credo che vi fosse un solo punto dell’isola dove non si udisse l’eco di quel boato.

Ilaria               Camminai con grande piacere sulla battigia finché,

Letizia            Pensando di trovarmi ormai abbastanza a sud,

Ilaria               Mi inoltrai nel fitto di alcuni cespugli,

Letizia            Strisciando quatto quatto fino alla cresta della lingua di sabbia.

Alice               Dietro di me il mare, davanti la rada.

Ilaria               La brezza marina andava calando, quasi che la sua stessa, insolita violenza l’avesse esaurita;

Letizia            Al suo posto da sud e sud-est si levò un leggero, instabile venticello che sospingeva grandi banchi di nebbia,

Alice               Mentre la rada,

Ilaria               Sottovento rispetto all’Isola dello Scheletro,

Alice               Rimaneva immobile e plumbea come quando vi eravamo entrati la prima volta.

[Alice, Ilaria e Letizia rientrano nel gruppo; avanza Ruggero.]

 

Ruggero         La spiaggia si rilassa – ma arriva gente in massa.

                        Il mare già agitato – è ancora più infuriato.

                        I ragazzi si allontanano dalla riva – per gustare un po di gioia divina.

                        Le tavole sull’onda – cavalcano la cima dell’onda.

                        Londa si ravvolge – e dei ragazzi travolge.

                        Le tavole sono state scagliate – e un pochino danneggiate.

[Ruggero rientra nel gruppo; avanza Vanessa.]

 

Vanessa          Il mare – è bello perché – destate con – tutto quel sole

                        si vedono le – meraviglie dell’acqua.

                        Come i piccoli – pesci, le conchiglie, – gli scogli.

                        Le persone si – divertono a – raccogliere le – conchiglie che

                        racchiudono il – rumore del mare.

[Vanessa rientra nel gruppo; avanza Leonardo L.]

 

Leonardo L.  IL mare, lunga prateria infinita, – dura tutta la vita.

                        Tu riscaldi il mio cuore – pieno di amore.

                        Quando sei arrabbiato – grandi onde sai alzare.

                        Ma quando ti sei calmato – tutta la gente va a nuotare.

                        Certe volte sei buffo e impacciato – le tue onde infrangere sugli scogli fai,

                        ma dopo tutto sei bello e incantato – e strappare un sorriso alla gente sai.

[Leonardo L. rientra nel gruppo.]

 

Ruggero         Il mare è tutto azzurro” di Sandro Penna.

Ragazze          Il mare è tutto azzurro.

Ragazzi          Il mare è tutto calmo.

Tutti               Nel cuore è quasi un urlo di gioia.

Ragazzi          [facendo eco] E tutto

Ragazze          [facendo eco] È calmo.

[Avanza Sara.]

 

Sara                Nei giorni di vento, l’acqua – si infrange sugli scogli, provocando

                        Schizzi che sembrano diamanti. – Nei giorni di sole è calmo, limpido

                        e risplende di colori chiari, – dall’azzurro al verde acqua.

                        La schiuma bianca somiglia a – nuvole nel cielo limpido

che si muovono.

[Sara rientra nel gruppo; avanza Arianna.]

 

Arianna          Il mare – bello e soave riflette il suo specchio, – nel cielo calmo di nuvole.

                        Trasporta con tutto il suo amore, le onde schiumose;

                        verso gente distesa sulla sabbia,

che al tuo suono così piacevole e sensibile,

                        trasporti all’orizzonte un vento di freschezza

                        che fa scendere il sole nel suo nido,

                        trasportando la luna sul mare con una nuova sensazione di tranquillità.

[Arianna rientra nel gruppo; Giulia, Alessandro e Leonardo F. avanzano verso gli spettatori.]

 

Gianluca         Di sera in riva al mare” di Pinin Carpi.

Giulia              Dalla capanna dei pescatori guardavamo verso il mare.

Alessandro     Le nebbie della sera erano chiare

Leonardo F.   e si alzavano in celesti vapori.

Alessandro     Era lora delle luci misteriose e stavamo seduti lì davanti,

Leonardo F.   Ragazzi dallo sguardo pensieroso

Giulia              E ragazze dagli occhi sognanti.

Alessandro     Si accendevano i lumi della riva a uno a uno

Leonardo F.   e sul mare lontano vedemmo i lampi di un uragano

Giulia              e un veliero che andava alla deriva.

[Giulia, Alessandro, e Leonardo F. tornano del gruppo; avanza Alberto.]

 

Alberto           Vorrei andare al mare per incontrare vecchi amici, per giocare, pescare e fare il bagno.

[Alberto rientra nel gruppo; avanza Lavdrim.]

