Una vita

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di Italo Svevo

di Antonio Abbate

UNA VITA: (Un Inetto) scritto tra il 1887/1889.(durante quegli anni c’era il Verismo, e il dannunzianesimo, che però Svevo vedeva in modo estremamente negativo). L’inetto è una persona che non è adatta ad affrontare la vita, una persona che vive in percentuale, cioè che non vive pienamente la sua vita, che non è in grado di affrontare le difficoltà, che non si assume responsabilità ecc. L’inetto si ritroverà anche negli altri due romanzi di Italo Svevo. Il personaggio principale è Alfonso Nitti. Alfonso Nitti è impiegato presso la banca Maller (aspetto autobiografico, Svevo in quegli anni era impiegato nella banca Union), è interessato di letteratura, scrive romanzi e poesie ecc. Nitti si invaghisce della figlia del suo principale, quindi di Annetta Maller. Il primo incontro con Annetta è significativo: lei dapprima gli appare con qualche difetto, poi diventa una magnifica creatura, quindi Alfonso pensa di sfruttare la situazione, perché sposando la figlia del suo principale lui avrebbe fatto un salto nella piramide sociale. In quel tempo c’era una specie di scala sociale, all’apice della quale c’erano i nobili e i borghesi (come i proprietari bancari), nella fascia media c’erano le persone come il Nitti (quindi impiegati bancari), e alla base della piramide c’erano i proletari, come i Lanucci che vivevano proprio presso il Nitti. Alfonso Nitti sta sempre a rimuginare su se stesso, quindi prima decide di dichiarare il suo amore verso Annetta, poi decide di non farlo ecc. Proprio nel momento in cui potrebbe stringere la relazione con Annetta, egli fugge al suo paese (perché sua madre non sta bene). Al suo ritorno a Trieste Alfonso scopre che il suo amico Macario è diventato il fidanzato di Annetta (citare contrasto tra Macario e Nitti). Alfonso Nitti cerca lo stesso di riproporsi ad Annetta, ma ormai non c’è più nulla da fare, ed addirittura viste le sue insistenze, il fratello di Annetta lo sfida a duello. Alfonso Nitti non si presenterà mai a questo duello perché si suiciderà (proprio perché, come già detto, non vuole affrontare la realtà). IN questo romanzo il narratore è in terza persona. Gli spazi interni sono spesso oppressivi, viene descritto il lavoro: sempre alienante: lui alla fine ottiene degli incarichi peggiorativi, diventando contabile, deve svolgere delle mansioni sempre più ripetitive ecc. Anche la casa è oppressiva ecc.

Una Vita è il romanzo più autobiografico della produzione di Svevo.

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