Un Viaggio tra Io interiore e realtà esterna

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Introduzione a Pirandello

Luigi Pirandello

di Libera Maria De Padova

Luigi Pirandello

Luigi Pirandello

Prefazione

Pirandello si colloca a livello dei grandi innovatori del pensiero e dell’arte del ‘900 europeo per quanto riguarda il rapporto dell’io con se stesso e con la realtà esterna e pone al centro della sua analisi il problema della soggettività: attraverso un attento esame della realtà egli dimostra come l’umanità sia fragile. Dato che il mondo esterno è vissuto da tanti soggetti e visto, di conseguenza, attraverso il filtro della soggettività, è impossibile che la conoscenza di questo sia univoca. È inutile quindi cercare al di fuori di noi una realtà capace di contrastare la fragilità umana, perché la realtà esterna è diversa per tutti e si sviluppa con la diretta esperienza personale.

In questo clima di relativismo Pirandello scrive L’umorismo in cui contrappone la letteratura umoristica che rappresenta le contraddizioni della realtà, a quella sublime” che tende invece a offrire una visione armoniosa e rasserenante. L’obiettivo dello scrittore non quello di fare ridere il lettore, bensì di farlo riflettere: lumorismo che descrive e che definisce sentimento del contrario, consiste nello scoprire i lati sofferenti che si possono nascondere dietro le persone, di vedere ciò che va al di la delle apparenze. L’ideologia pirandelliana, quindi, ha lo scopo di decostruire, di distruggere la forza dell’individuo che si reputa essere coerente e determinato nei proprio propositi. Lo scrittore propone un esempio: Se vedo una vecchia signora coi capelli tinti e tutta imbellettata, avverto che è il contrario di ciò che una vecchia signora dovrebbe essere. Questo avvertimento del contrario” è il comico. Ma se interviene la riflessione, e suggerisce che quella signora soffre a pararsi così e lo fa solo nell’illusione di poter trattenere l’amore del marito più giovane, non posso più solo ridere: dall”avvertimento del contrario”, cioè dal comico, passo al sentimento del contrario” cioè all’atteggiamento umoristico”. La riflessione nell’arte umoristica coglie così il carattere molteplice e contraddittorio della realtà, permette di vederla da diverse prospettive contemporaneamente. Se coglie il ridicolo di una persona, di un fatto, ne individua anche il fondo dolente, di umana sofferenza, e lo guarda con pietà; o viceversa, se si trova di fronte al serio e al tragico, non può evitare di fare emergere anche il ridicolo. In una realtà multiforme e polivalente, tragico e comico vanno sempre insieme, il comico è come l’ombra che non può mai essere disgiunta dal corpo del tragico.

Un grande successo di questo autore è, sicuramente, Uno Nessuno Centomila”, un romanzo che parla della scomposizione della vita,dellautodistruzione dell’Io a causa dellacquisita consapevolezza della impossibilità di darsi una forma autentica e della falsità dei rapporti che lo legano agli altri. Non esiste la sola forma che l’io dà a sé stesso, nella società esistono anche le forme che ogni io dà a tutti gli altri. E in questa moltiplicazione l’io perde la sua individualità, da uno diviene centomila, quindi nessuno. Ogni essere umano si fissa in una forma”. Ognuno secondo la sua prospettiva da una forma” all’altro. L’uomo crede di essere uno per se stesso, ma è centomila forme di fronte agli altri. Ciascuna di queste forme è una maschera che viene imposta dal contesto sociale e che l’uomo stesso si impone: al di sotto di questa non c’è  un volto definito e immutabile. Non vi è nessuno”. Lio si disgrega, si smarrisce, e crollano, di conseguenza tutte le sue certezze.

Luigi Pirandello con Marta Abba, unattrice di cui s’innamorò e

con la quale scrisse un intenso carteggio

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