Una perla… tra i brani conservati da don Savino

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Vieni, Signore Gesù, a cercare il tuo servo; cerca la tua pecora affaticata; vieni, pastore… Mentre ti trattieni sui monti, la tua pecora sta errando: su, lascia le novantanove altre che pure sono tue, e vieni a cercare l’unica che si è smarrita. Vieni, senza farti aiutare, senza farti annunciare; ora, sei tu che io attendo.
Non prendere la frusta. Prendi il tuo amore; vieni con la dolcezza del tuo Spirito. Non esitare a lasciare sui monti queste tue novantanove pecore. Sulle cime dove le hai poste, i lupi non hanno accesso…
Vieni a me, che mi sono smarrito lontano dai greggi di lassù, dove avevi posto anche me, ma i lupi della notte mi hanno fatto abbandonare i tuoi ovili.
Cercami Signore, poiché la mia preghiera ti cerca.
Cercami, trovami, rialzami, portami!
Quello che cerchi, puoi trovarlo; quello che trovi, degnati di rialzarlo; e quello che rialzi, mettitelo in spalla. Non ti stanca questo pietoso fardello, non ti è di peso portare colui che hai giustificato.
Su, vieni Signore, perché anche se è vero che sto errando, «non ho dimenticato la tua parola» , e nutro speranza di essere guarito.
Vieni, Signore, sei l’unico a poter ancora chiamare la tua pecora perduta; alle altre che avrai lasciato, non causerai alcuna tristezza. Anche esse si rallegreranno al vedere tornare il peccatore. Vieni, e ci sarà salvezza sulla terra, e ci sarà gioia in cielo.
Non mandare i tuoi servi, non mandare mercenari, vieni tu, a cercare la tua pecora. Rialzami in questa carne che, con Adamo, è caduta. Con questo gesto, riconoscimi non come un figlio di Eva, ma come il figlio di Maria, vergine pura, vergine per grazia, senza nessun sospetto di peccato.

Poi, portami fino sulla tua croce. Essa è la salvezza degli erranti, il solo riposo degli affaticati, l’unica vita di tutti quelli che muoiono.
S. Ambrogio

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