Un prof di liceo davanti alla speranza dei nostri giovani

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di Maurizio Schoepflin

(fonte: Avvenire)

Rispetto a tutti coloro che si interessano del mondo giovanile, che lo studiano e ne parlano nelle sedi più diverse, i professori, in particolare quelli di scuola media superiore, hanno un grande vantaggio, perché i giovani li incontrano davvero, tutte le mattine o quasi. Ecco il motivo per cui, spesso, i libri scritti sui ragazzi dai loro insegnanti sono fra i più belli e intelligenti: essi scaturiscono infatti dall’esperienza diretta, di fronte alla quale, le teorie, anche le più sofisticate, devono cedere il passo.

Il libro di Matteo Lusso non sfugge questa regola aurea: docente di lettere in un Liceo sociopsicopedagogico, l’autore non soltanto incontra i giovani, ma li fa parlare e scrivere e – ecco il punto – li ascolta. Lusso aveva già dato prova di tale atteggiamento costruttivo in un precedente saggio basato sulla lettura e linterpretazione attenta dei temi svolti dai suoi alunni. In quest’ultimo lavoro egli continua su quella strada e ottiene la conferma di una solida certezza, figlia della quotidiana vicinanza a quei giovani che per molti restano solamente un enigma inquietante e indecifrabile: «Quando entro in una classe – egli scrive – ho sempre la percezione che gli occhi, i volti, la vitalità, la sola presenza dei ragazzi che ho davanti, siano domanda, attesa di qualcosa che essi aspettano da me, da noi, dagli adulti in generale. Oggettivamente è così: sono l’insegnante e si aspettano che io trasmetta loro qualcosa, possibilmente significativo, bello. Un ragazzo è una promessa, un bisogno rispetto al quale ladulto ha naturalmente una responsabilità». I ragazzi a cui Lusso rivolge la propria partecipe attenzione sono persone – non sciocche marionette troppo sbrigativamente definite nichiliste – che si pongono domande enormi, interrogativi potenti che attendono una risposta o, meglio, una speranza. Certo, egli sa bene che gioventù, oggi, vuol dire anche bullismo, droga, devianza, autolesionismo, violenza; sa anche che il vuoto e il nulla rischiano costantemente di inghiottire l’esistenza di molti. Il compito che tutti ci attende è dunque quello di offrire vie duscita dal pantano nichilista in cui si mescolano solitudine, delusione, noia, scetticismo, aridità. A questo riguardo, Lusso non fa mistero di considerare quella additata da Gesù Cristo la via maestra che può condurre il giovane verso la speranza e lautentica realizzazione di sé. Non casualmente, nella prefazione, monsignor Luigi Negri, rivolgendosi all’autore, gli scrive: «Tu porti le stelle dentro il mondo dei tuoi giovani, perché annunzi il mistero di Cristo».

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