 

Lavdrim         Il mare è un luogo dove i bambini si divertono e i pesci nuotano lontano lontano, nel mare più profondo. Le onde si infrangono contro la costa e il sole gli splende negli occhi blu. Le navi galleggiano nel mare e passano da una sponda all’altra, e gli immigrati più fortunati con l’aiuto del mare potranno andare nei paesi più ricchi, ma alcune volte per loro può presentare pericoli.

[Lavdrim rientra nel gruppo: Andrea R., Azzurra, Leonardo L., Sofia e Giacomo verso il pubblico.]

 

Ruggero         Dai capitoli 1 e 2 de I Malavoglia” di Giovanni Verga.

Andrea R.      Il mare era del color della sciara, sebbene il sole non fosse ancora tramontato, e di tratto in tratto bolliva tutt’intorno come una pentola.

Azzurra          Tieni sempre la sbarra a greco, Alessi, fra mezz’ora non ci si vedrà più, peggio di essere in un forno.

Leonardo L.  Tutt’a un tratto si era fatto oscuro che non ci si vedeva più neanche a bestemmiare.

Sofia               Soltanto le onde, quando passavano vicino alla Provvidenza, luccicavano come avessero gli occhi e volessero mangiarsela;

Giacomo         E nessuno osava dire più una parola, in mezzo al mare che muggiva fin dove c’era acqua.

Andrea R.      Si udiva il vento sibilare nella vela della Provvidenza e la fune che suonava come una corda di chitarra.

Azzurra          All’improvviso il vento si mise a fischiare al pari della macchina della ferrovia, quando esce dal buco del monte, sopra Trezza,

Leonardo L.  E arrivò un’ondata che non si era vista da dove fosse venuta, la quale fece scricchiolare la Provvidenza come un sacco di noci,

Sofia               E la buttò in aria.

Tutti               Giù la vela!

Giacomo         Taglia!

Tutti               Taglia subito!

Andrea R.      ‘Ntoni, col coltello fra i denti, s’era abbrancato come un gatto all’antenna e ritto sulla sponda per far contrappeso, si lasciò spenzolare sul mare che gli urlava sotto e se lo voleva mangiare.

Azzurra          Tienti forte!

Leonardo L.  Gli gridava il nonno in quel fracasso delle onde che lo volevano strappare di là, e buttavano in aria la Provvidenza

Sofia               E facevano piegare la barca tutta di un lato, che dentro ci avevano l’acqua sino ai ginocchi.

Giacomo         Ad un tratto la vela cadde tutta di un pezzo, tanto era tesa,

Andrea R.      E ‘Ntoni la raccolse in un lampo e l’ammainò stretta.

Azzurra          La barca si raddrizzò e fece prima un gran salto; poi seguitò a far capriole sulle onde.

Tutti               Il remo! Forza nel tuo remo, Alessi!

Leonardo L.  La barca scricchiolava sotto lo sforzo poderoso di quel paio di braccia.

Sofia               E Alessi ci dava l’anima sui remi come poteva.

Tutti               La vela!

Giacomo         Il vento contrastava forte la manovra, ma in cinque minuti la vela fu spiegata,

Andrea R.      E la Provvidenza cominciò a balzare sulla cima delle onde,

Azzurra          Piegata da un lato come un uccello ferito.

Leonardo L.  I Malavoglia si tenevano tutti da un lato, afferrati alla sponda;

Sofia               In quel momento nessuno fiatava,

Giacomo         Perché quando il mare parla in quel modo non si ha coraggio di aprire bocca.

[Andrea R., Azzurra, Leonardo L., Sofia e Giacomo tornano del gruppo; avanza Alice.]

 

Alice               Il mare si infrange sugli scogli – il vento accarezza la spiaggia.

                        Il mare è vita – il mare è morte,

                        trappola per gli uccelli, – trappole per gli uomini.,

                        Può essere tutto o niente – amico o nemico.

                        Nonostante tutto è la cosa più bella che la natura ci offre.

                        Emozioni, paura – tesori nascosti, –  immensità sconosciuta.

[Alice rientra nel gruppo; avanza Federico.]

 

Federico         Mare, i bambini ti vedono come un grosso prato – ma tu non lo sei di fatto.

                        Sei magico e fatato, – vi sono leggende strane – che sono un po nostrane.

                        Si odono gabbiani, che sono uccelli strani.

                        C’è un pescatore – che pesca per ore ed ore.

[Federico rientra nel gruppo; Alberto, Riccardo e Lavdrim avanzano verso il pubblico.]

 

Gianluca         Meriggio marino” di Rudolf Binding.

Alberto           Sulle acque una luce ferma.

Riccardo        Ove chiare vele stanno

Lavdrim         Quieta nellazzurro vola nostalgia,

Tutti               Da lungi mossa.

Alberto           Nell’aria, non un uccello.

Riccardo        Placati i venti e gli abissi,

Lavdrim         L’anima pure.

Tutti               Meriggio ovunque. Pace d’amore.

Alberto           Beato sta il pullulante corpo dell’immenso mare.

Riccardo        Ai miei piedi

Lavdrim         Singhiozzando muore nascosta

Tutti               Un’onda breve.

[Alberto, Riccardo e Lavdrim tornano del gruppo; avanza Michele.]

 

Michele           Io sono nato a Tropea. La spiaggia è tutte rocce, e c’è il rischio di farsi male. Destate ogni sera c’è sempre una festa, in riva al mare, e io, anche se sono stanco, preferisco stare in piedi e andare a letto tardi: quando torno a casa, la mia nonna già dorme sulla sedia.

[Michele rientra nel gruppo; avanza Alessandro.]

 

Alessandro     Il mare è un divertimento: ci si può giocare e passare un po di tempo libero e rilassarsi.

[Alessandro rientra nel gruppo; avanza Matteo.]

 

Matteo            Il mare è un ambiente meraviglioso, ma purtroppo molte persole lo usano per scaricare nell’acqua scorie radioattive, o per portare immigrati in altri paesi. Questo purtroppo porta un grande inquinamento e la morte di molto pesci che con il tempo potrebbe portare gravi problemi.

[Matteo rientra nel gruppo.]

 

Ruggero         Freschezza azzurra” di Angiolo Silvio Novaro.

Gianluca         Freschezza azzurra

Alice               Effusa chiarità,

Arianna          Luce infinita

Sara                Da non so quale

Gianluca         Miracolo esplosa.

Andrea M.     Silenzio

Matteo            A pace

Vanessa          Si sposa.

Federico         Un veliero

Michele           Su le tremule

Ruggero         Acque senzorme

Ilaria               Con lali aperte

Letizia            Incantato dorme.

Giulia              Ne foglia né fiore

Alessandro     Nel bosco

Leonardo F.   Si move.

Andrea R.      Il pensiero

Azzurra          Segreto rema

Leonardo L.  Verso un come

Sofia               Verso un dove

Giacomo         E nel profondo

Alberto           Trema.

[Letizia avanza verso il pubblico.]

 

Letizia            Perdo lo sguardo nell’immensità del mare – e vaga il mio pensiero

                        con sensazioni strane, paura, gioia e amore.

                        Giganti d’acqua si infrangono su grandi massi e

                        quando il sole irraggia le acque sembrano – una lastra di cristallo.

                        Quando il sole si fa più caldo, tanti bambini scendono

                        in mare a giocare e lui è felice vedendo tanti sorrisi –  e tanta gioia,

                        la spiaggia si fa più allegra con tanti colori, – tutti diversi.

                        Perdo lo sguardo nell’immensità del mare.

[Letizia rientra nel gruppo; avanza Andrea M.]

 

Andrea M.     Il mare destate pieno di gente come il Cityper. Questa gente è in questi luoghi per rilassarsi o giusto per soldi come i commercianti o i dirigenti degli chalet.

 

Gianluca         La conchiglia marina” di Alceo.

Donne             O conchiglia marina,

Uomini           Figlia della pietra

Donne             E del mare biancheggiante

Uomini           [facendo eco] Tu meravigli la mente dei fanciulli.

[Avanza Gianluca.]

 

Gianluca         Il mare è come il mondo pieno di esseri viventi pieno di esseri potenti e deboli: i potenti vivono e i deboli soffrono. Parlando di mare i potenti sono gli squali, le orche e la piovra gigante; i deboli sono i pesci piccoli come i merluzzi. Così è il mondo: i potenti sono i sindaci e i deboli sono le persone senza lavoro o persone che hanno un lavoro da schifo.

[Tutto il gruppo si dispone come all’inizio.]

 

Ruggero         Arrivederci fratello mare” di Nazim Hikmet.

Gianluca – Letizia                 Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti

Andrea M. – Azzurra           Arrivederci fratello mare

Alice – Riccardo                    Mi porto un po della tua ghiaia

Sara – Leonardo F.               Un po del tuo sale azzurro

Vanessa – Sofia                     Un po della tua infinità

Ruggero – Giulia                   Un pochino della tua luce

Matteo – Leonardo L.          E della tua infelicità.

Ilaria – Lavdrim                    Ci hai saputo dir molte cose

Arianna – Alessandro           Sul tuo destino di mare

Federico – Giacomo              Eccoci con un po più di speranza

Gianluca – Andrea R.           Eccoci con un po più di saggezza

Michele – Alberto                  E ce ne andiamo come siamo venuti

Tutti                                       Arrivederci fratello mare.

 

f i ne

 

NOTA

Lo spettacolo è stato costruito alternando testi d’autore a brani in prosa e poesia degli alunni che hanno parlato del loro rapporto con il mare.

Lo spettacolo era accompagnato dalla proiezione dei disegni realizzati dai ragazzi, ispirati ai vari brani.

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